Le Travi Continue
1.2 M2 — Le Travi Continue

Le Travi Continue

Come si calcola una trave su più appoggi: iperstaticità, equazione dei tre momenti, reazioni e diagrammi, esempi a due e tre campate, estremo incastrato e sbalzo, disposizione dei carichi e cedimenti.

Materia — Progettazione, Costruzione e Impianti Indirizzo — CAT, Costruzioni Ambiente e Territorio Durata — 3 ore
qM−0,100−0,100+0,080+0,025+0,080momento flettente, in unità di q·L²Trave continuaun solo elemento su più appoggiagli appoggi intermedi M è negativo(fibre superiori tese)in campata M è molto minoredella trave appoggiata: 0,08 contro0,125 (in unità di q·L²)
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Perché le travi continue

Un solaio, un ponte, una trave di copertura raramente coprono una sola luce: più spesso la trave prosegue su più appoggi. Una trave che attraversa tre o più appoggi senza interruzioni si chiama trave continua. Rispetto a una successione di travi appoggiate separate si comporta meglio, ma costringe a risolvere un problema iperstatico.

qM−0,100−0,100+0,080+0,025+0,080momento flettente, in unità di q·L²Trave continuaun solo elemento su più appoggiagli appoggi intermedi M è negativo(fibre superiori tese)in campata M è molto minoredella trave appoggiata: 0,08 contro0,125 (in unità di q·L²)
Trave continua a tre campate uguali con carico uniforme: deformata e diagramma del momento flettente, negativo sugli appoggi intermedi

Il vantaggio si vede subito nel diagramma del momento: sugli appoggi intermedi compaiono momenti negativi (fibre superiori tese) che «scaricano» le campate. Il momento massimo in campata cala fortemente, e con esso la freccia.

  • Meno momento in campata: con tre campate uguali e carico uniforme il momento di estremità è 0,08·q·L² e quello centrale 0,025·q·L², contro 0,125·q·L² della trave appoggiata.
  • Meno freccia: la rigidezza è maggiore, perché la sezione sull’appoggio non può ruotare liberamente. Con due campate la freccia massima è il 42% di quella della trave appoggiata (esempio 1).
  • Più riserve di sicurezza: se un tratto si danneggia, il momento si ridistribuisce. Per questo i solai e i ponti si progettano spesso continui.
  • Meno elementi, meno giunti: un unico elemento al posto di più travi appoggiate, con minori punti di discontinuità.
  • In compenso: la trave è iperstatica. Le reazioni non si ricavano più dal solo equilibrio, e sono sensibili a cedimenti degli appoggi, variazioni di temperatura e rigidezza delle sezioni.
Che cosa vedremo. Come si scelgono le incognite (i momenti sugli appoggi), l’equazione dei tre momenti ricavata dalle rotazioni della lezione precedente (1 EXTRA A), reazioni e diagrammi, esempi a due e tre campate, campate diverse, estremo incastrato e sbalzo, disposizione dei carichi, cedimenti vincolari, frecce, errori comuni e problemi di autovalutazione.
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Iperstaticità e scelta delle incognite

Una trave appoggiata a due appoggi è isostatica: tre incognite (una cerniera e un carrello danno tre reazioni) e tre equazioni di equilibrio. Ogni appoggio intermedio aggiunge una reazione senza aggiungere equazioni: la trave continua con n campate (n + 1 appoggi, un solo vincolo orizzontale) ha n − 1 incognite iperstatiche.

CampateAppoggiReazioni verticaliGrado di iperstaticità
1220 (isostatica)
2331
3442
4553
nn + 1n + 1n − 1

Nel metodo delle forze si scelgono come incognite iperstatiche le grandezze più comode, e si impone che gli spostamenti calcolati siano compatibili con i vincoli veri. Nelle travi continue la scelta più comoda cade sui momenti flettenti sugli appoggi intermedi.

Sistema principale: due travi appoggiate, caricate come la trave data e da coppie incognite X sull’appoggioqqtangente comuneXXθ₁θ₂senza le coppie X le due travi formerebbero uno spigolo sull’appoggio; le coppie lo eliminanocondizione di continuità: le rotazioni θ₁ e θ₂ dei due lati sono uguali (tangente unica)
Schema del metodo dei tre momenti: sistema principale con due travi appoggiate caricate come la trave data e da coppie incognite X sull’appoggio intermedio, con tangente comune
  • Sistema principale: si «taglia» la trave sugli appoggi intermedi, inserendo una cerniera. Si ottiene una successione di travi appoggiate, isostatiche.
  • Incognite: su ogni cerniera si applicano due coppie uguali e opposte X, il momento che la trave continua trasmette da una campata all’altra. Per convenzione X è positivo se tende le fibre superiori, come accade di norma sugli appoggi intermedi.
  • Equazioni: in una trave vera la sezione sull’appoggio ruota in modo unico. Si impone quindi che le rotazioni dei due lati coincidano. È la condizione di continuità, da cui il nome.
Perché funziona. Le due travi appoggiate caricate dal carico vero ruotano all’appoggio in sensi opposti e formano uno spigolo. Le coppie X applicate a quelle travi sono i soli «strumenti» per chiuderlo: noti i coefficienti di rotazione della lezione precedente, l’incognita X si ricava da una semplice equazione lineare.
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L’equazione dei tre momenti

Consideriamo due campate consecutive, di luce L₁ e L₂, che si incontrano sull’appoggio i; Xi−1, Xi e Xi+1 sono i momenti sui tre appoggi. Le rotazioni delle estremità si ottengono dalla lezione 1 EXTRA A, per sovrapposizione.

Sulla trave appoggiata di luce L, caricata dal carico vero e da due coppie X agli estremi (tendono le fibre superiori, quindi ruotano in verso contrario ai carichi), le rotazioni valgono:

θdx = θ°dx − Xsx·L/(6·EI) − Xdx·L/(3·EI)
θsx = θ°sx − Xsx·L/(3·EI) − Xdx·L/(6·EI)

Qui θ° sono le rotazioni della trave appoggiata col solo carico (tabella della lezione precedente), mentre i coefficienti L/3EI e L/6EI sono quelli della coppia applicata a un estremo (tavola 08). Per la continuità, la somma dell’angolo sul lato destro della campata 1 e di quello sul lato sinistro della campata 2 deve essere nulla:

θdx,1 + θsx,2 = 0

Sostituendo e moltiplicando per 6·EI si ottiene l’equazione dei tre momenti (di Clapeyron), per EI costante:

Xi−1·Li + 2·Xi·(Li + Li+1) + Xi+1·Li+1 = 6·EI·(θ°dx,i + θ°sx,i+1)
  • Un’equazione per ogni appoggio intermedio: con n campate si scrivono n − 1 equazioni nelle n − 1 incognite X. Sugli appoggi di estremità, se sono semplici, X = 0.
  • Primo membro: dipende solo dalle luci. I coefficienti sono 1, 2·(Li + Li+1), 1 (ciascuno moltiplicato per la luce): il sistema è «tridiagonale», cioè ogni equazione coinvolge solo tre momenti consecutivi.
  • Secondo membro: dipende solo dai carichi. Si calcola con le rotazioni della trave appoggiata (tavola 04) e non contiene più EI: moltiplicando per 6·EI, la rigidezza si semplifica.
  • Se I varia da campata a campata: ogni Li nel primo membro diventa Li/Ii e i termini del secondo membro si dividono per l’Ii della rispettiva campata (E resta fuori, uguale per tutte).
Controllo di segno. Con tutte le campate caricate verso il basso i secondi membri sono positivi, quindi i momenti X sono positivi: tendono le fibre superiori sugli appoggi intermedi, come ci aspettiamo dalla forma della trave.
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I termini noti per i carichi più comuni

Il secondo membro dell’equazione dei tre momenti è la somma di due termini, uno per ciascuna campata adiacente all’appoggio. Con le rotazioni della lezione precedente si calcolano subito: basta moltiplicare per 6·EI.

Carico sulla campata (luce L)Termine sinistro 6·EI·θ°sxTermine destro 6·EI·θ°dx
Carico uniforme qq·L³ / 4q·L³ / 4
Forza P in mezzeria3·P·L² / 83·P·L² / 8
Forza P a distanza a dall’appoggio sinistro (b = L − a)P·a·b·(L + b) / LP·a·b·(L + a) / L
Carico triangolare, nullo a sinistra e q a destra7·q·L³ / 602·q·L³ / 15
Due coppie M uguali agli estremi3·M·L3·M·L
Campata scarica00

Il termine sinistro si usa per la campata che sta a destra dell’appoggio (la sua estremità sinistra è sull’appoggio), il termine destro per la campata che sta a sinistra. Per i carichi simmetrici i due termini sono uguali.

Esempio di lettura

Sull’appoggio B tra la campata 1 (con la forza P in mezzeria) e la campata 2 (con il carico uniforme q) il secondo membro vale:

6·EI·(θ°dx,1 + θ°sx,2) = 3·P·L₁²/8 + q·L₂³/4
Punto delicato. Per la forza fuori centro i due termini sono diversi: l’appoggio più vicino al carico riceve il coefficiente con (L + b), l’altro quello con (L + a). Scambiarli è l’errore più frequente nell’uso della tabella.
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Dopo i momenti: reazioni, taglio e momento in campata

Risolte le equazioni si conoscono i momenti X sugli appoggi. Ogni campata torna a essere una trave appoggiata, con il carico vero e le due coppie X agli estremi: da qui si ottiene tutto il resto con la sola statica.

Campata k, tra gli appoggi k e k + 1

Rsx = R°sx + (Xk − Xk+1)/L
Rdx = R°dx + (Xk+1 − Xk)/L
V(x) = V°(x) + (Xk − Xk+1)/L
M(x) = M°(x) − Xk·(1 − x/L) − Xk+1·x/L

R°, V° e M° sono le reazioni, il taglio e il momento della trave appoggiata con il solo carico; x parte dall’appoggio sinistro della campata e M è positivo se tende le fibre inferiori.

  • Reazione su un appoggio intermedio: somma della reazione destra della campata a sinistra e della reazione sinistra della campata a destra.
  • Taglio: in ogni campata ha la stessa forma del taglio della trave appoggiata, traslato del termine (Xk − Xk+1)/L, costante.
  • Momento massimo in campata: dove il taglio si annulla. Per un carico uniforme q il taglio è nullo a x = Rsx/q e il momento vale Rsx²/(2·q) − Xk.
  • Appoggi di estremità semplici: il momento è nullo. Se l’estremo è sporgente (sbalzo) il momento sull’appoggio è noto per equilibrio (tavola 10).
Tre controlli da fare sempre. (1) La somma delle reazioni è uguale al carico totale. (2) Il momento sull’appoggio calcolato dai due lati è lo stesso, perché X è unico. (3) Il momento si annulla sugli appoggi di estremità semplici.
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Esempio 1: due campate uguali con carico uniforme

Il caso più semplice: due campate di luce L con carico q su entrambe. Gli appoggi di estremità sono semplici (XA = XC = 0): resta una sola incognita, il momento XB sull’appoggio centrale.

L’equazione dei tre momenti sull’appoggio B dà:

XA·L + 2·XB·(2L) + XC·L = q·L³/4 + q·L³/4
4·L·XB = q·L³/2
XB = q·L²/8

Con XB si ricavano le reazioni: RA = RC = q·L/2 − XB/L = 3·q·L/8 e RB = 2·(q·L/2 + XB/L) = 5·q·L/4. Il taglio nella campata è nullo a x = RA/q = 3L/8 dall’appoggio di estremità, dove il momento vale 9·q·L²/128.

q = 10 kN/m+20,00 kN·m+20,00 kN·mDue travi appoggiateM max = q·L²/8 = 20 kN·mfreccia in mezzeria 8,17 mm(IPE 200, L = 4 m)q = 10 kN/m−20,00 kN·m+11,25+11,25Trave continua a due campateM agli appoggi −q·L²/8 = −20 kN·mM in campata 9·q·L²/128 = 11,25 kN·mfreccia massima 3,40 mmcioè il 42% di 8,17 mm
Confronto tra due travi appoggiate e una trave continua a due campate con lo stesso carico: diagrammi del momento e frecce

Numeri: IPE 200, L = 4,00 m, q = 10 kN/m

GrandezzaFormulaValore
Momento sull’appoggio Bq·L²/820,00 kN·m (tende le fibre superiori)
Reazioni A e C3·q·L/815,00 kN
Reazione B5·q·L/450,00 kN
Somma delle reazioni15 + 50 + 1580 kN = 10 · 8 (controllo)
Momento massimo in campata9·q·L²/128, a 3L/8 = 1,50 m da A11,25 kN·m
Confronto con la trave appoggiataq·L²/8 = 20 kN·m in campata−44% del momento in campata
Che cosa è cambiato. Nelle travi appoggiate le due campate avrebbero ciascuna 20 kN·m al centro. Nella continua il momento più grande è ancora 20 kN·m, ma sull’appoggio: si deve quindi verificare quella sezione. In campata ne bastano 11,25 kN·m, quasi la metà.
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Esempio 2: due campate con carichi diversi

Due campate uguali di 3,00 m. Sulla prima agisce una forza P = 8 kN a metà luce, sulla seconda un carico uniforme q = 6 kN/m. È l’esercizio classico da affrontare a mano e da controllare con un programma di calcolo.

Equazione sull’appoggio B (XA = XC = 0, L₁ = L₂ = L = 3,00 m):

4·L·XB = 3·P·L²/8 + q·L³/4
XB = 3·P·L/32 + q·L²/16
XB = 3·8·3/32 + 6·9/16 = 2,250 + 3,375 = 5,625 kN·m

Reazioni, campata per campata (le reazioni isostatiche sono P/2 = 4 kN per la prima e q·L/2 = 9 kN per la seconda):

RA = 4 − XB/L = 4 − 1,875 = 2,125 kN
RB = (4 + 1,875) + (9 + 1,875) = 5,875 + 10,875 = 16,750 kN
RC = 9 − 1,875 = 7,125 kN
P = 8 kNq = 6 kN/mL = 3,00 mL = 3,00 mR = 2,125 kNR = 16,750 kNR = 7,125 kNV+2,125−5,875+10,875−7,125M−5,625+3,19+4,23Dati e risultatiXB = 3PL/32 + qL²/16 = 2,250 + 3,375 = 5,625 kN·mRA = 2,125 kNRB = 16,750 kNRC = 7,125 kNsomma = 26 kN = 8 + 6·3TaglioV max = 10,875 kN (a destra di B)nullo a 1,19 m da CMomentosotto P: +3,19 kN·min campata 2: +4,23 kN·m a 1,19 m da Cin B: −5,63 kN·m
Trave a due campate di 3 metri: forza di 8 kN a metà della prima, carico di 6 kN/m sulla seconda; reazioni e diagrammi di taglio e momento
  • Controllo equilibrio: 2,125 + 16,750 + 7,125 = 26 kN, che è il carico totale 8 + 6·3.
  • Taglio massimo: a destra di B vale 10,875 kN (la quota di RB portata dalla campata 2); si annulla a 10,875/6 = 1,81 m da B, cioè a 1,19 m da C.
  • Momenti: sotto P, M = 2,125·1,50 = 3,19 kN·m; in campata 2, M = 10,875²/(2·6) − 5,625 = 4,23 kN·m; sull’appoggio B, M = −5,625 kN·m.

Verifica di resistenza (collegamento con L2 e L6)

Ammettiamo una sezione in legno 100 × 200 mm (W = b·h²/6 = 666 667 mm³, A = 20 000 mm²). Il momento massimo in valore assoluto è sull’appoggio B; il taglio massimo è a destra di B:

σmax = M/W = 5,625·10⁶ / 666 667 = 8,44 MPa
τmax = 1,5·V/A = 1,5·10 875 / 20 000 = 0,82 MPa

La tensione normale si ricava dalla formula di Navier (L2), la tensione tangenziale dalla formula di Jourawski nel rettangolo (L6). I valori vanno confrontati con le resistenze di progetto del materiale scelto, da verificare sul testo vigente.

Come controllare con Ftool. Si disegna la trave a due campate; il primo appoggio deve essere una cerniera e gli altri due carrelli: con tre carrelli il programma segnala «Unstable Frame», perché la trave non è vincolata orizzontalmente. Con EI costante (qualsiasi valore) i diagrammi non cambiano. Si leggono RA, RB, RC e i momenti per confronto con i valori sopra.
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Tre campate uguali e tabella dei coefficienti

Con tre campate uguali e carico uniforme su tutte le campate i momenti sui due appoggi intermedi sono uguali per simmetria, XB = XC = X, e le due equazioni coincidono.

Equazione sull’appoggio B (XA = 0):

2·X·(2L) + X·L = q·L³/4 + q·L³/4
5·L·X = q·L³/2
XB = XC = q·L²/10

Le reazioni di estremità valgono RA = RD = q·L/2 − X/L = 0,4·q·L; per l’equilibrio verticale e la simmetria, RB = RC = (3·q·L − 2·0,4·q·L)/2 = 1,1·q·L. Il momento massimo è 0,08·q·L² a 0,4·L dall’appoggio di estremità; al centro della campata intermedia M = q·L²/8 − X = 0,025·q·L².

q = 12 kN/m5,00 m5,00 m5,00 mR = 24 kNR = 66 kNR = 66 kNR = 24 kNM−30,0−30,0+24,0+7,5+24,0momento flettente [kN·m]Tre campate ugualiXB = XC = q·L²/10 = 30,0 kN·mRA = RD = 0,4·q·L = 24 kNRB = RC = 1,1·q·L = 66 kNM estremità 0,08·q·L² = 24,0 a 0,4·L = 2,00 m da AM centrale 0,025·q·L² = 7,5
Trave continua a tre campate uguali di 5 metri con carico uniforme di 12 kN/m: reazioni e diagramma del momento flettente

Numeri: L = 5,00 m, q = 12 kN/m

GrandezzaFormulaValore
Momento sugli appoggi B e Cq·L²/1030,0 kN·m
Reazioni A e D0,4·q·L24 kN
Reazioni B e C1,1·q·L66 kN
Somma2·24 + 2·66180 kN = 12·15 (controllo)
Momento nelle campate di estremità0,08·q·L², a 0,4·L = 2,00 m da A24,0 kN·m
Momento nella campata centrale0,025·q·L², al centro7,5 kN·m

Coefficienti per travi a campate uguali con carico su tutte le campate

Il carico è q su tutte le campate, di luce L; i momenti sono in unità di q·L² e le reazioni in unità di q·L. Con più campate il metodo si applica allo stesso modo: si risolve un sistema di n − 1 equazioni.

CampateMomento sugli appoggiReazioniMomento massimo in campata
2XB = 0,1250A = 0,3750 B = 1,25000,0703 (entrambe)
3XB = XC = 0,1000A = 0,4000 B = 1,10000,0800 (estremità) 0,0250 (centrale)
4XB = 0,1071 XC = 0,0714A = 0,3929 B = 1,1429 C = 0,92860,0772 (estremità) 0,0364 (interne)
5XB = 0,1053 XC = 0,0789A = 0,3947 B = 1,1316 C = 0,97370,0779 (estremità) 0,0332 0,0461 (centrale)
Che cosa osservare. Al crescere del numero di campate i valori cambiano poco: il momento sugli appoggi intermedi resta intorno a 0,1·q·L² e quello nelle campate di estremità intorno a 0,08·q·L². Le reazioni sugli appoggi interni sono tra 1,1 e 1,25·q·L, più del carico che compete a una campata (q·L): le campate adiacenti si «appoggiano» una all’altra.
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Campate di luce diversa

Quando le campate non sono uguali il sistema non è più simmetrico, ma il metodo non cambia. Prendiamo due campate di 4,00 m e 5,00 m con lo stesso carico uniforme w = 10 kN/m.

2·XB·(L₁ + L₂) = w·L₁³/4 + w·L₂³/4
XB = w·(L₁³ + L₂³) / (8·(L₁ + L₂))
XB = 10·(64 + 125)/(8·9) = 26,25 kN·m

Reazioni:

RA = w·L₁/2 − XB/L₁ = 20 − 6,5625 = 13,44 kN
RC = w·L₂/2 − XB/L₂ = 25 − 5,25 = 19,75 kN
RB = 90 − 13,44 − 19,75 = 56,81 kN
q = 10 kN/mL₁ = 4,00 mL₂ = 5,00 mR = 13,44 kNR = 56,81 kNR = 19,75 kNV+13,44−26,56+30,25−19,75M−26,25+9,03+19,50Campate diverse2·XB·(L₁ + L₂) = w·(L₁³ + L₂³)/4XB = 10·189/(4·18) = 26,25 kN·mRA = 13,44 kNRB = 56,81 kNRC = 19,75 kNsomma = 90 = 10·9TaglioV sinistra di B: −26,56V destra di B: +30,25Momento [kN·m]campata 1: +9,03 a 1,34 m da Acampata 2: +19,50 a 3,03 m da B
Trave continua a due campate disuguali, 4 e 5 metri, con carico uniforme di 10 kN/m: reazioni, taglio e momento
  • Campata più lunga, più sollecitata: il momento massimo in campata 2 è 19,50 kN·m (a 3,03 m da B), più del doppio di quello della campata 1, 9,03 kN·m (a 1,34 m da A).
  • Taglio sull’appoggio B: −26,56 kN a sinistra e +30,25 kN a destra: il salto è la reazione RB = 56,81 kN.
  • Momento massimo sull’appoggio: 26,25 kN·m, la sezione più sollecitata della trave.

Se le campate hanno inerzie diverse si sostituisce ogni luce L con L/I nel primo membro e si divide ogni termine noto per l’inerzia della rispettiva campata (tavola 03). Una campata più rigida attira più momento.

Un buon progetto parte dalle luci. Con tre campate e carico uniforme, se le campate di estremità sono 0,8 volte quella centrale i momenti massimi in campata si equilibrano (0,044·q·L² e 0,043·q·L², con L luce centrale) e quello sull’appoggio scende da 0,100 a 0,082·q·L². È una regola di buona pratica per la scelta delle luci, non un obbligo normativo.
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Estremo incastrato e sbalzo

Le travi continue non finiscono sempre con un appoggio semplice. Un estremo può essere incastrato, oppure la trave può proseguire a sbalzo oltre l’ultimo appoggio. In entrambi i casi il metodo si adatta con poche modifiche.

Estremo incastrato

Nell’incastro la sezione non ruota. Si impone che la rotazione dell’estremo sia nulla, θsx = 0, e la condizione sostituisce una delle equazioni dei tre momenti:

2·XA·L + XB·L = 6·EI·θ°sx

Per una sola campata incastrata in A e appoggiata in B, con carico uniforme q: 2·XA·L = q·L³/4 (XB = 0), quindi XA = q·L²/8, RA = 5·q·L/8 e RB = 3·q·L/8. Il momento massimo in campata, 9·q·L²/128, è a 3L/8 dall’appoggio semplice. Con L = 4 m e q = 10 kN/m: XA = 20,0 kN·m, RA = 25 kN, RB = 15 kN.

Sbalzo

Il momento sull’appoggio di estremità è noto per equilibrio del tratto a sbalzo: per un carico uniforme q su una lunghezza c vale q·c²/2, per una forza P all’estremo P·c. Lo si inserisce come termine noto, senza equazione aggiuntiva.

XB = q·c²/2 RA = q·L/2 − XB/L RB = q·L/2 + XB/L + q·c
Incastro a sinistra, appoggio a destraq−q·L²/8+9·q·L²/128XA = q·L²/8 RA = 5·q·L/8 RB = 3·q·L/8L = 4 m, q = 10 kN/m: XA = 20,0 kN·m, RA = 25 kN, RB = 15 kNTrave con sbalzoq−q·c²/2 = −11,25+14,77XB = q·c²/2 (noto per equilibrio)RA = 17,19 kN RB = 37,81 kN (L = 4 m, c = 1,5 m)L = 4,00 mc
Trave incastrata a un estremo e appoggiata all’altro, e trave con sbalzo: carichi, deformata e momento flettente
GrandezzaFormulaValore con L = 4,00 m, c = 1,50 m, q = 10 kN/m
Momento sull’appoggio Bq·c²/211,25 kN·m
Reazione Aq·L/2 − XB/L20 − 2,81 = 17,19 kN
Reazione Bq·L/2 + XB/L + q·c20 + 2,81 + 15 = 37,81 kN
ControlloRA + RB55 kN = 10·(4 + 1,5)
Momento massimo in campataRA²/(2·q), a RA/q = 1,72 m da A14,77 kN·m (contro 20 kN·m senza sbalzo)
Effetto dello sbalzo. Il carico sullo sbalzo tende a sollevare la campata e riduce il momento al centro (14,77 invece di 20 kN·m), ma aumenta la reazione sull’appoggio B e il momento negativo. Se lo sbalzo non fosse caricato e la campata sì, l’effetto sarebbe diverso: la combinazione di carico va scelta con cura (tavola 11).
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La disposizione dei carichi variabili

Nelle travi isostatiche il carico massimo in tutta la trave dà sempre il momento massimo. Nelle travi continue non è così: un carico su una campata può scaricare la vicina. Per trovare i casi peggiori bisogna considerare i carichi variabili disposti in modi diversi.

Carico su tutte e due le campateq = 10 kN/m−20,0+11,25+11,25Entrambe caricateXB = 20,0 kN·mRA = 15,0 RB = 50,0 RC = 15,0M in campata = 11,25 kN·mCarico solo sulla campata 1q = 10 kN/m−10,0+15,31Solo la campata 1XB = q·L²/16 = 10,0 kN·mRA = 17,5 RB = 25,0RC = −2,5 kN (verso l’alto)M campata 1 = 15,31 kN·m+36% rispetto a prima
Trave a due campate uguali: momento flettente con carico su entrambe le campate e con carico solo sulla prima
Disposizione di qMomento in campata 1Momento sull’appoggio BReazione in C
Entrambe le campate11,25 kN·m−20,0 kN·m+15,0 kN
Solo la campata 115,31 kN·m (+36%)−10,0 kN·m−2,5 kN (verso l’alto)

Con q solo sulla prima campata: XB = q·L²/16 = 10,0 kN·m, RA = 7·q·L/16 = 17,5 kN e il momento massimo è RA²/(2·q) = 15,31 kN·m, a 1,75 m da A. La campata scarica solleva l’appoggio C: la reazione diventa −q·L/16.

  • Momento massimo in una campata: si carica quella campata e le campate alterne (una sì, una no). Le campate vicine scaricate fanno ruotare l’appoggio come se fosse più libero.
  • Momento negativo massimo su un appoggio: si caricano le due campate adiacenti e poi le alterne.
  • Reazione massima su un appoggio intermedio: si caricano le due campate adiacenti e le alterne.
  • Reazione minima o negativa: i carichi permanenti agiscono sempre; se in assenza dei carichi variabili la reazione diventa negativa serve un vincolo che trattenga la trave (ancoraggio, zavorra).
  • Inviluppo: sovrapponendo i diagrammi di tutte le disposizioni significative si ottiene il diagramma limite che si usa per dimensionare le sezioni.
Permanenti e variabili. I pesi propri e i carichi permanenti (G) gravano sempre su tutte le campate; i carichi variabili (Q) si dispongono nel modo più sfavorevole. I coefficienti parziali e le combinazioni sono fissati dalle NTC 2018: da verificare sul testo vigente.
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I cedimenti degli appoggi

Una trave isostatica non risente del cedimento di un appoggio: ruota senza deformarsi. In una trave continua il cedimento impone una deformazione che cambia i momenti, anche senza alcun carico. È un effetto tipico dell’iperstaticità.

Se l’appoggio i si abbassa di δi, sul lato destro e sul lato sinistro compaiono rotazioni di corpo rigido δ/L. Nell’equazione dei tre momenti il secondo membro si completa con il termine:

6·EI·(θ°dx,i + θ°sx,i+1) − 6·EI·( (δi − δi−1)/Li − (δi+1 − δi)/Li+1 )

Per due campate uguali con il solo appoggio B abbassato di δ la correzione è ΔXB = −3·EI·δ / L²: l’abbassamento riduce il momento negativo su B.

Senza cedimentoq = 10 kN/m−20,00+11,25+11,25RisultatiXB = 20,00 kN·mRA = RC = 15,0 kNRB = 50,0 kNCon cedimento dell’appoggio B di 10 mmδ = 10 mm−12,35+14,30+14,30Con cedimentoXB = 20,00 − 7,65 = 12,35 kN·mRA = RC = 16,91 kNRB = 46,17 kNM in campata = 14,30 kN·m (+27%)
Trave a due campate con carico uniforme: diagramma del momento senza cedimento e con cedimento di 10 millimetri dell’appoggio intermedio

Numeri: IPE 200, L = 4,00 m, q = 10 kN/m, δ = 10 mm in B

GrandezzaSenza cedimentoCon cedimento
EI210 000 · 19,43·10⁶ = 4 080 kN·m²—
Variazione ΔXB—−3·4080·0,010/16 = −7,65 kN·m
Momento sull’appoggio B−20,00 kN·m−12,35 kN·m
Reazione B50,0 kN46,17 kN
Reazioni A e C15,0 kN16,91 kN
Momento in campata11,25 kN·m14,30 kN·m (+27%)
Che cosa ci insegna. Un cedimento di soli 10 mm (L/400) cambia il momento sull’appoggio del 38% e scarica B sulle campate laterali. Cala il momento negativo ma cresce quello in campata: il cedimento non è sempre sfavorevole, ma sposta i momenti dove non erano stati previsti. Per questo nelle fondazioni delle strutture continue si controllano i cedimenti differenziali.
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Frecce e rotazioni delle travi continue

Le formule della lezione precedente si applicano alle campate della trave continua una volta noti i momenti X. Il caso a due campate uguali con carico uniforme ha però una soluzione compatta e istruttiva.

vmax ≈ q·L⁴ / (185·EI) a circa 0,42·L dall’appoggio di estremità
φA = q·L³/(24·EI) − XB·L/(6·EI) = q·L³ / (48·EI)

La rotazione dell’appoggio di estremità è la metà di quella della trave appoggiata (q·L³/24EI), perché la coppia XB = q·L²/8 la riduce; la freccia massima è il 42% di quella della trave appoggiata (5·q·L⁴/384EI).

Grandezza (IPE 200, L = 4,00 m, q = 10 kN/m)Trave appoggiataTrave continua a due campate
Freccia massima8,17 mm3,40 mm
Rapporto L/v4901 177
Rotazione sull’appoggio di estremità6,54·10⁻³ rad3,27·10⁻³ rad
Momento massimo in campata20,00 kN·m11,25 kN·m
Momento sull’appoggio centrale0−20,00 kN·m

Le frecce con carichi disposti a scacchi (una campata sì, l’altra no) sono più grandi di quelle con carico su tutte le campate. Per le verifiche di deformabilità, ove richiesto, si usa la disposizione più sfavorevole dei carichi variabili.

  • Tre metodi per la freccia: per ogni campata si usano i casi della lezione precedente con le coppie X agli estremi (sovrapposizione), la doppia integrazione tratto per tratto, oppure un programma di calcolo.
  • Tangente orizzontale sugli appoggi interni: se la trave è simmetrica rispetto all’appoggio (due campate uguali e caricate allo stesso modo) la rotazione sull’appoggio centrale è nulla: ogni campata si comporta come una trave appoggiata-incastrata.
  • Limiti di freccia: le NTC 2018 e le norme di materiale fissano limiti come frazione della luce; da verificare sul testo vigente.
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Altri metodi e il calcolo al computer

L’equazione dei tre momenti è il metodo più chiaro per capire il comportamento di una trave continua, ma non è l’unico. Per travi con molte campate o con carichi complessi si usano altri strumenti.

  • Metodo di Cross (distribuzione dei momenti): risolve il problema per approssimazioni successive. Si bloccano le rotazioni degli appoggi, si calcolano i momenti di incastro perfetto e si distribuisce lo squilibrio sui nodi in proporzione alle rigidezze, riportando metà del momento all’estremo opposto. Si ripete finché lo squilibrio è trascurabile.
  • Metodo delle rotazioni e metodo degli spostamenti: prendono come incognite le rotazioni dei nodi invece dei momenti. Per le travi continue portano a un sistema di equazioni equivalente.
  • Calcolo agli elementi finiti e programmi di telaio: costruiscono automaticamente la matrice di rigidezza della trave e la risolvono. Programmi didattici come Ftool disegnano subito reazioni, taglio, momento e deformata, anche per più campate e disposizioni di carico diverse.

Gli stessi risultati dei calcoli a mano di questa lezione si ottengono con un programma: i due procedimenti si controllano a vicenda, e confrontarli è il modo migliore per accorgersi di un errore di segno o di un carico dimenticato.

Come usare un programma senza essere ciechi. Prima si stimano a mano le reazioni e l’ordine di grandezza del momento (ad esempio con i coefficienti della tavola 08); poi si confronta con il programma. Se i valori differiscono di molto, l’errore è quasi sempre nei vincoli o nei dati inseriti, non nel programma.
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Errori comuni e controlli

Nelle travi continue gli errori sono quasi sempre di segno, di coefficiente o di impostazione. Pochi controlli fanno emergere la maggior parte.

  • Convenzione dei segni: X è positivo se tende le fibre superiori, M positivo se tende le fibre inferiori: sull’appoggio M = −X. Mescolare le due convenzioni dà risultati sbagliati.
  • Fattore 6·EI: nel secondo membro compaiono i termini 6·EI·θ° (qL³/4, 3PL²/8, …), non le rotazioni da sole. Il valore di EI non compare mai se la rigidezza è costante.
  • Coefficienti (L + a) e (L + b): per una forza fuori centro si scambiano facilmente. Verifica: con a = b = L/2 devono dare 3·P·L²/8.
  • Un’equazione per ogni appoggio intermedio: con n campate le incognite sono n − 1. Se si impone X = 0 su un appoggio intermedio si sta trattando la trave come discontinua.
  • Somma delle reazioni: deve coincidere con il carico totale. Se non torna, c’è un errore nelle reazioni o nei carichi.
  • Momento sull’appoggio: calcolato da sinistra e da destra deve dare lo stesso valore. Il taglio, invece, ha un salto pari alla reazione.
  • Appoggi di estremità: se sono semplici, il momento è nullo; se c’è un sbalzo, il momento è noto e vale q·c²/2 (o P·c).
  • Ordine di grandezza: il momento sugli appoggi intermedi sta tra q·L²/8 e q·L²/10, quello in campata è q·L²/12 o meno. Valori molto diversi meritano un controllo.
  • Carichi variabili: il carico su tutte le campate non è sempre il caso peggiore (tavola 11).
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Autovalutazione

Cinque problemi per controllare la comprensione del metodo. Dati inventati a scopo didattico.

Problema 1

Trave continua a due campate uguali di 5,00 m, con carico uniforme q = 8 kN/m su entrambe. Calcolare il momento sull’appoggio centrale, le reazioni e il momento massimo in campata con la sua posizione.

Problema 2

Trave continua a tre campate uguali di 4,00 m con carico uniforme q = 15 kN/m su tutte le campate. Calcolare i momenti sugli appoggi intermedi, le reazioni e i momenti massimi nelle campate di estremità e in quella centrale.

Problema 3

Trave continua a due campate di 3,00 m e 6,00 m con carico uniforme q = 10 kN/m su entrambe. Calcolare XB, le tre reazioni e il momento massimo nella campata più lunga.

Problema 4

Trave continua a due campate uguali di 4,00 m. Solo la prima campata porta una forza P = 20 kN a metà luce, la seconda è scarica. Calcolare XB, le reazioni (compreso il segno di RC) e il momento sotto P.

Problema 5

Trave continua a due campate uguali di 4,00 m con q = 10 kN/m su entrambe, EI = 4 080 kN·m². L’appoggio centrale cede di 5 mm. Calcolare la variazione di XB, il nuovo momento sull’appoggio e la reazione RB.

Risultati per il controllo

  • Problema 1. XB = q·L²/8 = 25,0 kN·m; RA = RC = 3·q·L/8 = 15,0 kN; RB = 5·q·L/4 = 50,0 kN; M max = 9·q·L²/128 = 14,06 kN·m a 3L/8 = 1,875 m da A
  • Problema 2. XB = XC = q·L²/10 = 24,0 kN·m; RA = RD = 0,4·q·L = 24 kN; RB = RC = 1,1·q·L = 66 kN; M max di estremità = 0,08·q·L² = 19,2 kN·m a 1,60 m da A; M centrale = 0,025·q·L² = 6,0 kN·m
  • Problema 3. XB = w·(L₁³ + L₂³)/(8·(L₁ + L₂)) = 10·243/72 = 33,75 kN·m; RA = 15 − 33,75/3 = 3,75 kN; RC = 30 − 33,75/6 = 24,375 kN; RB = 90 − 3,75 − 24,375 = 61,875 kN; M max in campata 2 = 35,625²/20 − 33,75 = 29,71 kN·m a 3,56 m da B
  • Problema 4. 4·L·XB = 3·P·L²/8, quindi XB = 3·P·L/32 = 7,5 kN·m; RA = 10 − 1,875 = 8,125 kN; RB = 10 + 1,875 + 1,875 = 13,75 kN; RC = −1,875 = −1,875 kN (verso l’alto: serve un vincolo che trattenga la trave); M sotto P = 8,125·2 = 16,25 kN·m
  • Problema 5. ΔXB = −3·EI·δ/L² = −3·4080·0,005/16 = −3,83 kN·m; XB = 20,00 − 3,83 = 16,17 kN·m; RB = 40 + XB/2 = 48,09 kN (RA = RC = 15,96 kN)
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Riepilogo dei concetti chiave

  • Trave continua: un’unica trave su più appoggi. Con n campate ha n − 1 incognite iperstatiche; si scelgono i momenti sugli appoggi intermedi.
  • Equazione dei tre momenti: Xi−1·Li + 2·Xi·(Li + Li+1) + Xi+1·Li+1 = 6·EI·(θ°dx,i + θ°sx,i+1). Nasce dalla continuità delle rotazioni, con le rotazioni della lezione precedente.
  • Termini noti: carico uniforme q·L³/4 per ciascuna campata, forza in mezzeria 3·P·L²/8, forza fuori centro P·a·b·(L + b)/L e P·a·b·(L + a)/L.
  • Dopo X: Rsx = R° + (Xk − Xk+1)/L, V e M ottenuti per sovrapposizione; momento massimo dove V = 0.
  • Due campate uguali: XB = q·L²/8, reazioni 3qL/8 e 5qL/4, M max 9qL²/128. Tre campate: X = q·L²/10, reazioni 0,4qL e 1,1qL.
  • Estremo incastrato: 2·XA·L + XB·L = 6·EI·θ°sx. Sbalzo: il momento sull’appoggio è noto, q·c²/2.
  • Carichi variabili: il massimo in campata si ha caricando quella campata e le alterne; il massimo sull’appoggio caricando le due campate adiacenti e le alterne.
  • Cedimenti: per due campate uguali ΔXB = −3·EI·δ/L²: cala il momento negativo e cresce quello in campata.
  • Controlli: somma delle reazioni, momento sull’appoggio uguale dai due lati, coerenza dei segni, confronto con un programma di calcolo.