Tipologie Edilizie e Tipologie Residenziali
Dalla singola cellula abitativa al tessuto urbano: come si aggregano gli alloggi in edifici, come la forma dell’edificio dialoga con l’energia, l’orientamento e l’ombra.
Dalla cellula abitativa al tessuto urbano
La lezione precedente (J1) ha fissato le dimensioni minime che rendono abitabile e accessibile un singolo alloggio. Questa lezione cambia scala di osservazione: non più il singolo vano, ma come più alloggi si aggregano in un edificio, e come l’edificio stesso si colloca nel territorio e dialoga con il sole.
Affrontiamo quattro temi concatenati: gli usi che un territorio ammette di insediare (il quadro regolatore comunale), le tipologie edilizie residenziali ricorrenti (come si aggregano gli alloggi), il legame tra la forma dell’edificio e il suo comportamento energetico, e infine l’orientamento, le aperture e l’ombreggiamento come strumenti di progetto che derivano direttamente da quella forma.
Usi insediabili sul territorio: il quadro regolatore
Prima di progettare un edificio, occorre sapere che cosa un’area del territorio ammette di ospitare: è la funzione del regolamento edilizio comunale, integrato dallo strumento urbanistico generale.
Il Regolamento Edilizio vigente del Comune di Savona non contiene, nel proprio testo, una sezione dedicata a “usi insediabili” né una definizione autonoma di questo termine: rimanda sistematicamente al PUC — Piano Urbanistico Comunale per la classificazione operativa degli usi ammissibili su ciascun lotto, limitandosi a richiamare la destinazione d’uso come dato rilevante (per esempio nel calcolo del carico urbanistico o nel certificato di destinazione urbanistica).
Al di là del caso specifico di Savona, la struttura con cui i regolamenti edilizi comunali italiani distinguono tipicamente le destinazioni d’uso del territorio è questa — da intendere come schema didattico generale, non come citazione di una norma specifica:
| Destinazione d’uso | Esempio |
|---|---|
| Residenziale | abitazioni, residenze collettive |
| Produttiva / artigianale | laboratori, piccola industria |
| Commerciale | negozi, centri commerciali |
| Direzionale / terziaria | uffici, studi professionali |
| Turistico-ricettiva | hotel, strutture extra-alberghiere |
| Agricola | fabbricati rurali, agriturismi |
| Servizi / interesse pubblico | scuole, attrezzature sanitarie |
Casa isolata
La tipologia più semplice: un’unità abitativa su un lotto autonomo, con affacci liberi su tutti e quattro i lati.
- Vantaggi: massima libertà progettuale, privacy, affaccio e illuminazione su ogni fronte
- Svantaggi: densità edilizia bassa, consumo di suolo elevato, perimetro disperdente alto rispetto al volume (fattore di forma S/V sfavorevole, tavola 09)
- Costi: più elevati per unità abitativa, per le maggiori superfici di involucro e di urbanizzazione
Casa a schiera
Unità abitative affiancate, ciascuna su pianta stretta e profonda (larghezza indicativa 3-5,4 m), con pareti laterali in comune.
- Vantaggi: economicità costruttiva (pareti laterali condivise), riduzione delle dispersioni sulle fiancate, privacy verticale simile alla casa isolata, giardino privato
- Svantaggi: orientamento vincolato prevalentemente su un solo asse (il fronte strada), nessun affaccio laterale per le unità intermedie
Case in linea
Edificio plurifamiliare in cui un vano scala (o scala più ballatoio) distribuisce da 1 a 3 alloggi per piano, lungo un corpo di fabbrica continuo.
- Vantaggi: massima economicità per l’edilizia plurifamiliare diffusa, buon equilibrio tra densità e qualità abitativa
- Svantaggi: con 3 alloggi per piano la ventilazione trasversale diventa critica per l’alloggio centrale, privo di doppio affaccio
- Sottotipi ricorrenti: a stecca (corpo rettilineo), a catena (corpi concatenati), a corte, a “virgola”
Case a blocco o a corte
Variante della casa in linea in cui più corpi di fabbrica si aggregano a chiudere, in tutto o in parte, uno spazio collettivo interno.
- Vantaggi: spazio collettivo protetto e filtrato dal traffico esterno, utile per socialità e microclima interno
- Svantaggi: perimetro disperdente maggiore rispetto a una linea compatta, illuminazione e aerazione dei fronti interni più difficili da garantire
Case a torre
Edificio compatto in pianta e sviluppato in altezza, con un unico nucleo centrale di scala e ascensore che distribuisce più alloggi per piano (tipicamente attorno a 4).
- Vantaggi: densità elevata su impronta di suolo minima, affacci multipli per ogni alloggio
- Svantaggi: fattore di forma S/V mediocre (il perimetro disperdente cresce con l’altezza), costi costruttivi e impiantistici elevati (ascensore, strutture in elevazione)
Tabella comparativa delle tipologie residenziali
Le cinque tipologie viste nelle tavole 03-07, confrontate sui criteri principali:
| Tipologia | Densità | S/V tipico | Affacci | Costo/unità |
|---|---|---|---|---|
| Isolata | bassa | alto (dispersivo) | 4 lati | elevato |
| A schiera | media | medio-basso | 2 lati (fronte/retro) | contenuto |
| In linea | media-alta | basso (compatto) | 2 lati, critico al centro | contenuto |
| A blocco/corte | alta | medio | esterno + corte interna | medio |
| A torre | molto alta | medio-alto | multipli | elevato (impianti) |
Rapporto forma-energia: il fattore di forma S/V
Il fattore di forma S/V è il rapporto tra la superficie dell’involucro disperdente (verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati) e il volume riscaldato dell’edificio.
È il parametro geometrico che, a parità di trasmittanza U dei singoli elementi (il concetto visto nelle tavole I1-I2 su pareti e materiali isolanti), determina quanta superficie disperdente “serve” ciascun metro cubo di volume riscaldato: a parità di U, un edificio con S/V alto perde più calore per unità di volume rispetto a uno con S/V basso.
La conseguenza progettuale è diretta: a parità di superficie abitabile, le tipologie compatte (in linea, a blocco) tendono a un S/V più favorevole delle tipologie isolate o a torre, perché concentrano il volume riscaldato dietro una superficie di involucro relativamente minore.
Esempio applicativo: confronto S/V tra tipologie
Un confronto semplificato, a parità di volume riscaldato (1000 m³), tra una casa isolata e un corpo in linea con lo stesso volume complessivo:
| Tipologia | Superficie disperdente stimata | S/V stimato |
|---|---|---|
| Casa isolata (10×10×10 m) | 4 pareti (400 m²) + copertura (100 m²) + basamento (100 m²) = 600 m² | 0,60 1/m |
| Corpo in linea, 1 unità intermedia (stesso volume, pareti laterali in comune) | solo pareti fronte/retro + copertura + basamento, pareti laterali escluse dal calcolo | inferiore a 0,60 1/m |
L’orientamento dell’alloggio e dell’edificio
A parità di forma e di involucro, l’orientamento rispetto ai punti cardinali cambia radicalmente il comportamento energetico e il benessere interno di un alloggio.
| Orientamento | Caratteristiche |
|---|---|
| Sud | massimo guadagno solare invernale (sole basso, raggi che penetrano in profondità); orientamento più facile da schermare d’estate, perché il sole è alto (tavola 13) |
| Nord | scarsa radiazione diretta; da riservare a vani di servizio o spazi “filtro” termico, non ai locali principali |
| Est / Ovest | apporto luminoso utile ma sole basso e radente nelle ore di punta (mattina/pomeriggio); più difficile da schermare con semplici aggetti orizzontali |
Le aperture in facciata: classificazione per movimento dell’anta
Il modo in cui un’anta si muove per aprirsi determina tenuta, ingombro e uso del serramento. Le principali tipologie riconosciute nella terminologia tecnica italiana:
| Tipo di apertura | Movimento dell’anta | Uso tipico |
|---|---|---|
| A battente | rotazione su cardini verticali laterali, verso interno o esterno | finestre e porte, la più diffusa |
| A bilico | rotazione su un asse centrale (orizzontale o verticale): l’anta sporge sia all’interno che all’esterno | grandi vetrate, lucernari |
| Scorrevole (traslante) | traslazione orizzontale su binari paralleli | spazi ridotti, grandi vetrate panoramiche |
| A libro (pieghevole) | ripiegamento a pacchetto laterale, come una fisarmonica | ampie luci da aprire completamente (verande, terrazzi) |
| A vasistas (a ribalta) | rotazione sull’asse orizzontale inferiore, apertura verso l’interno dall’alto | ventilazione controllata, bagni e locali tecnici |
| Oscillo-battente | doppio funzionamento: battente (asse verticale) o vasistas (asse orizzontale), selezionabile con la maniglia | la più diffusa nei serramenti residenziali italiani moderni |
| A saliscendi (guillotine) | traslazione verticale su binari laterali | edifici storici, finestre a ghigliottina |
| Basculante | rotazione su asse orizzontale con sporgenza verso l’esterno | vetrine, aperture di grande luce |
L’ombreggiamento
La schermatura solare efficace non è un dispositivo unico valido per ogni facciata: dipende dalla combinazione di altezza solare e azimut, che varia per stagione e per orientamento.
- Aggetti orizzontali (sporti, balconi, pensiline): efficaci sulle facciate sud nelle ore centrali del giorno, quando il sole è alto — la dimensione dell’aggetto si dimensiona sull’angolo di altezza solare critico
- Frangisole verticali: necessari sulle facciate est/ovest, dove il sole è basso ma con azimut laterale marcato — un aggetto orizzontale da solo non intercetta questi raggi
- Principio generale: nessun dispositivo fisso è universalmente efficace; la soluzione ottimale spesso combina aggetto orizzontale (sud) e schermo verticale (est/ovest)
- Altri dispositivi: tende, persiane, brise-soleil, vegetazione e pergole — integrazioni flessibili e stagionali ai dispositivi fissi
Autovalutazione
Quattro problemi per verificare la comprensione degli argomenti della lezione.
Un edificio a pianta quadrata ha lato 10 m e altezza 9 m (3 piani di 3 m). Calcolare la superficie disperdente totale (4 pareti perimetrali + copertura + basamento) e il volume riscaldato, quindi il fattore di forma S/V. Confrontare il risultato con le soglie di riferimento citate nella tavola 09.
Confrontare qualitativamente il fattore S/V di una casa isolata e di una casa a schiera a parità di volume complessivo, motivando la risposta con le caratteristiche tipologiche viste nelle tavole 03-04.
Un soggiorno è orientato a ovest. Scegliere la schermatura solare più efficace tra aggetto orizzontale e frangisole verticale, motivando la scelta in base all’andamento dell’altezza e dell’azimut solare nelle ore pomeridiane.
Descrivere il movimento dell’anta in un serramento oscillo-battente e indicare in quale situazione conviene usare la modalità “a vasistas” rispetto alla modalità “a battente”.
Riepilogo dei concetti chiave
- Gli usi insediabili ammissibili su un lotto derivano dal piano urbanistico comunale (PUC), richiamato dal regolamento edilizio — non sempre il regolamento edilizio stesso elenca direttamente le categorie d’uso
- Le cinque tipologie residenziali — casa isolata, a schiera, in linea, a blocco/corte, a torre — si distinguono per densità, affacci e fattore di forma S/V, non solo per l’altezza dell’edificio
- Il fattore di forma S/V (superficie disperdente / volume riscaldato) lega la geometria complessiva dell’edificio alle sue dispersioni termiche, collegandosi ai concetti di trasmittanza U visti nelle tavole I1-I2
- Tipologie compatte (in linea, a blocco) tendono a un S/V più favorevole delle tipologie isolate o a torre, a parità di volume riscaldato
- L’orientamento sud è preferenziale per il guadagno solare invernale ed è anche il più facile da schermare in estate; l’orientamento nord va riservato ai vani di servizio
- La classificazione delle finestre per movimento dell’anta — battente, bilico, scorrevole, a libro, vasistas, oscillo-battente, saliscendi, basculante — descrive come si apre il serramento, non solo il suo materiale o la sua forma
- Aggetti orizzontali schermano bene il sole alto (facciate sud); frangisole verticali schermano meglio il sole basso e laterale (facciate est/ovest)
- A differenza delle soglie dimensionali di J1, molti dei criteri di questa lezione (orientamento, ombreggiamento, tipologia) sono principi di buona pratica progettuale, non prescrizioni di legge: una distinzione da mantenere sempre chiara