Sezioni in Legno
1.2 H2 — Sezioni in Legno

Sezioni in Legno

Il primo materiale anisotropo del corso: la resistenza del legno dipende dalla direzione in cui viene sollecitato rispetto alla fibratura — una regola nuova che riscrive tutte le verifiche di sezione viste finora.

Materia — Progettazione, Costruzione e Impianti Indirizzo — CAT, Costruzioni Ambiente e Territorio Durata — 3 ore
L ∥ ⊥ T fibratura longitudinale rapporto indicativo dei moduli elastici EL : ER : ET ≈ 20 : 1,6 : 1 lungo le fibre ≫ ortogonale alle fibre stessa sezione, resistenze diverse a seconda della direzione del carico
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Normativa: il legno negli Eurocodici e nelle NTC

In H1 abbiamo visto il quadro normativo comune a tutti i materiali strutturali: gli Eurocodici (EN 1990-1999) e le NTC 2018. Per il legno, il riferimento specifico è l’EN 1995 (Eurocodice 5 — Progettazione delle strutture di legno), a cui corrisponde, nelle NTC 2018, il paragrafo §11.7 del Capitolo 11 già incontrato in H1: qualificazione e accettazione dei materiali e prodotti a base di legno per uso strutturale.

Il metodo di verifica resta lo stesso impostato dall’EN 1990: metodo semiprobabilistico agli stati limite, resistenza caratteristica fk ridotta a resistenza di calcolo fd. Cambia, però, il materiale: il legno non è omogeneo né isotropo come acciaio e calcestruzzo, ed è questa la differenza da cui parte l’intera lezione.

Le norme classificano il legno strutturale per classi di resistenza — C14…C50 per il legno massiccio secondo EN 338, GL24h…GL32h per il legno lamellare secondo EN 14080 — ciascuna con un proprio set di resistenze caratteristiche tabellate. Questa lezione lavora sui principi di verifica; i valori numerici delle classi vanno sempre presi dalle tabelle normative vigenti.
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Comportamento del materiale: un materiale anisotropo

In H1 (tavola 07) abbiamo assunto omogeneità e isotropia come condizioni implicite di tutte le formule di verifica viste in G1-G4. Il legno è il primo materiale del corso che non soddisfa queste ipotesi.

Il legno è un materiale anisotropo: le sue proprietà meccaniche dipendono dalla direzione considerata rispetto alla fibratura. Lungo le fibre il legno è molto più rigido e resistente che trasversalmente: il rapporto indicativo tra i moduli elastici nelle tre direzioni anatomiche (longitudinale L, radiale R, tangenziale T) è dell’ordine di EL : ER : ET ≈ 20 : 1,6 : 1.

Conseguenza pratica: per il legno non basta una sola resistenza di calcolo come in H1. Servono resistenze distinte a seconda che la tensione agisca parallelamente o ortogonalmente alle fibre — ed è per questo che le verifiche delle tavole 10-15 si moltiplicano rispetto al caso isotropo di H1.
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Resistenza alle tensioni normali: parallela alle fibre

La direzione in cui il legno dà il meglio di sé è quella parallela alle fibre (pedice “0” nella notazione normativa): è la direzione in cui le fibre di cellulosa lavorano per l’intera loro lunghezza, sia a trazione sia a compressione.

ft,0,k

Resistenza caratteristica a trazione parallela alle fibre — la più alta tra le resistenze del legno, ma sensibile ai difetti (nodi, deviazioni di fibratura)

fc,0,k

Resistenza caratteristica a compressione parallela alle fibre — governata anche dal rischio di instabilità per elementi snelli

A differenza dell’acciaio (H1, tavola 07), nel legno anche la semplice distinzione “parallelo/ortogonale” non basta da sola: le classi di resistenza (EN 338, EN 14080) tabellano valori separati per ft,0,k, fc,0,k, fm,k (flessione) e fv,k (taglio), ciascuno con il proprio percorso fino alla resistenza di calcolo — tavola 08.
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Resistenza alle tensioni normali: ortogonale alle fibre

Nella direzione ortogonale alle fibre (pedice “90”) il legno è molto più debole, soprattutto a compressione: le fibre, anziché lavorare per l’intera lunghezza, tendono a schiacciarsi lateralmente come un fascio di cannucce compresso di taglio.

Per questo la resistenza caratteristica a compressione ortogonale fc,90,k è nettamente inferiore a fc,0,k — indicativamente nell’ordine di pochi N/mm² contro le decine di N/mm² della direzione parallela. È il motivo per cui gli appoggi e i punti di carico concentrato (travi su cordoli, puntelli su solai) vanno sempre verificati a compressione ortogonale, anche quando l’elemento risulta ampiamente verificato nella sua direzione principale.

Conseguenza progettuale diretta: sotto un appoggio puntuale la superficie di contatto va dimensionata a sufficienza, perché è lì — non nella sezione corrente della trave — che si concentra la verifica più delicata. Alcune norme consentono di considerare una lunghezza di appoggio efficace maggiorata rispetto a quella reale, entro limiti fissati dal testo normativo vigente.
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Resistenza alle tensioni tangenziali

Anche il taglio, nel legno, è un fenomeno legato alla fibratura: la rottura a taglio avviene tipicamente per scorrimento tra le fibre lungo piani paralleli alla fibratura, dove la coesione tra fibre adiacenti è più debole della resistenza delle fibre stesse.

La resistenza caratteristica a taglio fv,k è quindi un valore specifico, sensibilmente inferiore alle resistenze normali ft,0,k e fc,0,k, e si usa nella verifica a taglio delle sezioni inflesse (tavola 15), con lo stesso impianto della formula di Jourawski già vista in G3.

Le tre direzioni di resistenza — parallela, ortogonale, tangenziale — non sono un dettaglio accessorio: sono la conseguenza diretta dell’anisotropia introdotta in tavola 02, e da qui in avanti ogni verifica di sezione dovrà specificare non solo il tipo di sollecitazione ma anche la direzione rispetto alla fibratura.
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Classificazione: legno massiccio e legno lamellare

Il legno strutturale si presenta in due grandi famiglie, con classificazioni e norme di riferimento distinte.

LM — Legno Massiccio

Elementi ricavati direttamente dal tronco, classificati a resistenza secondo EN 338 (classi C14…C50 per conifere e latifoglie tenere, D18…D70 per latifoglie dure)

LL — Legno Lamellare

Elementi ottenuti incollando più lamelle di legno, classificati secondo EN 14080 (classi GL24h, GL28h, GL32h… — “h” per sezione omogenea)

Ogni classe è associata, nelle tabelle normative, a un intero set di resistenze caratteristiche (ft,0,k, fc,0,k, fc,90,k, fm,k, fv,k) e di moduli elastici. Il legno lamellare, grazie al processo di incollaggio e selezione delle lamelle, raggiunge in genere resistenze e affidabilità superiori al legno massiccio della stessa categoria dimensionale, ed è per questo diffuso nelle strutture di grande luce.

07

Il fattore kh maggiorativo

Le resistenze caratteristiche a trazione ft,0,k e a flessione fm,k tabellate dalle norme sono misurate su elementi di dimensioni standard: h = 150 mm per il LM, h = 600 mm per il LL (dove h è il lato minore della sezione per la trazione, l’altezza della sezione per la flessione). Elementi più piccoli di queste dimensioni si comportano, sperimentalmente, in modo leggermente migliore: le norme permettono quindi di maggiorare quelle due resistenze con il fattore kh.

kh,LM = min[ (150/h)0,2 ; 1,3 ]
kh,LL = min[ (600/h)0,1 ; 1,1 ]

con h in millimetri. Il fattore si applica solo a ft,0,k e fm,k, e solo quando l’altezza reale della sezione è inferiore a quella di riferimento (150 mm per LM, 600 mm per LL) — altrimenti si usa direttamente il valore tabellato, senza maggiorazione.

Esempio 1 — trazione, legno massiccio

Elemento LM classe C24, sezione 16 × 20 cm. Il lato minore è h = 160 mm, non inferiore a 150 mm: nessuna maggiorazione. Si usa direttamente ft,0,k = 14 N/mm², il valore tabellato per la classe C24.

Esempio 2 — flessione, legno lamellare

Elemento LL classe GL24h, sezione 20 × 32 cm. L’altezza è h = 320 mm, inferiore a 600 mm: la maggiorazione è ammessa.

kh = min[ (600/320)0,1 ; 1,1 ] = min[ 1,06 ; 1,1 ] = 1,06

Il valore tabellato fm,k = 24 N/mm² diventa quindi fm,k = 24 · 1,06 = 25,44 N/mm².

Usare kh è vantaggioso, perché consente resistenze maggiori e quindi sezioni più snelle; ignorarlo pone semplicemente a favore di sicurezza — motivo per cui molti software di calcolo, per prudenza, lo trascurano di default.
08

Resistenze di calcolo

In H1 (tavola 12) la resistenza di calcolo era semplicemente fd = fk/γM. Per il legno la formula si arricchisce di un fattore in più, perché il legno è sensibile anche alla durata del carico e all’umidità ambientale — un legno caricato a lungo, o esposto a un ambiente umido, resiste meno di uno stesso legno caricato brevemente in ambiente secco.

fd = kmod · fk / γM

Il fattore kmod (sempre ≤ 1) dipende dalla combinazione di due parametri: la classe di durata del carico (istantanea, breve, media, lunga, permanente) e la classe di servizio (1: ambiente riscaldato/secco; 2: ambiente coperto non riscaldato; 3: esposizione diretta agli agenti atmosferici). Il coefficiente parziale di sicurezza γM per il legno assume, nella prassi corrente, valori differenziati per LM e LL.

ParametroValore indicativoCondizione
kmod≈ 0,7classe di servizio 1, carico di lunga durata
kmod≈ 0,55classe di servizio 3 (esterno), carico di lunga durata
γM≈ 1,45legno lamellare (LL)
Valori indicativi, desunti dalla prassi e da esempi applicativi: la tabella completa di kmod per ogni combinazione classe di durata × classe di servizio, e il valore esatto di γM per LM e LL, sono fissati dall’Eurocodice 5 e dalle NTC — vanno sempre verificati sul testo normativo vigente per il progetto specifico, esattamente come richiamato per l’acciaio e il calcestruzzo in H1.
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Geometria delle sezioni e criterio di resistenza

Le sezioni in legno strutturale sono quasi sempre rettangolari (travi, travetti, puntoni) o composte da più rettangoli (sezioni a I o a cassone in legno lamellare). Le caratteristiche geometriche — area A, modulo di resistenza W, momento d’inerzia I — si calcolano con le stesse formule della sezione rettangolare già usate in G1-G3.

A = b · h
W = b·h² / 6

Ciò che cambia, rispetto ad acciaio e calcestruzzo, non è la geometria ma il criterio di resistenza: ogni componente di sollecitazione (sforzo normale, momento flettente, taglio) va confrontata con la resistenza di calcolo nella direzione corrispondente rispetto alla fibratura — parallela, ortogonale, o a taglio — secondo lo schema riassunto in tavola 16.

Per convenzione, in un elemento di legno la fibratura è quasi sempre orientata lungo l’asse longitudinale dell’elemento: uno sforzo normale è quindi “parallelo alle fibre”, mentre un carico trasversale concentrato (per esempio su un appoggio) genera compressione “ortogonale alle fibre” — tavola 04.
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Sezioni tese: sforzo normale Nt,0,d

Per un elemento teso con sforzo normale parallelo alle fibre (tiranti, catene di capriate), la verifica ricalca quella dello sforzo normale semplice di H1 (tavola 14), sostituendo la resistenza isotropa con quella specifica del legno in direzione parallela.

σt,0,d = Nt,0,d / A ≤ ft,0,d

dove Nt,0,d è lo sforzo normale di trazione di progetto, A l’area della sezione, e ft,0,d la resistenza di calcolo a trazione parallela alle fibre (tavola 08), eventualmente maggiorata dal fattore kh se l’altezza della sezione lo consente (tavola 07).

11

Sezioni compresse: sforzo normale Nc,0,d

Per la compressione parallela alle fibre (puntoni, pilastri in legno), la forma della verifica è analoga:

σc,0,d = Nc,0,d / A ≤ fc,0,d
Questa verifica di resistenza pura vale per elementi tozzi. Per elementi snelli (pilastri, puntoni lunghi) la compressione parallela alle fibre è governata, in generale, anche dal rischio di instabilità per carico di punta (fenomeno analogo a quello dell’acciaio compresso): l’Eurocodice 5 introduce a questo scopo un coefficiente riduttivo di stabilità che qui non sviluppiamo, restando nell’ambito della sola verifica di resistenza della sezione.
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Sezioni compresse: sforzo normale Nc,90,d

La compressione ortogonale alle fibre (tavola 04) si verifica separatamente, con la resistenza specifica fc,90,d, molto più bassa di fc,0,d:

σc,90,d = Nc,90,d / Aef ≤ fc,90,d

dove Aef è l’area efficace di contatto: per appoggi e zone di carico concentrato, l’Eurocodice 5 consente in certe condizioni di considerare una lunghezza di appoggio efficace leggermente maggiore di quella reale, entro i limiti fissati dal testo normativo — un dettaglio che va comunque sempre verificato caso per caso.

Questa è tipicamente la verifica più delicata nei nodi e negli appoggi delle strutture in legno: una trave ampiamente verificata a flessione e a taglio può risultare insufficiente proprio nella zona di appoggio, se l’area di contatto non è sufficiente.
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Sezioni inflesse: momento flettente Md — flessione retta

Per la flessione retta, la forma della verifica è la stessa vista in H1 e in G2, con la resistenza di calcolo a flessione del legno fm,d al posto della resistenza isotropa:

σm,d = Md / W ≤ fm,d

fm,d deriva da fm,k (tavola 06), eventualmente maggiorata dal fattore kh (tavola 07) se l’altezza della sezione è inferiore a quella di riferimento, e poi ridotta a resistenza di calcolo con kmod e γM (tavola 08).

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Sezioni inflesse: momento flettente Md — flessione deviata

In G1 la flessione deviata isotropa si verificava con una sola condizione: Mx,d/Wx + My,d/Wy ≤ fm,d. Nel legno la disomogeneità della sezione — le fibre “aiutano” in modo diverso le due direzioni di flessione — richiede un coefficiente correttivo km e due condizioni distinte, entrambe da verificare:

σm,x,d/fm,x,d + km·σm,y,d/fm,y,d ≤ 1
km·σm,x,d/fm,x,d + σm,y,d/fm,y,d ≤ 1

con σm,x,d = Mx,d/Wx e σm,y,d = My,d/Wy. Il coefficiente km vale 0,7 per le sezioni rettangolari (1 per sezioni di altra forma), e fm,x,d, fm,y,d sono le resistenze di calcolo nelle due direzioni — diverse tra loro solo se sono diversi i rispettivi fattori kh.

Se si trascurano la disomogeneità (km = 1) e il fattore kh (fm,x,d = fm,y,d), le due condizioni collassano nella formula classica della flessione deviata già ricavata in G1: Mx,d/Wx + My,d/Wy ≤ fm,d. Il caso del legno non è una regola diversa, ma un affinamento di quella stessa regola.
Esempio — verifica a flessione deviata

Elemento LL classe GL24h, sezione 20 × 32 cm, collocato all’aperto (classe di servizio 3). Momento di progetto Md = 25 kNm, dovuto a un carico di lunga durata, deviato di 10°.

1. Componenti del momento e moduli di resistenza

Mx,d = 25·cos10° ≈ 24,62 kNm
My,d = 25·sen10° ≈ 4,34 kNm
Wx = 20·32²/6 = 3413 cm³
Wy = 20²·32/6 = 2133 cm³

2. Fattori kh e resistenze caratteristiche (fm,k = 24 N/mm², tavola classe GL24h)

Asse x (h = 320 mm): kh = min[(600/320)0,1; 1,1] = 1,06 → fm,x,k = 24 · 1,06 = 25,44 N/mm².
Asse y (h = 200 mm): kh = min[(600/200)0,1; 1,1] = 1,1 → fm,y,k = 1,1 · 24 = 26,40 N/mm².

3. Resistenze di calcolo (kmod = 0,55, classe di servizio 3 e lunga durata; γM = 1,45 per LL)

fm,x,d = 0,55·25,44/1,45 ≈ 9,65 N/mm²
fm,y,d = 0,55·26,40/1,45 ≈ 10,02 N/mm²

4. Tensioni di progetto

σm,x,d = 24,62·10³/3413 ≈ 7,21 N/mm²
σm,y,d = 4,34·10³/2133 ≈ 2,05 N/mm²

5. Verifica (km = 0,7, sezione rettangolare)

7,21/9,65 + 0,7·2,05/10,02 ≈ 0,89 < 1
0,7·7,21/9,65 + 2,05/10,02 ≈ 0,72 < 1

Entrambe le condizioni sono soddisfatte: la sezione è verificata a flessione deviata.

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Sezioni inflesse: taglio Vd

La verifica a taglio segue lo stesso impianto della formula di Jourawski già vista in G3. Per una sezione rettangolare, la distribuzione delle tensioni tangenziali è parabolica, con valore massimo sull’asse neutro pari a 1,5 volte il valore medio:

τmax,d = 1,5 · Vd / A ≤ fv,d

dove fv,d è la resistenza di calcolo a taglio, ottenuta da fv,k (tavola 05) con lo stesso percorso kmod/γM delle altre resistenze del legno. Nel legno, a differenza dell’acciaio (H1, tavola 17), il taglio può risultare più facilmente determinante nel dimensionamento, perché fv,k è relativamente bassa rispetto alle resistenze normali.

Un’altra particolarità del legno: la rottura a taglio avviene per scorrimento tra le fibre (tavola 05), e può essere aggravata dalla presenza di fessure di ritiro parallele alla fibratura — un fenomeno tipico del materiale legno, assente in acciaio e calcestruzzo, di cui l’Eurocodice 5 tiene conto con opportuni coefficienti riduttivi che restano fuori dallo scopo di questa lezione.
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Esempio: verifica di una trave in legno lamellare

Esercizio guidato

Una trave in legno lamellare GL24h, sezione 16 × 28 cm, appoggiata in ambiente interno riscaldato (classe di servizio 1), è soggetta a un momento flettente retto massimo Md = 18 kNm dovuto a un carico permanente più variabile di lunga durata, e a un taglio massimo Vd = 22 kN. Verificare la sezione a flessione e a taglio.

1. Fattore kh e resistenza caratteristica

Altezza della sezione h = 280 mm, inferiore ai 600 mm di riferimento per LL:

kh = min[(600/280)0,1; 1,1] ≈ min[1,08; 1,1] = 1,08

Con fm,k = 24 N/mm² per la classe GL24h: fm,k = 24 · 1,08 ≈ 25,9 N/mm².

2. Resistenza di calcolo (kmod ≈ 0,7 per classe di servizio 1 e lunga durata, γM ≈ 1,45 per LL)

fm,d = 0,7 · 25,9 / 1,45 ≈ 12,5 N/mm²

3. Verifica a flessione retta

W = 16 · 28² / 6 ≈ 2091 cm³ → σm,d = 18·10⁶ / 2091·10³ ≈ 8,6 N/mm²

σm,d ≈ 8,6 N/mm² < fm,d ≈ 12,5 N/mm²: verifica a flessione soddisfatta.

4. Verifica a taglio (con fv,k indicativa ≈ 2,7 N/mm² per GL24h, stesso kmod e γM: fv,d ≈ 0,7·2,7/1,45 ≈ 1,3 N/mm²)

τmax,d = 1,5 · 22·10³ / (160·280) ≈ 0,74 N/mm²

τmax,d ≈ 0,74 N/mm² < fv,d ≈ 1,3 N/mm²: verifica a taglio soddisfatta. Anche in questo esempio la flessione è la condizione più vicina al limite, ma il margine sul taglio è più ridotto rispetto al caso dell’acciaio (H1, tavola 17) — coerente con quanto osservato in tavola 15.

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Autovalutazione

Quattro problemi per verificare la comprensione degli argomenti della lezione.

Problema 1

Un elemento LM di classe C24 ha sezione 12 × 18 cm. Il lato minore è inferiore ai 150 mm di riferimento: calcolare il fattore kh e la resistenza caratteristica a trazione maggiorata, sapendo che ft,0,k = 14 N/mm² per la classe C24.

Problema 2

Spiegare perché, a parità di sforzo normale, un elemento in legno sollecitato a compressione ortogonale alle fibre richiede una verifica separata rispetto a uno sollecitato a compressione parallela, richiamando il concetto di anisotropia (tavola 02) e il comportamento microstrutturale delle fibre (tavola 04).

Problema 3

Una trave rettangolare in legno lamellare ha sezione 18 × 24 cm ed è soggetta a un taglio di progetto Vd = 15 kN. Calcolare la tensione tangenziale massima τmax,d e confrontarla, qualitativamente, con quella di una trave in acciaio di area equivalente — quale dei due materiali ha, in genere, il margine di sicurezza a taglio più ridotto?

Problema 4

Un elemento è soggetto a flessione deviata con Mx,d e My,d entrambi diversi da zero. Spiegare perché, nel legno, la condizione di verifica richiede due disequazioni distinte anziché una sola come nel caso isotropo di G1, e a cosa serve il coefficiente km.

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Riepilogo dei concetti chiave

  • EN 1995 (Eurocodice 5) e NTC 2018 §11.7: riferimenti normativi specifici per il legno strutturale, entro il quadro comune del metodo semiprobabilistico agli stati limite (H1)
  • Il legno è un materiale anisotropo: a differenza di acciaio e calcestruzzo (H1, tavola 07), le sue resistenze dipendono dalla direzione rispetto alla fibratura — parallela, ortogonale, tangenziale
  • Legno massiccio (LM) — classi C14…C50 (EN 338) — e legno lamellare (LL) — classi GL24h…GL32h (EN 14080) — le due grandi famiglie del legno strutturale
  • Fattore kh: maggiora ft,0,k e fm,k per sezioni più piccole di quelle di riferimento (150 mm per LM, 600 mm per LL); minimo tra due espressioni, mai obbligatorio
  • Resistenza di calcolo del legno fd = kmod·fk/γM: rispetto a H1, un fattore kmod in più, che tiene conto di durata del carico e classe di servizio (umidità)
  • Verifiche di sforzo normale distinte per direzione: Nt,0,d (trazione parallela), Nc,0,d (compressione parallela), Nc,90,d (compressione ortogonale, tipica delle zone di appoggio)
  • Flessione retta: stessa forma di verifica di H1/G2, con fm,d del legno al posto della resistenza isotropa
  • Flessione deviata nel legno: due condizioni combinate con il coefficiente km = 0,7 (sezioni rettangolari); per km = 1 e kh trascurato si ritrova la formula classica di G1
  • Taglio: τmax,d = 1,5·Vd/A per sezione rettangolare (stessa forma di G3), confrontata con la resistenza di calcolo a taglio fv,d, relativamente bassa nel legno