1.2 DAL PIANO ALLA STRATEGIA NAZIONALE DEL VERDE URBANO

Piano nazionale

Sebbene nella Legge 10 si parli di “Piano”, non si tratta evidentemente di un piano territoriale propriamente detto, in quanto non ha un impatto diretto sul territorio, ma stabilisce i criteri cui devono attenersi e le modalità con cui devono agire le amministrazioni interessate alla redazione di autentici piani territoriali (per i contenuti specifici, in particolar modo Comuni e Aree metropolitane).

Non è configurabile nemmeno come un
programma in quanto non programma di per sé azioni con uno specifico contenuto applicativo e non prevede finanziamenti per la loro realizzazione. Pertanto il Comitato ha scelto di investire sulla redazione di una STRATEGIA nazionale del verde urbano.

Intesa con la conferenza unificata
La STRATEGIA viene proposta dal Comitato, d’intesa con la Conferenza Unificata, allo scopo di definire, alla scala nazionale, il quadro di riferimento sullo specifico tema del verde per le Amministrazioni cui compete pianificare il territorio.

Tale quadro di riferimento discende dagli impegni della Comunità globale per la sostenibilità (vedasi in particolare gli obiettivi di sviluppo sostenibile che si si riferiscono alla pianificazione territoriale e la loro “traduzione” nelle strategie e nei piani d’azione a livello internazionale europeo e nazionale).

Criteri e linee guida

Il contenuto specifico della STRATEGIA è rappresentato da CRITERI E LINEE GUIDA per la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori conurbazioni e di filari alberati lungo le strade, per consentire un adeguamento dell’edilizia e delle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca la riqualificazione degli edifici, anche attraverso il rinverdimento delle pareti e dei lastrici solari, la creazione di giardini e orti e il miglioramento degli spazi.

I criteri e gli indirizzi fissati a livello nazionale nella STRATEGIA implicano dunque azioni da realizzare, che hanno contenuto pianificatorio, al livello territoriale più adeguato. La competenza a pianificare può essere regionale (laddove sia il piano paesaggistico regionale a stabilire quali ambiti territoriali sono deputati ad accogliere, ad esempio, aree verdi permanenti intorno alle città), oppure, a seconda dei casi, metropolitana o comunale. Al Comune compete, in ogni caso, la realizzazione materiale delle azioni da porre in essere e la predisposizione dei relativi meccanismi.

Coerenza con quanto previsto dagli articoli 5 e 6

Il contenuto degli articoli 5 e 6 a cui rimanda l’Art.3, comma 2c della legge 10 con i quali la proposta di piano deve essere coerente sono relativi a “Modifica alla legge 27 dicembre 1997, n. 449, e dunque ‘Contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, convenzioni con soggetti pubblici o privati, contributi dell’utenza per i servizi pubblici non essenziali e misure di incentivazione della produttività (Art. 5)” e “Promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani (Art. 6)”. Entrambi gli articoli richiamati definiscono meccanismi per le iniziative di regioni, province e comuni.

Rapporto STRATEGIA – VAS

La valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalità di assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica.

La valutazione ambientale di piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull’ambiente ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione, dell’adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.

(Art. 4. Finalità del CODICE DELL’AMBIENTE – Titolo I – PRINCIPI GENERALI PER LE PROCEDURE DI VIA, DI VAS E PER LA VALUTAZIONE D’INCIDENZA E L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE).

All’adozione della STRATEGIA non consegue una attività antropica con un impatto diretto sull’ambiente, bensì ulteriori azioni di pianificazione territoriale. Il contenuto di indirizzo implica che vada esclusa dalla procedura di VAS. Occorre riflettere se includere nella STRATEGIA l’indicazione di sottoporre a VAS il PIANO COMUNALE DEL VERDE ed eventuali criteri da considerare nei rapporti ambientali per la valutazione ambientale strategica di tali piani.