Quando il verde non basta: ripensare l’edilizia con l’economia circolare
Parlare di sostenibilità in edilizia evoca quasi automaticamente immagini di edifici certificati, pannelli solari e facciate vegetate. Eppure, c’è un concetto più ampio e più radicale che stenta ancora ad affermarsi, soprattutto nei paesi del cosiddetto Global South: l’economia circolare. Uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Frontiers in Sustainable Cities affronta proprio questo divario, analizzando come i professionisti indiani del settore delle costruzioni percepiscono i principi dell’economia circolare e come questi si colleghino agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite.
Il problema: un’idea potente rimasta ai margini
L’economia circolare — che punta a mantenere materiali e risorse in uso il più a lungo possibile, riducendo sprechi e prelievi dall’ambiente — ha guadagnato attenzione sia tra i professionisti sia tra i policymaker del settore costruzioni. Tuttavia, la sua diffusione pratica è ancora ben lontana da quella di concetti più consolidati come l’efficienza energetica o il green building. Questo ritardo è particolarmente marcato nei paesi del Global South, dove le priorità socioeconomiche restano centrali e le risorse per l’innovazione sono spesso limitate.
A complicare il quadro, c’è un’assenza formale: nonostante l’economia circolare sia direttamente coerente con molti degli SDGs, nel testo ufficiale del framework ONU non vi è alcun riferimento esplicito al concetto, né viceversa. Un vuoto che rende difficile tradurre le buone intenzioni in politiche coordinate.
Lo studio: un focus group con professionisti indiani
La ricerca — firmata da Akvan Gajanayake, Janappriya Jayawardana e Usha Iyer-Raniga — si basa su un focus group condotto con professionisti del settore delle costruzioni in India. Si tratta dunque di uno studio qualitativo, focalizzato sulla raccolta e sull’analisi delle percezioni e delle esperienze di chi opera concretamente nel comparto edilizio residenziale. Il contesto è quello del periodo post-pandemico, un momento di particolare rilevanza: la pandemia ha cambiato i modi d’uso degli edifici e ha causato gravi interruzioni alle catene di approvvigionamento globali, rendendo ancora più urgente un ripensamento sistemico del settore.
L’obiettivo era duplice: capire come i principi dell’economia circolare possano essere adottati nell’edilizia residenziale indiana, e valutare in che misura tali principi possano contribuire al raggiungimento degli SDGs.
Cosa emerge: risorse, energia, rifiuti — ma non solo
I risultati mostrano che le strategie di economia circolare identificate dai partecipanti si concentrano principalmente su alcune aree tematiche:
- Efficienza nell’uso delle risorse
- Materiali da costruzione a basso contenuto di carbonio
- Energia pulita
- Prestazioni degli edifici secondo i criteri green building
- Gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione
Non sorprende che questi temi riflettano un orientamento prevalentemente ambientale. Ma quando i ricercatori hanno approfondito l’analisi a livello di singoli target degli SDGs, è emerso qualcosa di più interessante: le stesse strategie mostrano potenziali connessioni con ambiti ben più ampi, tra cui la salute pubblica, l’occupazione, la resilienza urbana, la capacità istituzionale e le partnership tra attori diversi.
Il settore edilizio ha bisogno di andare oltre i paradigmi tradizionali del green building, verso un approccio alla sostenibilità più olistico e basato su sistemi complessi.
Il nodo concettuale: economia circolare e green building sono la stessa cosa?
Uno degli aspetti più illuminanti dello studio riguarda la sovrapposizione concettuale persistente tra economia circolare e green building nella mente dei professionisti coinvolti. I due approcci tendono a essere confusi o sovrapposti, con il risultato che l’economia circolare viene spesso ridotta a una versione aggiornata del building sostenibile tradizionale. Questa semplificazione porta a trascurare le strategie circolari di ordine superiore — quelle che puntano alla vera ritenzione del valore nei materiali e nei sistemi, ben oltre il semplice risparmio energetico o il riciclo dei rifiuti.
In altre parole: costruire un edificio efficiente dal punto di vista energetico è necessario, ma non sufficiente. L’economia circolare chiede di riprogettare l’intero ciclo di vita di un edificio, dai materiali estratti fino alla loro eventuale reimmissione in nuovi cicli produttivi.
Le raccomandazioni: politica, formazione, collaborazione e tecnologia
Lo studio individua quattro leve fondamentali per colmare il divario tra principi e pratica, specialmente nel contesto del Global South:
- Coerenza delle politiche: le normative devono integrare esplicitamente i principi dell’economia circolare, collegandoli agli SDGs in modo chiaro e operativo.
- Formazione professionale: i professionisti del settore hanno bisogno di strumenti e competenze per andare oltre il paradigma del green building convenzionale.
- Collaborazione multi-stakeholder: la transizione circolare non può avvenire in modo settoriale; richiede il coinvolgimento di imprese, istituzioni, comunità e ricerca.
- Innovazione tecnologica: nuove tecnologie possono abilitare strategie circolari altrimenti impraticabili, dalla tracciabilità dei materiali alla progettazione per il disassemblaggio.
Perché questo studio conta anche per noi
L’India è un caso emblematico, ma le riflessioni di questo studio parlano a tutti i contesti in cui il settore edilizio deve confrontarsi con pressioni ambientali, sociali ed economiche simultanee. Anche in Europa, la tendenza a ridurre la sostenibilità alla certificazione energetica o alla facciata verde è diffusa. Questo studio ci ricorda che il vero salto di qualità richiede un cambio di paradigma: dall’edificio “meno impattante” all’edificio pensato come nodo di un sistema circolare più ampio, capace di contribuire — concretamente — a un futuro più equo e resiliente.
Finanziamento della ricerca
I metadati della pubblicazione non riportano alcun finanziatore per questo studio. Ciò non significa che la ricerca sia stata condotta senza finanziamenti: la disponibilità di questa informazione varia da rivista a rivista e non è possibile trarre alcuna conclusione in merito.
Fonte
Akvan Gajanayake, Janappriya Jayawardana, Usha Iyer-Raniga (2026). Beyond green buildings: circular economy strategies and SDG alignment in India's urban housing sector. Frontiers in Sustainable Cities. DOI: 10.3389/frsc.2026.1869079 — accesso aperto
Finanziamento: i metadati della pubblicazione non riportano un finanziatore. L’assenza del dato non implica assenza di finanziamento.
Questo articolo sintetizza uno studio accademico peer-reviewed. Tutti i dati riportati provengono dalla pubblicazione originale, consultabile al DOI indicato.
Foto di Mohamed Regaieg su Pexels
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