Energia
Geotermica
Il calore della Terra come risorsa inesauribile: da Larderello — prima centrale geotermica del mondo (1904) — agli Enhanced Geothermal Systems di nuova generazione. Alta entalpia per l’elettricità, bassa entalpia per il riscaldamento ovunque.
Agenda dei lavori
L’Italia è la culla della geotermia mondiale e oggi leader europeo nella produzione geotermica elettrica. Ma il potenziale è enormemente superiore all’attuale utilizzo — specialmente per il riscaldamento civile tramite pompe di calore geotermiche, ancora poco diffuse rispetto al nord Europa.
La Terra scalda l’Italia
da 120 anni
Larderello, 1904: per la prima volta nella storia umana il vapore che esce dalla terra viene usato per produrre elettricità. Oggi l’Italia è il primo produttore geotermico d’Europa e il quinto nel mondo. Eppure il potenziale geotermico italiano — soprattutto per il riscaldamento — è sfruttato in minima parte.
“Larderello non è solo un sito geotermico: è il luogo dove l’umanità ha imparato per la prima volta ad ascoltare la voce della Terra e trasformarla in luce.”
— Enel Green Power, Archivio storico Larderello, 2024Alta e bassa entalpia:
dalla corrente al riscaldamento
La geotermia non è un’unica tecnologia: è uno spettro che va dalle grandi centrali a vapore dell’alta entalpia toscana fino alle sonde verticali sotto ogni condominio. Il potenziale della bassa entalpia è distribuito su tutto il territorio italiano — non solo in Toscana.
Elettricità dalla Terra
Le risorse ad alta entalpia si trovano in zone vulcaniche e tettonicamente attive dove il gradiente geotermico è molto superiore alla media. In Italia sono concentrate in Toscana (Larderello, Travale, Monte Amiata) e nelle aree vulcaniche del centro-sud (Campi Flegrei, Ischia, Pantelleria).
- Dry steam (vapore secco): solo a Larderello — unicum mondiale
- Flash single/double: fluido ad > 180°C → lampo evaporativo
- Ciclo binario ORC: risorse 100–180°C, fluido organico intermediario
- EGS: perforazione 5–7 km in roccia secca, stimolazione idraulica
- Produzione 24h/7gg: capacity factor 80–88%
- Reiniezione dei fluidi esausti: chiusura del ciclo idrotermale
Calore per tutti
Il suolo a 10–15 m di profondità mantiene una temperatura costante di 12–15°C tutto l’anno. Le pompe di calore geotermiche (GSHP) sfruttano questa “banca di calore” per riscaldare e raffreddare gli edifici con un’efficienza 3–5× superiore alle caldaie a gas. Applicabile ovunque in Italia.
- Sonde verticali BHE: 100–200 m di profondità, 1–2 kW/m scambio termico
- Collettori orizzontali: 1–2 m profondità, ampia superficie
- Acquiferi (GWHP): COP più alto ma vincoli idrici da verificare
- COP medio 3,5–5: per 1 kWh elettrico → 3,5–5 kWh termici
- Riscaldamento E raffreddamento: stesso impianto, inversione ciclo
- Reti 4DHN: distribuzione 30–55°C + GSHP condominiali distribuite
Dalla crosta al mantello:
ogni profondità, una tecnologia
Ogni profondità del sottosuolo offre una risorsa energetica diversa. La stratificazione geologica determina la tecnologia applicabile, il costo di perforazione e il tipo di utilizzo finale — da sonde verticali sotto i giardini condominiali fino ai pozzi geotermici a 5 km di profondità.
| Tecnologia | Temperatura risorsa | LCOE (€/MWh) | Applicazione | Disponibilità IT | Maturità |
|---|---|---|---|---|---|
| GSHP (sonda verticale) | 10–25°C (suolo) | 30–60 €/MWh-th | Riscaldamento/raffrescamento civile | Ovunque in Italia | TRL 9 |
| GSHP (acquifero) | 10–20°C (falda) | 20–45 €/MWh-th | Grande terziario, ospedali, quartieri | Pianura Padana, coste | TRL 9 |
| Teleriscaldamento geotermico | 50–100°C (acqua) | 25–50 €/MWh-th | Reti di calore urbane | Ferrara, Toscana, potenziale vasto | TRL 9 |
| Ciclo binario ORC | 80–150°C | 80–140 €/MWh-e | Produzione elettrica + calore | Centro-Sud, Toscana | TRL 8-9 |
| Flash single/double | 150–230°C | 40–80 €/MWh-e | Produzione elettrica industriale | Solo Toscana e aree vulcaniche | TRL 9 |
| Dry steam (vapore secco) | 200–320°C | 30–50 €/MWh-e | Produzione elettrica H24 | Solo Larderello-Travale | TRL 9 |
| EGS — Enhanced Geothermal | 200–400°C (HDR) | 120–250 €/MWh-e | Produzione elettrica programmabile | In studio: Toscana, Campi Flegrei | TRL 5-6 |
Enhanced Geothermal Systems:
la geotermia ovunque nel mondo
Gli EGS sono la promessa più grande della geotermia del XXI secolo: perforando abbastanza in profondità, calore sufficiente è disponibile letteralmente ovunque sul pianeta. Non servono zone vulcaniche — serve solo scendere abbastanza. Il MIT stima che gli EGS potrebbero soddisfare il 10% del fabbisogno energetico mondiale.
Due pozzi a 4–7 km di profondità in roccia calda e impermeabile (> 200°C). Si inietta acqua fredda nel pozzo di iniezione, si scalda nella roccia fratturata artificialmente, e si estrae calda dall’altro pozzo. Un loop idrotermale completamente artificiale — senza bisogno di sorgenti naturali.
USA (Utah FORGE): progetto DOE da 220 M$, test di fratturazione in corso a 2,7 km. UK (Eden Project): 4,5 km, 195°C, obiettivo 3 MW. Francia (Soultz-sous-Forêts): operativo dal 2016, 1,7 MW. Tutti e tre stanno dimostrando la fattibilità tecnica su scale crescenti.
La stimolazione idraulica degli EGS può indurre microterremoti (M < 2). Il caso di Basilea (Svizzera, 2006): progetto sospeso dopo M 3,4. Oggi i protocolli “traffic light” monitorano in tempo reale e fermano le iniezioni alla soglia. Con tecnologia adeguata il rischio è gestibile e accettabile.
I Campi Flegrei hanno risorse geotermiche eccezionali (300°C a 3 km) mai sviluppate. La Toscana profonda, sotto gli impianti esistenti, ha potenziale EGS enorme. INGV e Università di Pisa hanno mappato i siti prioritari. Manca un programma nazionale dedicato e i finanziamenti Horizon Europe.
Il quadro normativo italiano:
solido ma da aggiornare
L’Italia ha una tradizione normativa geotermica unica in Europa grazie ai cento anni di Larderello. Ma il D.Lgs 22/2010 è pensato per l’alta entalpia toscana — non per le GSHP diffuse, gli EGS profondi o il teleriscaldamento geotermico in pianura. Un aggiornamento complessivo è necessario e urgente.
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D.Lgs 22/2010Ricerca e coltivazione delle georisorse
Regola le concessioni per geotermia ad alta entalpia. Istituisce il permesso di ricerca (5 anni + proroghe) e la concessione di coltivazione (30 anni). Gestione tra Stato e Regioni. Il decreto è ben costruito per Larderello ma non si adatta facilmente a EGS, GSHP o teleriscaldamento diffuso — richiede un aggiornamento organico.
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Conto Termico 2.0Incentivi GSHP per privati e PA
Il Conto Termico incentiva la sostituzione di impianti con GSHP. Contributo 65% per la PA, 50% per i privati. Massimale 100.000 € per enti pubblici. Gestito dal GSE. Limite principale: complessità della procedura che scoraggia i privati di piccola taglia. Una semplificazione del processo aumenterebbe significativamente le installazioni.
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DM FER / Incentivi GSETariffa incentivante per geotermia elettrica
Gli impianti geotermici partecipano ai meccanismi GSE per produzione elettrica rinnovabile. Tariffa onnicomprensiva per impianti sotto 20 MW. Accesso al FER 2 in fase di definizione. Enel Green Power come operatore dominante: i nuovi entranti trovano barriere amministrative elevate che limitano la concorrenza e i nuovi sviluppi.
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Revisione D.Lgs 22/2010Aggiornamento normativo in corso
APE ha avviato un tavolo tecnico per aggiornare il decreto geotermico. Obiettivi: semplificazione per GSHP, introduzione di un regime specifico per EGS, chiarimento Stato-Regioni, raccordo con il PSM marittimo per geotermia offshore (Campi Flegrei sommersi). Tempistica attesa: 2025–2026.
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Piano Nazionale TeleriscaldamentoReti di calore geotermico nelle città
Il Piano Nazionale per il Riscaldamento e il Raffrescamento (RED III) obbliga gli Stati a mappare il potenziale del teleriscaldamento. La geotermia a bassa entalpia è la tecnologia più promettente per le reti di 4a generazione nelle aree metropolitane. Il modello Ferrara — 13.000 abitazioni scaldate con acqua geotermica — va replicato su scala nazionale.
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Horizon Europe — EGSR&D europeo su Enhanced Geothermal
Horizon Europe finanzia progetti EGS nel cluster “Energia pulita”. INGV, CNR-IGG e Università di Pisa partecipano attivamente. Opportunità nel progetto europeo GeoSmart per sviluppo di impianti EGS dimostrativi coordinati in più paesi UE. L’Italia dovrebbe candidarsi come sito pilota EGS di riferimento europeo.
Cosa portare a casa
da questa lezione
L’Italia ha il calore sotto i piedi — letteralmente. Il problema non è la risorsa, ma la capacità di valorizzarla in modo sistematico e su scala. Sei priorità di azione per decisori, tecnici e operatori.
Le 34 centrali toscane producono 6 TWh/anno a capacity factor 85% — la fonte programmabile più affidabile del sistema elettrico italiano. Il focus deve essere sull’ammodernamento, l’aumento della potenza installata e la possibile espansione verso EGS profondi nel comprensorio esistente. Un investimento con ROI garantito.
La Svezia ha 600.000 impianti GSHP. L’Italia ne ha meno di 30.000. Eppure il clima italiano è perfetto per le pompe di calore geotermiche: inverni miti, estati calde → doppio utilizzo riscaldamento/raffrescamento. Il Conto Termico va semplificato e la procedura per le sonde verticali standardizzata a livello nazionale con sportello unico autorizzativo.
Ferrara scalda 13.000 abitazioni con acqua geotermica a 100°C prelevata a 1.000 m di profondità. LCOE: 25 €/MWh termico. La pianura padana, il centro Italia e molte aree costiere hanno risorse simili completamente inesplorate. Un programma di prospezione nazionale per il teleriscaldamento geotermico è la priorità assoluta del settore.
Gli EGS potrebbero portare la geotermia italiana da 6 a 60+ TWh. Il MIT stima che gli EGS potrebbero soddisfare il 10% del fabbisogno globale entro il 2050. L’Italia deve partecipare ai consorzi europei di ricerca EGS oggi — con INGV, Università di Pisa, CNR come capofila — per raccogliere i frutti nella prossima decade.
Tre interventi urgenti: procedura semplificata per sonde verticali sotto 200 m (oggi troppo burocratica), regime EGS dedicato con protocollo sismico obbligatorio e chiarimento delle competenze Stato-Regioni per evitare i contenziosi che bloccano i nuovi sviluppi. Tempistica: entro il 2026 con il nuovo decreto in corso.
Questo è il vantaggio competitivo assoluto: produce 24h/24, 365 giorni/anno, indipendentemente da sole, vento o pioggia. In un sistema elettrico con 50+ GW di FER variabili, ogni kW geotermico vale come “stoccaggio” implicito. Va incentivato con un meccanismo che premi la programmabilità — non solo il kWh prodotto.
Relatori suggeriti
per questa sessione
Un panel che attraversa la storia di Larderello, la frontiera degli EGS, l’ingegneria delle GSHP e le sfide normative — con la voce dell’operatore industriale e quella del ricercatore INGV sulla gestione del rischio sismico.