2.4 DALLA FORESTA ALLE FORESTE URBANE E PERIURBANE.

2.4 DALLA FORESTA ALLE FORESTE URBANE E PERIURBANE
Il riferimento alla foresta come elemento centrale della vision della STRATEGIA ha una valenza prevalentemente culturale e scientifica. Non è certamente in questa sede che si vuole scegliere o proporre una particolare definizione “giuridica” di bosco/foresta per l’ordinamento italiano (Cerofolini A., 2014). È sufficiente ricordare che la FAO, l’ISTAT, l’Accademia Italiana di Scienze forestali e l’Inventario Forestale Nazionale Italiano del 1985 hanno prodotto definizioni che fanno riferimento a una superficie minima e a una diversa percentuale di copertura arborea.

Tutte le definizioni (si tende a considerare sinonimi i termini “bosco” e “foresta”) pur riportando valori a volte diversi relativamente a superficie e forma dell’area, alla dimensione verticale dell’albero a maturità e alla copertura arborea che spesso si mantiene intorno al 20%, fanno emergere il carattere più importante della foresta dato dalle molteplici funzioni esercitate capaci di tutelare biodiversità e servizi ecosistemici. Di rilevante interesse in tutte le definizioni è il mantenimento della tipologia “forestale” in un territorio anche quando per motivi colturali l’area si trova priva della copertura arborea. Proprio a sottolineare che molte delle funzioni dell’ecosistema forestale restano attive anche quando per brevi periodi vengono a mancare o è fortemente ridotta la biomassa arborea.

Altro elemento che spiega il riferimento alle foreste nella STRATEGIA per il verde urbano è quello di considerare “bosco” o “foresta” anche una porzione di territorio occupata solo dal 20% di alberi. È come dire che il sistema forestale è in grado di svolgere molteplici funzioni ecosistemiche che sono garantite non solo dagli alberi, ma da tutto l’insieme di elementi fisici e biologici.

Al fine di meglio comprendere quanto il riferimento alla foresta sia di per sé il riferimento più adatto per una STRATEGIA del verde urbano che voglia dedicare vaste porzioni del territorio comunale ad aree verdi con caratteristiche funzionali e strutturali ben differenziate, si riportano alcune definizioni di foresta, di bosco e di foresta urbana.

Foresta (Dizionario enciclopedico agricolo-forestale e delle industrie del legno. 1962- Guglielmo Giordano,Maggiorino Passet-Gros, Casa Editrice Ceschina-Milano)
“Da un punto di vista naturalistico intendesi per f. l’insieme di tutti gli organismi vegetali ed animali viventi in una associazione vegetale sufficientemente estesa e di cui gli elementi più appariscenti sono le piante legnose, radicate con una certa continuità, nonché del terreno su cui dette piante vegetano. Oltre ai vari strati di piante (alberi dominanti e dominati, arbusti, liane, erbe, muschi, funghi, ecc.) debbono pertanto considerarsi come parte integrante della foresta gli animali superiori ed inferiori che in essa trovano ricetto, ed i vari orizzonti del terreno, giacché la variazione di uno qualunque di questi elementi della cenosi o della stazione provoca variazioni degli altri e perciò anche del soprassuolo forestale.”

Foresta di protezione (Terminologia Forestale – Accademia Italiana di Scienze Forestali, Consiglio Nazionale delle ricerche)
“Superficie interamente o parzialmente boscata destinata principalmente a svolgere una azione protettiva o comunque benefica nei confronti di zone limitrofe o sottostanti, e che, pertanto, è sottoposta ad un particolare trattamento selvicolturale; l’azione protettiva può consistere p.es. nel ridurre l’erosione del suolo, regimare corsi d’acqua, mantenere la quantità e la qualità di acque sorgive, stabilizzare dune sabbiose, ecc.”

Bosco (definizione “ecosistemica” di bosco data dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 12 febbraio 1993 in: 2014- Alessandro Cerofolini – La definizione giuridica di bosco nell’ordinamento italiano. L’Italia Forestale e Montana, 69(1):37-45).
“Il concetto di bosco deve essere riguardato come patrimonio naturale con una propria individualità, un ecosistema completo, comprendenti tutte le componenti quali suolo e sottosuolo, acque superficiali e sotterranee, aria, clima e microclima, formazioni vegetali (non solo alberi di alto fusto di una o più specie arboree, ma anche erbe e sottobosco) fauna, microfauna, nelle loro reciproche profonde interrelazioni, e quindi, non solo l’aspetto estetico paesaggistico di più immediata percezione del comune sentimento”

Foresta urbana (FAO Guidelines on urban e peri-urban forestry 2016)
“Le foreste urbane si possono definire come una rete o un sistema che include le foreste, i gruppi di alberi e i singoli alberi che si trovano in aree urbane e periurbane. Quindi sono inclusi le foreste, le alberature stradali, le piante in parchi e giardini ma anche quelli presenti nelle zone abbandonate. Le foreste urbane sono la «colonna vertebrale» delle infrastrutture verdi, collegamento per le aree rurali ed urbane migliorando l’impronta ambientale di una città”

Foresta urbana (Nowak et al. 2001)
“Tutti gli alberi pubblici e privati all’interno di un’area urbana, dai singoli alberi lungo le strade e nei cortili fino ai nuclei residui di foresta”

Fatte proprie le precedenti definizioni, la STRATEGIA ha assunto come riferimento culturale e scientifico la “foresta” proprio per esaltare l’esigenza di integrazione tra fattori fisici, biologici, culturali, storici e gestionali. Uno degli elementi che avvicina il verde urbano alla foresta è, in particolare, la necessità di proporre un riferimento strutturale e funzionale resiliente dotato di una autonoma capacità di rispondere positivamente al “disturbo”.

Quando un bosco è sottoposto ad azioni esterne che tendono a modificare una stabilità raggiunta, il sistema forestale risponde alle modificazioni indotte in modo autonomo grazie alla presenza di una elevata biodiversità e da una serie di relazioni ecosistemiche a cui partecipano tutte le componenti dello stesso sistema forestale. Il verde urbano ospita ovviamente alberate, parchi lineari e giardini fortemente dipendenti dalla azione del servizio giardini comunale. La caduta di un albero in una alberata storica richiede interventi di ripristino urgenti per tornare alla struttura precedente.

Nella vision della STRATEGIA si richiede anche che gli interventi più estesi di foreste urbane possano in gran parte rispondere in modo anche autonomo al recupero di uno spazio aperto determinato dalla caduta di un grande albero. Il riferimento alla “foresta” offre anche momenti di educazione ambientale vissuta direttamente mediante l’osservazione di una fase di recupero ambientale naturale secondo la propria dinamica vegetazionale finalizzata a riportare il bosco (tappa matura della dinamica vegetazionale) nell’area momentaneamente priva di alberi.

È sempre la foresta nella sua variegata eterogeneità strutturale che, come abbiamo visto nelle precedenti definizione, può ospitare al proprio interno le aree urbane residenziali, i viali alberati, i giardini pubblici e privati, gli impianti legati al verde architettonico verticale e le penetrazioni del sistema agricolo urbano nelle sue articolazioni sia aziendali produttive che nella significativa presenza di orti urbani. Foresta periurbana e “cintura verde” Se risulta difficile trovare una definizione condivisa a livello nazionale e internazionale per la foresta e la foresta urbana, è ancora più difficile trovare una definizione per le foreste periurbane.

Come ci spiegano gli architetti paesaggisti e gli urbanisti se dalla visione strutturale spaziale si passa ad una definizione di natura funzionale diviene ugualmente difficile trovare definire la periferia. Nel nostro caso la STRATEGIA attribuisce alla foresta periurbana una posizione fisica intermedia tra il sistema urbano e i boschi naturali presenti nel mosaico territoriale agricolo e naturale. Questi lembi forestali ubicati di norma al margine del sistema urbano sono quindi uno dei nodi principali delle infrastrutture verdi funzionali al collegamento ecologico tra il sistema naturale e quello propriamente urbano.

A queste strutture prevalentemente boscate spetta il compito di migliorare la qualità ambientale delle città. È bene che possano ospitare momenti di fruizione diretta da parte dei cittadini, ma nello stesso tempo devono poter svolgere nel modo migliore il collegamento ecologico tra le diverse infrastrutture verdi. È infatti nello spazio suburbano e periferico che sarà anche possibile trovare ambiti idonei per aumentare in modo significativo la superficie da destinare al verde urbano.

Le foreste periurbane si ritiene debbano conservare l’affinità funzionale e strutturale con la vegetazione naturale potenziale attuale identificata mediante un approccio rigorosamente floristico-fitosociologico. Sono infatti gli elementi forestali presenti nell’area periurbana che nelle grandi città potranno offrire indicazioni nella scelta delle specie da utilizzare per la “cintura verde” forestale. Sono ancora queste cenosi boscate che si troveranno integrate con il sistema agricolo e che offriranno al sistema agricolo vari servizi tra cui il supporto all’impollinazione.

Sono ancora queste foreste che in termini di valore paesaggistico potranno favorire, insieme alle produzioni agricole locali di qualità, il rilancio delle attuali periferie trasformandole in nuovi centri di aggregazione culturali, sociali ed economici.