Il Catasto e il Rilievo
1.2 K3 — Catasto e Rilievo

Il Catasto e il Rilievo

Come si identifica un lotto sulla carta e come lo si misura sul terreno: dalla particella catastale al rilievo topografico, dal subalterno al rilievo del fabbricato.

Materia — Progettazione, Costruzione e Impianti Indirizzo — CAT, Costruzioni Ambiente e Territorio Durata — 3 ore
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Dalla norma al lotto reale

Le lezioni K1 e K2 hanno fissato che cosa si può costruire e come misurarlo. Resta una domanda: su quale terreno, esattamente?

Per verificare l’edificabilità di un lotto occorre prima identificarlo senza ambiguità: dove sta, quali sono i suoi confini, a chi risulta intestato, che cosa vi è già costruito. Lo strumento per identificarlo sulla carta è il catasto; lo strumento per misurarlo sul terreno è il rilievo. La lezione K3 li affronta in questo ordine: prima il sistema catastale e i suoi documenti (mappa, visura, planimetria, DOCFA), poi le tecniche di rilievo del lotto e dei fabbricati.

Una cautela per tutta la lezione: il catasto è nato con scopo prevalentemente fiscale. Identifica gli immobili e stima la loro redditività, ma non prova da solo né la proprietà né la conformità edilizia: è una carta d’identità fiscale e geometrica, non un titolo.

Le informazioni sono ricavate da fonti professionali secondarie (le pagine dell’Agenzia delle Entrate non erano consultabili dagli strumenti usati per preparare la lezione): prima di usarle in una pratica reale se ne controlla la versione aggiornata sulle istruzioni ufficiali dell’Agenzia.

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Che cos’è il catasto

Il catasto è un inventario generale delle proprietà immobiliari, redatto a scopo prevalentemente fiscale.

È costituito da un insieme di documenti che censiscono i terreni e i fabbricati, ne descrivono la posizione e la consistenza e ne attribuiscono una redditività convenzionale. Accanto alla finalità fiscale il catasto assolve a funzioni anche tecniche, amministrative e topografiche: la sua cartografia è la base su cui si individuano le particelle e si impostano frazionamenti e pratiche edilizie.

Il sistema italiano è articolato in due archivi distinti, tra loro collegati:

Catasto dei Terreni NCT: particelle, qualità, classe reddito dominicale e agrario Catasto dei Fabbricati unità immobiliari urbane (subalterni) categoria, classe, rendita stessa particella
Una particella su cui sorge un fabbricato compare in entrambi gli archivi
Oggi la gestione del catasto fa capo all’Agenzia delle Entrate. Gli aggiornamenti passano per procedure telematiche riservate ai professionisti abilitati (geometri, architetti, ingegneri, periti): per il progettista catastale la lezione prosegue con Pregeo e DOCFA.
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Il catasto dei terreni

Il Catasto dei Terreni (NCT) censisce le porzioni di territorio e ne descrive qualità e produttività.

Istituito con la legge n. 3682 del 1886, il catasto dei terreni suddivide il territorio in particelle: porzioni di terreno caratterizzate da continuità fisica e omogeneità produttiva, nello stesso comune e nello stesso foglio di mappa. Per ogni particella si registrano la qualità di coltura, la classe di produttività e la superficie.

DatoSignificato
QualitàIl tipo di coltura o destinazione del terreno: seminativo, prato, vigneto, bosco, e così via
ClasseIl grado di produttività all’interno di una stessa qualità (la classe 1 è la più produttiva)
SuperficieMisurata in ettari, are e centiare (ha, are, ca)
Reddito dominicale (RD)Il reddito che il terreno rende al proprietario
Reddito agrario (RA)Il reddito dell’imprenditore agricolo che lo coltiva

La rappresentazione grafica è affidata alla mappa catastale: un quadro d’unione d’insieme e una serie di fogli di mappa in scala 1:2.000, con eventuali allegati di dettaglio a scale maggiori (per esempio 1:1.000 o 1:500).

I terreni su cui sono stati costruiti fabbricati restano censiti nel catasto terreni come particelle: sono i fabbricati, con le loro unità immobiliari, a essere descritti a parte nel catasto dei fabbricati (tavola 04).
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Il catasto dei fabbricati

Il Catasto dei Fabbricati (storicamente Nuovo Catasto Edilizio Urbano) censisce le unità immobiliari urbane: appartamenti, negozi, uffici, autorimesse, magazzini e simili.

Per ogni unità immobiliare la scheda catastale riporta sette gruppi di informazioni:

InformazioneChe cosa contiene
Identificazione catastaleComune, sezione (se esiste), foglio, particella, subalterno: il “codice fiscale” dell’immobile
IndirizzoVia, numero civico, piano, interno
TitolariI soggetti titolari di diritti reali sull’immobile (proprietà, usufrutto, diritto di abitazione…) o, comunque, i possessori, con le relative quote
ConsistenzaLa dimensione dell’unità: in vani, metri quadrati o metri cubi a seconda della categoria
CategoriaLa tipologia di immobile (lettera e numero, per esempio A/2)
ClasseIl livello di qualità e redditività all’interno della categoria
Rendita catastaleLa redditività attribuita all’unità: si ricava da categoria, classe e consistenza
La rendita non è il valore di mercato. È un valore convenzionale usato come base di calcolo per imposte come l’IMU, l’imposta di registro e l’imposta di successione: per questo l’accatastamento corretto di un immobile ha conseguenze fiscali dirette.
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Le categorie catastali e la consistenza

Le unità immobiliari urbane si raggruppano in sei gruppi, indicati da una lettera.

GruppoTipologiaEsempi di categorie
AAbitazioni e ufficiA/2 abitazione civile, A/7 villino, A/10 ufficio
BUso collettivocollegi, scuole, ospedali
CCommerciale e accessorioC/1 negozio, C/2 magazzino, C/6 autorimessa
DUso specialeopifici, alberghi
EUso pubblico particolarestazioni, edifici di culto
FCategorie fittiziearee urbane, immobili in corso di costruzione

La consistenza si esprime con un’unità di misura che dipende dal gruppo. In termini generali, nelle abitazioni (gruppo A) si conta in vani, negli immobili ad uso collettivo (gruppo B) in metri cubi e nei locali commerciali e accessori (gruppo C) in metri quadrati; per i gruppi D ed E non si indica una consistenza ma si stima direttamente il valore dell’immobile.

Lo schema sopra è semplificato: le istruzioni catastali ufficiali precisano come si misura ogni categoria (e introducono anche una superficie catastale commisurata alle superfici dell’unità). Per un accatastamento reale si segue la guida operativa dell’Agenzia delle Entrate vigente, non questa sintesi.
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Comune catastale, sezione e foglio

L’identificazione catastale funziona per approssimazioni successive, dal territorio al singolo immobile: come l’indirizzo postale, ma geometrico.

COMUNE CATASTALE FOGLIO PARTICELLA (MAPPALE) SUB 1 SUB 2 SUB 3
La gerarchia degli identificativi: comune, foglio, particella, subalterno
  • Comune catastale: la ripartizione base del territorio; coincide in genere con il confine amministrativo del Comune, ma in alcuni casi ha confini diversi (per questo si parla di “comune catastale” e non solo di comune)
  • Sezione: una suddivisione ulteriore del territorio comunale, presente solo in alcuni comuni (sezione urbana o sezione censuaria, a seconda dell’archivio)
  • Foglio: la porzione di territorio comunale rappresentata in una tavola della mappa catastale; ogni comune ha molti fogli numerati
Cambiando anche una sola cifra di questa catena si sta parlando di un altro immobile: per questo, quando si copiano i dati catastali in un progetto o in una richiesta di permesso, si controllano sempre sulla visura aggiornata.
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Il foglio di mappa e l’estratto di mappa

Il foglio di mappa è la tavola cartografica del catasto, l’estratto è il ritaglio che serve per una pratica.

212 213 214 216 217 218 219 215 220 221 foglio di mappa (scala 1:2.000) estratto di mappa
Foglio di mappa con le particelle; il tratteggio indica un possibile estratto
  • Il foglio di mappa rappresenta, con i confini delle particelle, i fabbricati e la viabilità, una porzione del territorio comunale, in genere in scala 1:2.000
  • L’estratto di mappa è lo stralcio del foglio che inquadra la particella di interesse e quelle circostanti: è il documento che si allega a progetti, frazionamenti e richieste al Comune
  • La mappa è un riferimento grafico: rappresenta i confini come risultano all’aggiornamento catastale, non come sono stati stabiliti dalle parti. Per questo, prima di un progetto vicino al confine, si fa un rilievo (tavole 12-13)
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La particella e il subalterno

La particella (o mappale) individua il terreno o il fabbricato; il subalterno individua l’unità immobiliare al suo interno.

SUB 1 — negozio (C/1) SUB 2 — appartamento (A/2) SUB 3 — appartamento (A/2) particella 215 — un solo fabbricato
Una particella, tre unità immobiliari: tre subalterni, ciascuno con propria categoria e rendita
ElementoChe cosa individua
Particella o mappaleUna porzione di terreno, oppure un fabbricato con l’eventuale area di pertinenza, rappresentata nel foglio
SubalternoLa singola unità immobiliare all’interno della particella: ogni appartamento, negozio, cantina o garage ha il proprio numero
Un’unità immobiliare si cita quindi con tre numeri: foglio, particella, subalterno. Per esempio, “foglio 25, particella 215, subalterno 2” identifica l’appartamento del primo piano della figura. I subalterni descrivono anche le parti comuni (androni, scale): nei condomini si rappresentano in un elaborato planimetrico, che mostra il fabbricato diviso in subalterni.
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La planimetria catastale

La planimetria catastale è il disegno dell’unità immobiliare depositato in catasto: è la sua “fotografia” per l’Agenzia.

soggiorno camera cucina bagno H 2,70 H 2,70 H 2,70 H 2,40 N scala (in genere 1:200) piano primo
Una planimetria catastale: pianta, altezze interne, orientamento, scala (valori d’esempio)
  • Rappresenta l’unità immobiliare con i muri, le partizioni interne, le destinazioni dei locali, le altezze interne, l’orientamento e la scala (in genere 1:200)
  • È depositata all’atto dell’accatastamento (tavola 11) e si aggiorna quando l’unità cambia (frazionamento, ampliamento, nuova distribuzione interna)
  • Fotografa lo stato di fatto dichiarato al catasto dal professionista: non certifica che le opere siano state autorizzate dal Comune
Planimetria catastale e stato legittimo: in una compravendita o in una pratica edilizia si confrontano spesso planimetria catastale e progetto approvato dal Comune. Possono non coincidere: un’unità accatastata con una distribuzione interna diversa da quella autorizzata non diventa per questo legittima. La verifica dello stato legittimo (tema richiamato in K1, tavola 13) parte dai titoli edilizi, non dal catasto.
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La visura catastale

La visura catastale è il documento che riporta i dati attuali (o storici) di un immobile o di un soggetto presenti negli archivi del catasto.

Gruppo di datiChe cosa si legge
Dati anagrafici dell’immobileComune e codice catastale, sezione, foglio, particella, subalterno, indirizzo e piano
ClassificazioneCategoria (per esempio A/2) e classe: determinano imposte e agevolazioni
Dati economiciConsistenza (vani, mq o mc) e rendita catastale in euro
IntestazioniI titolari con codice fiscale, i diritti reali (proprietà, usufrutto…) e le quote possedute

Per i terreni la visura riporta invece qualità, classe, superficie in ha-are-ca, reddito dominicale e reddito agrario.

Visura per immobile

Si parte dai dati catastali o dall’indirizzo e si ottiene la scheda di quella specifica unità: dati, rendita, intestatari.

uso: verificare un lotto

Visura per soggetto

Si parte dal nominativo o dal codice fiscale e si ottiene l’elenco di tutti gli immobili intestati a quella persona.

uso: trovare gli immobili di un cliente
Non è un titolo di proprietà: la visura riporta chi risulta intestatario per il catasto, a fini fiscali e identificativi. La titolarità civilistica si prova con gli atti (rogito, successione) e con la ricerca presso i registri immobiliari. Il progettista che riceve un incarico chiede la visura per verificare la corrispondenza tra il terreno, i dati catastali e il committente, e segnala eventuali incongruenze.
Esempio di lettura (dati inventati)

Comune di Savona, foglio 25, particella 215, subalterno 2; categoria A/2, classe 3, consistenza 5,5 vani; rendita 411,87 euro; intestato a Rossi Mario, proprietà 1/1.

Si legge: un’abitazione di tipo civile, del primo piano di un fabbricato con più subalterni (tavola 08), di cinque vani e mezzo, con rendita catastale di 411,87 euro; un solo proprietario per l’intera quota. Non si legge: se i lavori sono autorizzati, se la planimetria corrisponde allo stato reale, quali sono i confini esatti del lotto.

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Il DOCFA: accatastare e aggiornare un fabbricato

Il DOCFA (DOcumenti CAtasto FAbbricati) è la procedura telematica con cui un professionista abilitato dichiara al catasto un nuovo fabbricato o una sua variazione.

Rilievo stato di fatto Planimetria e dati dell’unità Dichiarazione categoria e rendita proposta Trasmissione telematica con firma Classamento dell’Agenzia
Il percorso di una pratica DOCFA
  • Chi la presenta: un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere, perito) con firma digitale; la procedura è telematica e risale agli anni Novanta
  • Che cosa contiene: la planimetria dell’unità, i dati identificativi, la categoria e la classe proposte e la rendita proposta; l’Agenzia verifica e attribuisce la rendita definitiva
  • Quando serve: per le nuove costruzioni e per le variazioni di superficie, destinazione d’uso, frazionamento, fusione o categoria; in generale la dichiarazione va presentata entro 30 giorni dalla fine dei lavori (termine di prassi da verificare sulle istruzioni ufficiali)
Che cosa il DOCFA non fa: non certifica che i lavori siano stati autorizzati e non sana eventuali difformità edilizie. Attesta soltanto la situazione di fatto dell’immobile ai fini fiscali e identificativi: è il lavoro del progettista a collegarla, a monte, ai titoli edilizi (K1) e ai parametri (K2).
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Il rilievo topografico del lotto

Il rilievo topografico misura sul terreno posizione, forma e quote del lotto e le restituisce in scala su un disegno.

stazione fabbricato vertici del lotto punti di dettaglio
Dalla stazione si misurano angoli e distanze verso i punti che definiscono il lotto e il fabbricato
StrumentoChe cosa misura
Stazione totaleAngoli orizzontali e verticali e distanze: fornisce posizione e quota dei punti rilevati
GNSSLa posizione di punti sulla Terra grazie ai segnali dei satelliti: utile per inquadrare il rilievo e raggiungere punti lontani
Laser scannerLa posizione di un enorme numero di punti, misurando il tempo di ritorno di un raggio laser: produce nuvole di punti
  • Fasi: preparazione (studio dei dati catastali e della cartografia), rilievo in campo (misura di angoli e distanze verso i vertici e i dettagli), elaborazione (calcolo delle coordinate e restituzione grafica del disegno)
  • Inquadramento: per le pratiche catastali il rilievo si collega ai punti fiduciali, riferimenti della rete catastale che permettono di inserire il rilievo nella mappa
  • Prodotti: la planimetria del lotto con confini, fabbricati e recinzioni, le quote del terreno (utili per sbancamenti e riporti, K2 tavola 03) e, quando serve, le curve di livello
  • Pratiche catastali: per aggiornare la mappa dopo una nuova costruzione o un frazionamento si usa un atto redatto con il software Pregeo (tipo mappale, tipo di frazionamento), trasmesso in via telematica
Il rilievo del lotto è il documento che fa dialogare le tre lezioni: sulle sue quote e sulle sue misure si verificano gli indici (K2), si individua la superficie fondiaria (K2 tavola 05) e si correggono eventuali scostamenti dalla mappa catastale (tavola 07).
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Il rilievo dei fabbricati

Il rilievo architettonico documenta com’è fatto un edificio esistente: forma, dimensioni, materiali, trasformazioni.

Per ristrutturare, ampliare o accatastare un fabbricato esistente serve una base dimensionale affidabile. Si usano due famiglie di metodi:

Rilievo diretto

Misure prese con strumenti semplici: metro, distanziometro laser, filo a piombo, livella; annotate a mano su schizzi detti eidotipi.

edifici piccoli e ambienti interni

Rilievo indiretto

Misure ottenute con strumenti topografici (stazione totale) o con tecniche digitali: fotogrammetria e laser scanner.

facciate, edifici grandi, rilievi esterni
  • Sopralluogo e documentazione: fotografie, ricerca dei documenti storici e dei titoli edilizi esistenti
  • Eidotipo: schizzo in pianta a mano libera, non in scala, ma con tutti i locali e gli elementi da misurare
  • Misure: lati dei locali, spessori dei muri, posizione di porte e finestre, altezze
  • Restituzione grafica: disegno in scala di piante, sezioni e prospetti
5,60 m 4,20 m le diagonali devono risultare uguali D1 D2
Eidotipo con le diagonali: il controllo dell’ortogonalità del locale
Esempio guidato

Un locale rettangolare misura 4,20 m × 5,60 m. Se gli angoli sono retti, la diagonale vale, per il teorema di Pitagora, d = √(4,20² + 5,60²) = √(17,64 + 31,36) = √49 = 7,00 m. Se misurando le due diagonali si trova 7,00 m e 7,00 m, il locale è a squadro; se si trovano valori diversi tra loro o diversi da 7,00 m, uno o più angoli non sono retti, oppure la misura è errata: si ripete il rilievo.

Dal rilievo alla pratica: il rilievo dei fabbricati serve a più scopi che si sovrappongono: il progetto di ristrutturazione, la verifica delle superfici (K2) e la planimetria da depositare in catasto (tavole 09 e 11). Per questo il rilievo si esegue con più cura di quanto richiederebbe un singolo scopo.
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Autovalutazione

Quattro problemi per verificare la comprensione degli argomenti della lezione.

Problema 1

Spiegare che cosa individua ciascun elemento dell’identificazione “foglio 12, particella 345, subalterno 6” e dire a quale dei due catasti (terreni o fabbricati) appartiene ciascun livello della catena foglio-particella-subalterno.

Problema 2

Una visura riporta: categoria A/2, classe 3, consistenza 5,5 vani, rendita 411,87 euro. Descrivere che cosa ciascun dato comunica e indicare tre informazioni importanti per il progettista che la visura non fornisce.

Problema 3

Un cliente ti dice solo il proprio nome e di possedere “alcuni terreni nella zona collinare”. Quale tipo di visura richiedi? E se invece conosci foglio, particella e subalterno di un appartamento e vuoi sapere a chi è intestato? Motivare le due scelte.

Problema 4

Un locale rettangolare di 4,20 × 5,60 m viene rilevato misurando le due diagonali: 7,00 m e 7,04 m. Calcolare la diagonale teorica, commentare lo scostamento e indicare che cosa fare prima di disegnare la pianta.

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Riepilogo dei concetti chiave

  • Il catasto è un inventario degli immobili a scopo prevalentemente fiscale: identifica e stima gli immobili, ma non prova da solo la proprietà né la conformità edilizia
  • I due archivi sono il Catasto dei Terreni (particelle, qualità, classe, reddito dominicale e agrario) e il Catasto dei Fabbricati (unità immobiliari, categoria, classe, rendita)
  • Un immobile si identifica con comune catastale, eventuale sezione, foglio, particella (mappale) e subalterno: cambiando una cifra si cambia immobile
  • Il foglio di mappa (in genere scala 1:2.000) rappresenta le particelle; l’estratto di mappa è lo stralcio utile alla pratica
  • La categoria (gruppi A-F), la classe e la consistenza determinano la rendita catastale, base di IMU e di altre imposte, diversa dal valore di mercato
  • La planimetria catastale fotografa lo stato di fatto dichiarato e non certifica la legittimità edilizia: lo stato legittimo si verifica sui titoli
  • La visura può essere per immobile o per soggetto e non è un titolo di proprietà
  • Il DOCFA è la procedura telematica per accatastare o variare un fabbricato; Pregeo serve per aggiornare la mappa dei terreni (tipo mappale, frazionamento)
  • Il rilievo topografico misura il lotto con stazione totale, GNSS o laser scanner; il rilievo dei fabbricati procede per eidotipo, misure dirette o indirette e restituzione grafica
  • La verifica delle diagonali di un locale controlla l’ortogonalità e individua gli errori di misura