Esiste un paradosso silenzioso al cuore dell’industria delle costruzioni italiana: ogni anno, la sola Emilia-Romagna genera oltre 180.000 tonnellate di pannelli in cartongesso da demolizione, materiale tecnicamente riciclabile al 100% ma che nel 94% dei casi finisce ancora in discarica, classificato come rifiuto speciale non pericoloso. Un destino che potrebbe presto cambiare, grazie a una filiera sperimentale avviata nel 2025 da un consorzio tra l’Università di Bologna, l’impianto di trattamento HERA di Ferrara e il polo cementiero Italcementi di Castel Mediano.
Il meccanismo è sorprendentemente lineare nella sua logica circolare. Il cartongesso demolito viene separato meccanicamente dalla carta di rivestimento — essa stessa avviata alla produzione di carta riciclata — e il nucleo di solfato di calcio biidrato (CaSO₄·2H₂O), comunemente noto come gesso, viene macinato e deumidificato a 120°C per ottenere solfato di calcio anidro. Questo composto, iniettato nel forno rotativo del cementificio in sostituzione parziale del gesso naturale estratto in cava, assolve alla stessa funzione tecnica: regolare il tempo di presa del clinker, impedendo la presa flash del cemento Portland.
Il dato che cambia la prospettiva industriale è preciso: ogni tonnellata di gesso riciclato dal cartongesso demolito evita l’estrazione di 0,87 tonnellate di gesso vergine e riduce le emissioni di CO₂ associate al ciclo produttivo del cemento di circa 42 chilogrammi, secondo le misurazioni Life Cycle Assessment condotte dal DICAM dell’ateneo bolognese e pubblicate nel settembre 2026 sulla rivista Resources, Conservation and Recycling. Applicata all’intera regione, la sostituzione anche solo del 30% del gesso naturale impiegato nei cementifici emiliani genererebbe un risparmio equivalente a 23.000 tonnellate di CO₂ all’anno — la stessa quantità assorbita da circa 1,1 milioni di alberi adulti.
La sfida attuale non è tecnica ma logistica: la raccolta differenziata del cartongesso dai cantieri di demolizione richiede un sistema capillare di tracciabilità dei rifiuti che oggi manca. Il consorzio sta lavorando con i Comuni capoluogo per introdurre apposite aree di conferimento nei centri di raccolta, accompagnate da incentivi fiscali per le imprese edili che separano i flussi in cantiere. Un protocollo pilota partirà nei prossimi mesi nei Comuni colpiti dall’alluvione del 2023, dove la sostituzione massiva degli intonaci ha creato una disponibilità di materiale dismesso senza precedenti.
Nell’economia circolare, il confine tra rifiuto e risorsa è spesso solo una questione di temperatura, di macinazione, e di coraggio industriale.
Foto di Pablo Fernandez su Pexels
#Sostenibilita #SviluppoSostenibile #GreenLife #ViviGreen #EconomiaCircolare #Cartongesso #Cemento #RicicloEdilizia #EmiliaRomagna #MaterialiSostenibili #Costruzioni #ZeroWaste #Decarbonizzazione
