Il problema: una spiritualità curricolare ancora troppo implicita
In Malaysia, i programmi nazionali per la scuola dell’infanzia includono esplicitamente obiettivi legati ai valori e all’educazione del carattere. Tuttavia, secondo gli autori di questo studio pubblicato su Discover Education nel 2026, la spiritualità nella pratica quotidiana delle aule prescolari rimane spesso implicita, ritualistica e scarsamente collegata alle esperienze vissute dai bambini — in particolare rispetto all’apprendimento basato sulla natura.
Per colmare questa lacuna, il gruppo di ricerca composto da Liau Eva, Abdul Halim Masnan e Tee Ying Qin ha proposto lo sviluppo di un modulo didattico denominato Nature Loving Education Teaching (NLET), pensato per sostenere lo sviluppo spirituale dei bambini in età prescolare attraverso un contatto significativo con l’ambiente naturale.
Come viene definita la spiritualità in questo contesto
Un aspetto metodologicamente rilevante dello studio riguarda la definizione operativa adottata. Gli autori precisano che la spiritualità non viene intesa come istruzione religiosa, bensì come l’insieme delle esperienze dei bambini di meraviglia (awe), connessione e costruzione di significato. Si tratta dunque di una concettualizzazione universale e non confessionale, potenzialmente trasferibile in contesti educativi differenti.
Questa scelta teorica si appoggia su quattro riferimenti espliciti:
- La teoria dell’apprendimento costruttivista, che pone il bambino come costruttore attivo di conoscenza;
- L’ipotesi della biofilia, secondo cui gli esseri umani hanno una predisposizione innata ad affiliarsi con gli organismi viventi;
- La Faith Development Theory di Fowler, che descrive stadi progressivi nello sviluppo della fede e del senso di significato;
- La Spiritual Child Theory di Miller, che concettualizza la spiritualità come dimensione naturale dello sviluppo infantile.
La Nature Loving Education è posizionata dagli autori come un framework pedagogico orientato ai valori, fondato sulla letteratura peer-reviewed sulla connessione con la natura e sulla spiritualità nella prima infanzia. Gli autori stessi la descrivono come un quadro provvisorio che richiede un’indagine sistematica.
Il disegno della ricerca: un approccio DDR in tre fasi
Lo studio adotta una metodologia di Design and Development Research (DDR), articolata in tre fasi distinte. È importante sottolineare che il presente articolo descrive un framework concettuale in costruzione, non i risultati di una sperimentazione empirica completata.
Le fasi previste sono:
- Analisi dei bisogni: rivolta a un campione selezionato per scopo (purposive sample) composto da 100 insegnanti prescolari e 7 genitori, coinvolti tramite questionario o raccolta strutturata di dati (la tipologia esatta dello strumento non è dettagliata nell’abstract);
- Progettazione e sviluppo: basata sul Fuzzy Delphi Method, applicato a un panel di 11 esperti per raggiungere un consenso di tipo matematico sui contenuti e gli indicatori del modulo;
- Implementazione e valutazione: fase descritta nel framework ma non ancora condotta al momento della pubblicazione.
Le tre dimensioni della spiritualità infantile — meraviglia/stupore, connessione e costruzione di significato — vengono tradotte in indicatori osservabili e sviluppalmente appropriati, da rilevare durante esperienze di apprendimento nella natura. Questa operazionalizzazione rappresenta uno degli apporti metodologici più concreti del lavoro.
Limiti dichiarati e status dell’evidenza
Lo studio si configura come una proposta concettuale e metodologica, non come un esperimento controllato né come uno studio osservazionale con risultati misurati. Gli autori stessi riconoscono che il framework necessita di validazione empirica futura. Il Fuzzy Delphi Method produce un consenso tra esperti — strumento utile nelle fasi di sviluppo di moduli didattici — ma non sostituisce la misurazione degli effetti su bambini reali in contesti scolastici.
Il campione della fase di analisi dei bisogni è volutamente orientato al contesto malaysiano, il che limita la generalizzabilità diretta dei risultati ad altri sistemi educativi nazionali, incluso quello italiano.
Rilevanza per la progettazione di spazi educativi
Per chi si occupa di progettazione di ambienti per l’infanzia, questo studio offre un riferimento teorico utile per inquadrare le scelte pedagogiche che motivano la progettazione di spazi a contatto con la natura. Il framework NLET suggerisce che l’efficacia di tali spazi non risiede solo nella presenza fisica di elementi naturali, ma nella qualità delle interazioni guidate che l’ambiente rende possibili. La dimensione della meraviglia, della connessione e del significato richiede una mediazione educativa intenzionale, non si produce automaticamente.
Chi ha finanziato lo studio
I metadati della pubblicazione non riportano alcun finanziatore. Questo non significa che lo studio sia stato condotto senza finanziamenti: molte riviste non espongono questo dato nei metadati indicizzati. Non è possibile dedurre o ipotizzare l’origine del supporto economico sulla base delle informazioni disponibili.
Fonte
Liau Eva, Abdul Halim Masnan, Tee Ying Qin (2026). A conceptual framework for developing a nature loving education teaching module to foster spirituality in young children. Discover Education. DOI: 10.1007/s44217-026-02035-2 — accesso aperto
Finanziamento: i metadati della pubblicazione non riportano un finanziatore. L’assenza del dato non implica assenza di finanziamento.
Questo articolo sintetizza uno studio peer-reviewed. Tutti i dati riportati provengono dalla pubblicazione originale, consultabile al DOI indicato.
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