Riusare l’acqua trattata negli edifici universitari: dal laboratorio alla classe
Il riuso delle acque reflue trattate negli edifici istituzionali è una delle strategie candidate a ridurre il prelievo di acqua potabile nei contesti urbani. Tuttavia, la letteratura scientifica su questo tema ha finora sofferto di un limite metodologico rilevante: la maggior parte degli studi valuta l’accettazione sociale attraverso scenari ipotetici, senza che i partecipanti abbiano mai interagito con un sistema reale. Uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Cleaner Production affronta esplicitamente questo gap, collocando l’esperimento in un contesto operativo autentico.
Il disegno sperimentale: un living lab in quattro ambienti
La ricerca, condotta da Ana Maria Barreiros, Iola Pinto, Alexandra Rodrigues e Maria Idália Gomes, adotta un approccio definito living lab: un sistema di riuso idrico realmente funzionante all’interno di edifici universitari, monitorato in condizioni operative continuative per un anno. Si tratta, dunque, di uno studio osservazionale condotto in ambiente reale, non di un esperimento controllato in laboratorio.
Quattro tipologie di ambienti didattici sono state comparate:
- Aula verde (GR): soluzione nature-based con piante vive irrigate con acque reflue trattate (TWW) o con acqua potabile (DW);
- Aula biofila (BDR): presenza di immagini della natura, senza piante reali;
- Due aule neutre (NR): prive di elementi biofilici, utilizzate come controllo.
Questo schema permette di isolare variabili distinte: l’effetto della presenza fisica delle piante, il tipo di acqua utilizzata per l’irrigazione e l’influenza di elementi visivi della natura privi di componente vegetale reale.
La crescita delle piante: analisi non invasiva basata su immagini
La crescita vegetale è stata monitorata per dodici mesi attraverso un’analisi non invasiva basata su immagini, utilizzando come indicatore l’area fogliare proiettata. Il metodo evita alterazioni alle piante e consente un monitoraggio continuo senza interferire con le condizioni ambientali delle aule.
I risultati indicano che le acque reflue trattate hanno supportato la crescita delle piante a livelli comparabili all’acqua potabile nella maggior parte delle specie, senza effetti avversi osservati. Una sola specie, Scindapsus aureus, ha mostrato una crescita significativamente maggiore in presenza di acque reflue trattate rispetto all’acqua potabile (p = 0,006). Gli autori non attribuiscono a questo dato un’interpretazione definitiva, e il dettaglio meccanicistico non viene sviluppato nell’abstract.
L’accettazione sociale: il questionario PAWR
Il versante sociologico dell’indagine si basa su un questionario somministrato a 186 studenti, utilizzando l’indice PAWR (Perception and Acceptance of Water Reuse). La coerenza interna dello strumento è stata verificata con un coefficiente di Cronbach pari a 0,878, valore che indica un’affidabilità elevata della scala.
Il punteggio medio dell’indice PAWR rilevato è stato di 3,9 ± 0,5, segnalando un’accettazione generalmente alta del riuso idrico tra il campione esaminato. Va sottolineato che si tratta di un questionario auto-riportato, con i limiti che questa tipologia di strumento comporta: le risposte riflettono percezioni dichiarate, non comportamenti effettivi misurati.
Tra i fattori associati a una maggiore accettazione emerge la formazione accademica legata all’acqua: gli studenti con background disciplinare in questo ambito hanno mostrato punteggi più favorevoli. L’ambiente fisico dell’aula ha avuto un’influenza limitata sull’accettazione complessiva, anche se nell’aula verde le risposte sono risultate più favorevoli per specifiche applicazioni del riuso idrico.
Un framework socio-tecnico trasferibile
Il contributo metodologico dello studio risiede nell’integrazione simultanea di due componenti — monitoraggio tecnico della performance del sistema e analisi comportamentale degli utenti — all’interno di un contesto operativo reale. Gli autori propongono questo approccio come un framework socio-tecnico trasferibile per la valutazione di sistemi di riuso idrico in edifici istituzionali.
Per i progettisti e i decisori che operano nel settore degli edifici universitari o pubblici, lo studio suggerisce che le acque reflue trattate possono sostenere l’irrigazione di verde interno senza compromettere la crescita vegetale, e che l’accettazione degli utenti è misurabile e generalmente favorevole in un contesto di esposizione reale. Tuttavia, la dimensione del campione (186 studenti, in un singolo contesto istituzionale) e la natura osservazionale dello studio invitano alla cautela nella generalizzazione dei risultati.
L’elemento distintivo di questo lavoro rispetto alla letteratura precedente è l’ancoraggio a condizioni operative reali: l’accettazione non viene valutata in astratto, ma da parte di utenti che frequentano quotidianamente gli spazi con il sistema attivo.
Implicazioni per la progettazione circolare
Lo studio si inserisce nel dibattito sulle strategie circolari per la gestione dell’acqua negli edifici, con particolare attenzione alle istituzioni di istruzione superiore. L’uso di acque reflue trattate per l’irrigazione di verde interno rappresenta un’applicazione a basso rischio percepito che può contribuire alla conservazione delle risorse idropotabili. Il framework proposto potrebbe guidare future sperimentazioni in contesti istituzionali differenti, purché adattato alle specificità locali normative, climatiche e socioculturali.
Chi ha finanziato lo studio
I metadati della pubblicazione indicano come finanziatori il Civil Engineering Research and Innovation for Sustainability e l’Instituto Politécnico de Lisboa. Si tratta di un centro di ricerca nel campo dell’ingegneria civile e di un istituto di istruzione superiore pubblico portoghese. Non risultano soggetti privati con interessi commerciali diretti nei settori coinvolti dallo studio. Il lettore può considerare questi finanziatori come istituzioni accademiche e di ricerca pubbliche, senza conflitti di interesse commerciale evidenti rispetto all’oggetto della ricerca.
Fonte
Ana Maria Barreiros, Iola Pinto, Alexandra Rodrigues, Maria Idália Gomes (2026). A living lab approach to urban water reuse: Coupling plant growth monitoring and social acceptance in university buildings. Journal of Cleaner Production. DOI: 10.1016/j.jclepro.2026.149254 — accesso aperto
Finanziamento dichiarato: Civil Engineering Research and Innovation for Sustainability; Instituto Politécnico de Lisboa
Questo articolo sintetizza uno studio peer-reviewed. Tutti i dati riportati provengono dalla pubblicazione originale, consultabile al DOI indicato.
Foto di Oliver Hung su Pexels
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