Come le spugne di micelio stanno sostituendo il polistirene negli imballaggi industriali del distretto ceramico di Sassuolo

Nel cuore del distretto ceramico emiliano, tra Sassuolo e Fiorano Modenese, si sta silenziosamente consumando una piccola rivoluzione materica. Le aziende produttrici di piastrelle — responsabili di circa il 30% della produzione ceramica europea — generano ogni anno migliaia di tonnellate di imballaggi in polistirene espanso per proteggere i loro prodotti durante la logistica. Un materiale che, com’è noto, impiega fino a cinque secoli per degradarsi e che sfugge quasi completamente ai circuiti del riciclo convenzionale.

Ma da meno di due anni, un consorzio di PMI locali sta sperimentando un’alternativa radicale: le spugne di micelio, strutture tridimensionali cresciute in pochi giorni a partire da funghi della specie Ganoderma lucidum e Pleurotus ostreatus, nutrite con gli stessi sottoprodotti lignocellulosici della filiera — trucioli di legno, pula di riso, e persino gli scarti di lavorazione degli impasti argillosi essiccati.

Il principio è elegante nella sua semplicità biologica: le ife fungine colonizzano il substrato organico in stampi sagomati sulle specifiche geometrie dei prodotti ceramici da imballare, formando in 5-7 giorni una schiuma rigida, resistente agli urti e completamente compostabile entro 45 giorni in condizioni di compostaggio domestico. I test condotti dal Centro Ceramico di Bologna hanno misurato una resistenza alla compressione di 1,2 MPa — valore comparabile al polistirene EPS standard utilizzato nel settore — con un’impronta carbonica inferiore dell’87% rispetto al materiale convenzionale lungo l’intero ciclo di vita.

L’aspetto più interessante non è tuttavia la tecnologia in sé — sviluppata originariamente in ambito nordamericano da Ecovative Design oltre un decennio fa — ma la sua declinazione locale. A Sassuolo, la catena di approvvigionamento del substrato viene costruita a chilometro quasi zero: i trucioli arrivano dalle segherie dell’Appennino modenese, la pula di riso dai risicoltori del Basso Mantovano, e la fase di crescita avviene in capannoni riscaldati con il calore di scarto dei forni ceramici. È un sistema che ridisegna la simbiosi industriale del territorio senza che nessun attore debba cambiare radicalmente la propria attività principale.

Il limite attuale rimane il costo: una spugna di micelio costa ancora circa il 40% in più rispetto all’equivalente in EPS. Ma con i nuovi obblighi europei sugli imballaggi monouso — che entreranno pienamente in vigore entro il 2027 secondo il Packaging and Packaging Waste Regulation — il calcolo economico è destinato a ribaltarsi rapidamente.

Quando la natura cresce più veloce del mercato, spesso è il mercato ad adattarsi.

Foto di Masood Aslami su Pexels

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