01 · Disponibilità
Una risorsa abbondante, eppure quasi inaccessibile
Il punto di partenza di ogni discorso ambientale sull’acqua è una sproporzione. Il pianeta è coperto d’acqua, ma circa il 97,5% è salata: l’acqua dolce è solo il 2,5% del totale. E di quel 2,5%, la quasi totalità è immobilizzata: circa il 69% nei ghiacci e nelle calotte polari, circa il 30% nelle falde sotterranee. L’acqua dolce superficiale — fiumi, laghi, suoli — rappresenta poco più dell’1% dell’acqua dolce (U.S. Geological Survey; National Geographic).
A questo si aggiunge un dato strutturale: la Terra si comporta come un sistema sostanzialmente chiuso. Il volume d’acqua del pianeta è in pratica lo stesso da milioni di anni: non se ne “produce” di nuova, la si può solo spostare, contaminare o rendere indisponibile. E la distribuzione è fortemente disomogenea: si stima che circa un quinto della popolazione mondiale viva in aree di scarsità idrica, con meno di mille metri cubi d’acqua a persona all’anno.
L’acqua non è scarsa in assoluto, ma scarsa nelle forme, nei luoghi e nei tempi in cui serve. È questo squilibrio — non la quantità totale — a generare il problema ambientale.