Tensioni Tangenziali e Formula di Jourawski
Come il taglio sollecita la sezione: la tensione tangenziale media, lo scorrimento, il principio di reciprocità, la formula di Jourawski e il diagramma parabolico della sezione rettangolare.
Dopo le tensioni normali, quelle tangenziali
Finora abbiamo studiato le tensioni σ, perpendicolari alla sezione, generate dalla forza normale e dal momento (L1-L5). Il taglio V produce un altro tipo di tensione: la tensione tangenziale τ.
Quasi mai un elemento inflesso è sollecitato dal solo momento: dove il momento cambia da una sezione all’altra c’è anche il taglio, perché dM/dx = V (G1). In una trave appoggiata con carico uniforme il taglio è massimo proprio agli appoggi, dove il momento è nullo: lì le τ sono la sollecitazione che comanda. Per questo si dimensionano gli appoggi e si verificano le giunzioni (chiodi, bulloni, saldature, colle) con le tensioni tangenziali.
Le caratteristiche delle tensioni tangenziali
La tensione tangenziale giace nel piano della sezione: è parallela alla sezione, non perpendicolare come σ. Non allunga le fibre, le fa scorrere una sull’altra.
| Caratteristica | Tensione normale σ | Tensione tangenziale τ |
|---|---|---|
| Direzione | perpendicolare alla sezione | nel piano della sezione (tangente) |
| Da quali azioni | forza normale N e momento M | taglio V (e momento torcente, G3) |
| Effetto sul materiale | allunga o accorcia la fibra (ε) | fa scorrere uno strato sull’altro, distorce l’angolo (γ) |
| Legge elastica | σ = E · ε | τ = G · γ |
| Unità | MPa = N/mm² | MPa = N/mm² |
| Andamento da flessione e taglio | lineare, massima ai lembi | non lineare, nulla ai lembi, massima verso G (rettangolo) |
- Risultante: la somma delle τ su tutta la sezione, ∫τ dA, è il taglio V. Per le σ la somma è invece la forza normale N
- Verso: le τ di una sezione hanno lo stesso verso del taglio V. In tutta la lezione si lavora con i valori assoluti, perché ci interessa quanto vale τ e non il segno
- Unità: come per σ, 1 MPa = 1 N/mm² = 1000 kPa. Con V in N e le lunghezze in mm si ottiene τ direttamente in MPa
La tensione tangenziale media
Il modo più semplice di ripartire il taglio è supporre che τ sia la stessa in ogni punto: la tensione tangenziale media è il taglio diviso per l’area, τm = V/A.
Con V = 20 kN su una sezione rettangolare 120 × 240 mm (A = 28 800 mm²) si ottiene τm = 20 000 / 28 800 = 0,69 MPa. È un valore comodo, ma è una media: la risultante ∫τ dA = V è giusta, la distribuzione no. Vedremo che nel rettangolo la tensione in G vale 1,5 volte la media.
- A cosa serve: per una stima rapida dell’ordine di grandezza e per verificare, a colpo d’occhio, un risultato più preciso (τmax non può essere minore di τm)
- Quando è accettabile: nei profilati a doppio T quasi tutto il taglio passa nell’anima e le τ lì sono quasi uniformi: si usa τ ≈ V/Aw con Aw area dell’anima (tavola 12). Per un rettangolo, invece, usare τm significa sottostimare del 33% il valore massimo
Lo scorrimento e le tensioni di scorrimento
Una tensione tangenziale non cambia la lunghezza di un’elemento ma ne distorce gli angoli. L’angolo di cui un angolo retto si deforma è lo scorrimento γ.
Per gli angoli piccoli γ (in radianti) è lo spostamento relativo δ delle due facce diviso la loro distanza h. La legge di Hooke per il taglio ha la stessa forma di quella normale, con il modulo di elasticità tangenziale G al posto di E; per i materiali isotropi G dipende da E e dal coefficiente di Poisson ν (L1).
| Materiale | E (MPa) | ν | G (MPa) |
|---|---|---|---|
| Acciaio da costruzione | ≈ 210 000 | ≈ 0,3 | ≈ 81 000 |
| Calcestruzzo | ≈ 30 000 | ≈ 0,2 | ≈ 12 500 |
| Legno (conifera, ordine di grandezza) | ≈ 11 000 | — | ≈ 700 (circa E/16) |
Le tensioni di scorrimento sono le τ che agiscono sui piani longitudinali di una trave inflessa e che impediscono a strati sovrapposti di scorrere l’uno sull’altro. Si pensi a due travetti 100 × 50 mm appoggiati uno sull’altro (altezza totale 100 mm): se non sono collegati, ciascuno si inflette per conto suo e le estremità si sfalsano (scalino δ della figura). Se sono incollati o chiodati la trave è una sola, 100 × 100 mm, e rispetto ai due travetti separati la resistenza a flessione raddoppia (W = 166 667 mm³ invece di 83 333) e la rigidezza quadruplica (I = 8,33·10⁶ mm⁴ invece di 2,08·10⁶).
Il principio di reciprocità
In ogni punto le tensioni tangenziali su due piani perpendicolari tra loro sono uguali e convergono (o divergono) in due spigoli opposti dell’elemento: τ = τ’.
Si isola un elementino di lati dx, dy e spessore dz. Sulle facce verticali agisce τ, sulle orizzontali τ’. Le forze sono τ·dy·dz (facce verticali) e τ’·dx·dz (facce orizzontali). Le due forze di ogni coppia sono uguali e opposte: l’equilibrio alla traslazione è già soddisfatto. Resta l’equilibrio alla rotazione: le due forze verticali formano una coppia di momento τ·dy·dz·dx, le due orizzontali una coppia opposta di momento τ’·dx·dz·dy. Uguagliando i due momenti, dx·dy·dz si semplifica e resta τ = τ’.
- Sezione e piano longitudinale: la τ verticale che agisce sulla sezione è uguale alla τ orizzontale che agisce sul piano longitudinale che passa per lo stesso punto. È il legame tra le τ di taglio e le tensioni di scorrimento della tavola 04
- Lembi liberi: sul lembo superiore o inferiore di una trave non ci sono carichi tangenziali, quindi sul piano orizzontale del lembo τ’ = 0. Per reciprocità è nulla anche la τ verticale sulla sezione in quel punto: ai lembi il diagramma di τ si annulla
- Spigoli: per lo stesso motivo nei vertici di una sezione rettangolare le τ sono nulle: la τ di torsione di G3 si annulla agli spigoli
Perché le tensioni tangenziali variano lungo la sezione
Le τ non sono uniformi perché dipendono da quanta parte di sezione sta “sopra” il punto considerato: la parte che deve trasferire la sua variazione di forza normale al resto della trave.
Si isola un concio di lunghezza dx, tra due sezioni con momenti M e M + dM, e lo si taglia con una corda parallela all’asse neutro, alla quota y, di larghezza b. Sia A* la parte di sezione al di là della corda (nella figura quella superiore) e S il suo momento statico rispetto all’asse neutro: S = ∫ y’ dA, esteso ad A*.
- Forza sulle due facce. Per la formula di Navier (L2) σ = M·y’/I. La risultante su A* vale N = (M/I)·∫y’ dA = M·S/I sulla faccia di sinistra e N + dN = (M + dM)·S/I su quella di destra. La differenza è dN = dM·S/I
- Equilibrio della parte A*. Le due forze normali non si equilibrano: la differenza dN deve essere trasmessa dalla parte di sezione sottostante attraverso la corda, con una forza tangenziale T = τ·b·dx (la τ agisce sulla superficie b·dx del taglio). Quindi τ·b·dx = dM·S/I
- Si sostituisce dM = V·dx (G1) e si semplifica dx: ne esce la formula di Jourawski della tavola successiva. Il risultato dipende dalla quota y solo attraverso S(y) e b(y)
La formula di Jourawski
Dalla condizione di equilibrio del concio si ottiene la formula di Jourawski per la tensione tangenziale alla quota y.
| Simbolo | Significato | Unità tipiche |
|---|---|---|
| V | taglio nella sezione (G1) | N |
| S(y) | momento statico, rispetto all’asse neutro, della parte di sezione al di là della corda alla quota y (E1) | mm³ |
| I | momento d’inerzia dell’intera sezione rispetto all’asse neutro (E2) | mm⁴ |
| b(y) | larghezza della sezione sulla corda alla quota y | mm |
| τ(y) | tensione tangenziale sulla corda (e, per reciprocità, sul piano longitudinale) | MPa |
Controllo delle unità: N·mm³ / (mm⁴·mm) = N/mm² = MPa. Il prodotto q = τ·b = V·S/I è il flusso di taglio: la forza per unità di lunghezza che passa attraverso la corda, in N/mm. Serve per dimensionare le giunzioni (tavola 11).
Il momento statico S(y) nel rettangolo
Nella sezione rettangolare b × h la parte sopra la corda è un rettangolo di altezza (h/2 − y) e baricentro a (h/2 + y)/2 dall’asse neutro: il momento statico è un’espressione semplice, parabolica in y.
- Ai lembi (y = ±h/2) la parte oltre la corda ha area zero e quindi S = 0
- In G (y = 0) S è massimo: Smax = b·h²/8, la metà del momento statico dell’intera mezza sezione
- La corda b è costante per il rettangolo: tutta la variazione di τ viene da S(y). Per la sezione a T o a doppio T anche b cambia con y e τ presenta dei salti (tavola 11)
L’andamento nella sezione rettangolare
Sostituendo S(y) e I = b·h³/12 nella formula di Jourawski la τ nel rettangolo risulta una parabola: nulla ai lembi, massima in G, con τmax = 1,5·V/A.
| Quota y (dall’asse neutro) | τ / τm | Commento |
|---|---|---|
| 0 (baricentro) | 1,50 | massimo: τmax = 1,5·V/A |
| ±0,1 h | 1,44 | il 96% del massimo |
| ±0,2 h | 1,26 | |
| ±0,25 h (metà altezza della mezza sezione) | 1,125 | il 75% del massimo |
| ±0,3 h | 0,96 | quasi uguale alla media |
| ±0,4 h | 0,54 | |
| ±0,5 h (lembi) | 0,00 | nulla, per reciprocità |
- Il fattore 1,5 è il rapporto tra il massimo e il valore medio di una parabola: il diagramma di τ ha la stessa area (la stessa risultante V) del rettangolo di altezza τm
- Complementarità con σ: la tensione normale è massima ai lembi e nulla in G, la tangenziale è nulla ai lembi e massima in G. I due massimi non cadono mai nello stesso punto
- Un controllo che non fallisce: la somma delle τ sulla sezione, ∫τ·b·dy, deve dare V. Nel rettangolo è (2/3)·τmax·A = V
Esempio 1: trave in legno appoggiata
Trave in legno 120 × 240 mm, luce L = 4,00 m, carico uniforme q = 10 kN/m (peso proprio compreso, dato didattico). Si calcolano le τ nella sezione di appoggio e si confrontano con le σ di mezzeria.
| Passo | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Taglio massimo (appoggi) | V = q·L/2 = 10·4/2 | 20 kN |
| Area e inerzia | A = 120·240; I = 120·240³/12 | 28 800 mm²; 138,24·10⁶ mm⁴ |
| Tensione media | τm = 20 000/28 800 | 0,69 MPa |
| Massimo in G | τmax = 1,5·τm (o V·S/(I·b) con S = 864 000 mm³) | 1,04 MPa |
| A 60 mm da G | S = 60·(120² − 60²) = 648 000 mm³ → τ = V·S/(I·b) | 0,78 MPa |
| A 90 mm da G | S = 60·(120² − 90²) = 378 000 mm³ | 0,46 MPa |
| Ai lembi (±120 mm) | S = 0 | 0 |
| Per confronto: σ di mezzeria | Mmax = qL²/8 = 20 kN·m; W = b·h²/6 = 1,152·10⁶ mm³; σ = M/W | 17,4 MPa |
Dove cadono i massimi: il massimo di τ è sugli appoggi e in G; il massimo di σ è in mezzeria e ai lembi. Sono due verifiche in due punti diversi della trave e della sezione.
Il flusso di taglio e le giunzioni: esempio 2
Quando una sezione è composta da pezzi collegati (chiodi, viti, bulloni, saldature, colla) la giunzione deve trasmettere il flusso di taglio q = V·S/I, dove S è il momento statico della parte collegata rispetto all’asse neutro della sezione composta.
Trave a T formata da un’ala 200 × 40 mm inchiodata a un’anima 40 × 200 mm, soggetta a V = 8 kN (dati didattici). Il baricentro e l’inerzia della sezione composta si ricavano con i metodi di E1 ed E2.
| Passo | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Baricentro (dal lembo superiore) | yG = (8000·20 + 8000·140)/16 000 | 80 mm |
| Inerzia | I = 29,87·10⁶ (ala) + 55,47·10⁶ (anima), con Huygens-Steiner (E2) | 85,33·10⁶ mm⁴ |
| Momento statico dell’ala | S = 8000·(80 − 20) | 480 000 mm³ |
| Flusso di taglio | q = V·S/I = 8000·480 000/85,33·10⁶ | 45 N/mm |
| Passo dei chiodi | p ≤ R/q = 2000/45 (R = 2,0 kN per chiodo, dato didattico) | p ≤ 44 mm → p = 40 mm |
| τ nell’anima appena sotto il giunto | V·S/(I·b) con b = 40 mm | 1,125 MPa |
| τ nell’ala appena sopra il giunto | V·S/(I·b) con b = 200 mm | 0,225 MPa |
| τ massima in G | S = 40·160²/2 = 512 000 mm³; b = 40 mm | 1,20 MPa |
- Passo variabile: se V varia lungo la trave, varia anche q = V·S/I e il passo dei chiodi: più fitti dove il taglio è maggiore (vicino agli appoggi), più radi in mezzeria
- Capacità del chiodo: il valore R di un collegamento in legno o in acciaio si determina con la normativa (EC5, EC3, NTC), da verificare sul testo vigente. Qui R è un dato inventato per fare il conto
Altre sezioni: il fattore k
Il rapporto k = τmax/τm tra il massimo e la media dipende dalla forma della sezione: rettangolo 1,5, cerchio pieno 4/3, tubo circolare sottile 2.
| Sezione | τmax | Dove | k = τmax/τm |
|---|---|---|---|
| Rettangolo b × h | 1,5·V/A | in G | 1,5 |
| Cerchio pieno (diametro d) | (4/3)·V/A = 16·V/(3π·d²) | in G | 1,33 |
| Tubo circolare a parete sottile | 2·V/A | sull’asse neutro, nelle due pareti | 2,0 |
| Profilato a doppio T | ≈ V/Aw | nell’anima, se Aw è l’area dell’anima | stima di G3, a favore di sicurezza |
- Cerchio: la corda varia con y e anche S, ma il risultato è ancora una parabola: τ(y) = V·(R² − y²)/(3I), con τmax = 4V/(3πR²) = (4/3)·V/A in G. È un valore medio sulla corda, tra le ipotesi di Jourawski
- Tubo sottile: la τ è quasi costante nello spessore s e varia lungo la parete; è massima sull’asse neutro e nulla in alto e in basso. Il diagramma della figura è il suo andamento lungo la parete
- Profilati a I: le ali portano quasi solo la flessione, l’anima quasi tutto il taglio. L’ordine di grandezza V/Aw si ottiene dalla τm dell’anima; il valore esatto viene dalla formula di Jourawski con S del profilato (tabelle del profilario)
Limiti della formula, avvertenze e verifica
Jourawski è una teoria approssimata ma affidabile per le travi snelle. Le avvertenze che seguono servono a capire quando fidarsi e quando no.
- τ costante sulla corda: è un’ipotesi. In realtà la τ varia un po’ lungo la larghezza e per sezioni tozze (altezza non molto maggiore della larghezza) l’errore cresce; per sezioni alte e strette è modesto
- Sezione che non resta piana: il taglio provoca ingobbamento (L2). Se la trave è snella la flessione secondo Navier-Bernoulli rimane valida e l’effetto del taglio sulle σ si trascura
- Dove passa V: la formula vale se il taglio agisce nel piano di simmetria, o più in generale passa per il centro di taglio. Per sezioni aperte non simmetriche (profilo a C, angolare) il taglio fuori dal centro di taglio provoca anche torsione (G3)
- σ e τ nello stesso punto: il massimo di τ è in G (σ = 0) e il massimo di σ è ai lembi (τ = 0): le due verifiche si fanno spesso separatamente. Nei punti intermedi, ad esempio al raccordo anima-ala, coesistono e servono criteri di resistenza combinati (oltre questa lezione, G3)
- Verifica normativa (ordini di grandezza, da verificare sul testo vigente): legno τd ≤ fv,d (EC5); acciaio VEd ≤ Vc,Rd = Av·fyk/(√3·γM0) con Av area resistente a taglio, circa l’anima (NTC 2018, §4.2.4); calcestruzzo armato con staffe (H4)
- Controllo sul risultato: ∫τ·b·dy deve dare V e τmax non può essere minore di τm
Autovalutazione
Cinque problemi per verificare la comprensione degli argomenti della lezione. Dati inventati a scopo didattico.
Sezione rettangolare 200 × 400 mm soggetta a V = 60 kN. Calcolare la tensione media, la tensione massima in G e la tensione a 100 mm da G (usare sia la formula parabolica sia Jourawski con S).
Trave rettangolare larga 250 mm, V = 90 kN, tensione tangenziale ammissibile τamm = 1,5 MPa (dato didattico). Calcolare l’altezza minima della sezione per la verifica a taglio.
Due tavole 100 × 60 mm sovrapposte (altezza totale 120 mm) e collegate con chiodi, V = 4 kN. Calcolare il flusso di taglio q all’interfaccia, la τ sulla superficie di contatto e il passo massimo dei chiodi se ciascuno trasmette R = 1,5 kN.
Sezione circolare piena di diametro 300 mm, V = 100 kN. Calcolare τm e τmax e dire in quale punto si trova il massimo.
Spiegare, con il principio di reciprocità, perché sul lembo superiore di una trave rettangolare la tensione tangenziale verticale è nulla anche se il taglio V non è nullo.
Risultati per il controllo
- Problema 1. τm = 60 000/80 000 = 0,75 MPa; τmax = 1,5·τm = 1,125 MPa (≈ 1,13); a y = 100 mm: τ = 1,125·(1 − 4·100²/400²) = 0,84 MPa. Con Jourawski: S = 100·(200² − 100²) = 3,0·10⁶ mm³, I = 1,0667·10⁹ mm⁴, τ = 60 000·3,0·10⁶/(1,0667·10⁹·200) = 0,84 MPa
- Problema 2. h ≥ 1,5·V/(b·τamm) = 1,5·90 000/(250·1,5) = 360 mm. Con h = 360 mm: τmax = 1,5·90 000/(250·360) = 1,50 MPa, uguale al limite
- Problema 3. S = 100·60·30 = 180 000 mm³, I = 100·120³/12 = 14,4·10⁶ mm⁴; q = 4000·180 000/14,4·10⁶ = 50 N/mm; τ = q/b = 0,50 MPa; p ≤ 1500/50 = 30 mm
- Problema 4. A = π·150² = 70 686 mm²; τm = 1,41 MPa; τmax = (4/3)·τm = 1,89 MPa, in G (sull’asse neutro, sul diametro orizzontale)
- Problema 5. Il lembo è libero: sul piano orizzontale del lembo non agiscono forze tangenziali, quindi τ’ = 0. Per la reciprocità τ = τ’, perciò anche la τ verticale della sezione, nel punto del lembo, è nulla. Il taglio V è trasmesso dalle τ degli strati sottostanti: la parabola passa da 0 ai lembi a 1,5·V/A in G
Riepilogo dei concetti chiave
- La tensione tangenziale τ giace nel piano della sezione, è generata dal taglio V e ha per risultante V; si misura in MPa = N/mm². La media è τm = V/A
- Scorrimento: γ = δ/h, legge elastica τ = G·γ, con G = E/(2(1 + ν)). Le tensioni di scorrimento sono le τ sui piani longitudinali: impediscono lo scivolamento di strati sovrapposti
- Reciprocità: le τ su piani perpendicolari sono uguali (τ = τ’) e convergono in due spigoli opposti. Sui lembi liberi e negli spigoli le τ sono nulle
- Variazione lungo la sezione: dall’equilibrio del concio, τ·b·dx = dN = dM·S/I; con dM = V·dx si ottiene la formula di Jourawski
- τ(y) = V·S(y) / (I·b(y)), con S momento statico della parte oltre la corda rispetto all’asse neutro; flusso di taglio q = τ·b = V·S/I (N/mm)
- Rettangolo: S(y) = (b/2)(h²/4 − y²), τ parabolica, nulla ai lembi, massima in G: τmax = 1,5·V/A
- Altre sezioni: cerchio pieno τmax = (4/3)·V/A, tubo sottile τmax = 2·V/A; sezioni con b variabile (T, doppio T) hanno salti di τ e il taglio è portato dall’anima
- Giunzioni: chiodi, bulloni o saldature trasmettono q; passo p ≤ R/q. Se V varia, p varia
- Limiti: τ costante sulla corda è approssimata; V per il centro di taglio; σ e τ si verificano separatamente (massimi in punti diversi); resistenze e coefficienti da verificare sul testo vigente