La realtà virtuale come strumento di valutazione del comfort negli edifici educativi
Progettare ambienti scolastici confortevoli è una priorità che tocca la salute, il benessere e le prestazioni cognitive di studenti e docenti. Eppure la valutazione del comfort ambientale interno — visivo, termico, acustico, della qualità dell’aria — avviene spesso in modo frammentario e tardivo, quando le decisioni progettuali sono già irreversibili. Una scoping review pubblicata nel 2026 sulla rivista Architectural Engineering and Design Management (Hiyasat et al., DOI: 10.1080/17452007.2026.2747384) ha mappato sistematicamente come la realtà virtuale (VR) sia stata impiegata tra il 2014 e il 2024 per affrontare questo problema negli edifici educativi.
Che tipo di studio è e come è stato condotto
Si tratta di una scoping review, condotta seguendo la metodologia del Joanna Briggs Institute (JBI). Questo tipo di revisione non ha come obiettivo primario la sintesi quantitativa dei risultati — come farebbe una meta-analisi — ma la mappatura sistematica dell’estensione, della varietà e delle lacune della letteratura esistente su un tema. È uno strumento utile per orientare la ricerca futura e identificare dove la base di evidenze è solida e dove invece è carente.
Gli autori hanno interrogato quattro banche dati scientifiche — Scopus, Web of Science, IEEE Xplore e ScienceDirect — recuperando in totale 4.669 record. Dopo la rimozione di 1.113 duplicati e la selezione per titolo e abstract, sono stati valutati nel testo completo 85 articoli. Di questi, 28 studi empirici pubblicati nel decennio 2014-2024 sono stati inclusi nell’analisi finale.
Quali dimensioni del comfort sono state studiate
La review ha classificato gli studi in base alle dimensioni del comfort ambientale interno (IEQ, Indoor Environmental Quality) affrontate. La distribuzione emersa è la seguente, in ordine decrescente di frequenza:
- Comfort visivo: la dimensione più spesso indagata
- Comfort generale
- Comfort spaziale
- Comfort acustico
- Comfort termico
- Qualità dell’aria interna (IAQ): la dimensione meno rappresentata
Un dato rilevante emerso dall’analisi tematica è che il comfort visivo, pur essendo il più frequentemente citato, risulta spesso trattato in modo superficiale negli studi inclusi. Al contrario, il comfort spaziale e il design biofilico — ovvero l’integrazione di elementi naturali negli ambienti costruiti — hanno ricevuto un’attenzione più approfondita, pur essendo meno numericamente presenti. Comfort termico e qualità dell’aria rappresentano invece lacune significative nella letteratura esaminata.
Come viene usata la realtà virtuale negli studi analizzati
Circa la metà degli studi inclusi ha adottato approcci di valutazione ibridi, combinando misurazioni soggettive — tipicamente questionari e scale di valutazione auto-riportate dai partecipanti — con misurazioni oggettive. La realtà virtuale emerge non come sostituto della valutazione in-situ, ma come strumento complementare, utile in tre contesti specifici: la valutazione post-occupancy, il coinvolgimento degli stakeholder nel processo decisionale, e la valutazione preliminare di scenari progettuali o di retrofit prima che vengano realizzati fisicamente.
Gli autori sottolineano che questo posizionamento della VR come decision-support tool distingue la presente review da sintesi precedenti, le quali si concentravano su tecnologie immersive in senso più ampio, su analisi bibliometriche, o su singole dimensioni del comfort.
Limiti e lacune identificate
La review identifica esplicitamente alcune criticità che riducono la trasferibilità dei risultati degli studi esaminati:
- Scarsa diversità della popolazione campionata: i partecipanti agli studi non rappresentano adeguatamente la varietà degli utenti reali degli edifici scolastici.
- Mancanza di standardizzazione nella reportistica: la disomogeneità nei metodi di descrizione e rendicontazione rende difficile il confronto tra studi.
- Validazione limitata rispetto alle condizioni reali: molti studi non verificano in modo sistematico se le valutazioni effettuate in ambiente virtuale corrispondano a quelle che si otterrebbero nell’edificio fisico.
- Copertura insufficiente di IAQ e comfort termico: due dimensioni critiche per la salute negli ambienti scolastici restano sottorappresentate nella ricerca con VR.
Questi limiti non invalidano il potenziale dello strumento, ma indicano chiaramente le direzioni in cui la ricerca deve maturare prima che la VR possa essere adottata come standard affidabile nella pratica professionale.
Implicazioni per la progettazione
Per i progettisti e i tecnici che lavorano su edifici scolastici, i risultati di questa review suggeriscono che la VR può già oggi offrire un contributo utile nelle fasi di consultazione con committenti e utenti, nonché nella valutazione comparativa di soluzioni di retrofit. Tuttavia, l’assenza di protocolli condivisi e la validazione ancora incompleta rispetto ai contesti reali impongono cautela nell’attribuire ai risultati ottenuti in ambiente virtuale lo stesso peso di una misurazione diretta.
Chi ha finanziato lo studio
I metadati della pubblicazione non riportano alcun finanziatore. Questo non significa necessariamente che la ricerca sia stata condotta senza fondi: molte riviste scientifiche non espongono questa informazione nei metadati indicizzati. Non è quindi possibile, sulla base delle informazioni disponibili, valutare l’eventuale presenza di interessi economici legati ai risultati dello studio.
Fonte
Rund Hiyasat, Alyazia Alameri, Alreem Almemari, Lindita Bande, Laurens Luyten (2026). Managing indoor comfort through virtual reality: a scoping review of post-occupancy design evaluation in educational buildings. Architectural Engineering and Design Management. DOI: 10.1080/17452007.2026.2747384
Finanziamento: i metadati della pubblicazione non riportano un finanziatore. L’assenza del dato non implica assenza di finanziamento.
Questo articolo sintetizza uno studio peer-reviewed. Tutti i dati riportati provengono dalla pubblicazione originale, consultabile al DOI indicato.
Foto di Vitaly Gariev su Pexels
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