Cortili e biofilico: un modello per valutare la sostenibilità integrata

courtyard biophilic architecture sustainable

Un vuoto metodologico nel dibattito sull’architettura sostenibile

Il cortile e il design biofilico sono due temi che la ricerca ha affrontato separatamente con risultati documentati sul piano della sostenibilità ambientale, del benessere degli occupanti e della qualità architettonica. Eppure la loro integrazione, intesa come oggetto di valutazione sistematica e congiunta, non ha ancora ricevuto un’attenzione scientifica adeguata. Non esiste, allo stato attuale, alcun framework consolidato in grado di misurare il contributo combinato di queste due componenti alla sostenibilità dell’edificio. È questa la lacuna che uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Architecture (DOI: 10.3390/architecture6030128), a firma di Elantary, si propone di colmare.

Natura dello studio: un framework concettuale, non uno strumento validato

È importante chiarire subito cosa questo studio è e cosa non è. Non si tratta di un esperimento controllato, di uno studio osservazionale su edifici reali, né di una sperimentazione empirica con campioni misurati. Si tratta di una proposta concettuale: gli autori costruiscono un framework teorico di valutazione, fondato sulla sintesi della letteratura esistente su architettura dei cortili, design biofilico, psicologia ambientale e analisi decisionale multi-criterio. Il paper stesso dichiara esplicitamente che il framework proposto non costituisce uno strumento di valutazione validato, ma una fondazione concettuale per future calibrazioni empiriche e sperimentazioni.

Questo limite è dichiarato con chiarezza dagli autori stessi e non va sottovalutato: le potenzialità descritte nel modello restano, a oggi, ipotesi strutturate, non misurazioni verificate su casi reali.

Il modello MIVES come ossatura metodologica

Il framework si basa sul modello MIVES (Integrated Value Model for Sustainability Assessment), un approccio multi-criterio già impiegato in ambito ingegneristico e architettonico per valutare la sostenibilità di soluzioni costruttive attraverso strutture gerarchiche di requisiti, criteri e indicatori.

Applicato all’integrazione cortile-biofilico, il modello adotta una struttura articolata su quattro aree principali:

Il framework incorpora inoltre strategie preliminari di ponderazione e concetti di funzione-valore, strumenti che consentono di integrare dimensioni di prestazione eterogenee all’interno di una struttura valutativa unitaria.

Perché l’integrazione cortile-biofilico merita un approccio dedicato

Il punto di partenza teorico dello studio è la constatazione che cortili e design biofilico condividono obiettivi simili — migliorare la relazione tra spazio costruito e natura, favorire il benessere degli occupanti, ridurre l’impatto ambientale — ma che le metodologie di valutazione disponibili li trattano in modo separato e parziale. Un progettista che voglia valutare quanto un cortile biofilico contribuisce alla sostenibilità complessiva di un edificio non dispone oggi di uno strumento unificato: deve attingere a metriche diverse, spesso non confrontabili.

Il framework proposto ambisce a offrire una risposta a questa frammentazione, costruendo una struttura in cui le diverse dimensioni della prestazione possano essere lette in modo integrato e comparativo. L’obiettivo dichiarato è supportare valutazioni più olistiche in contesti climatici e culturali diversificati.

Implicazioni per la progettazione: potenziale e cautele

Per un progettista o un valutatore, questo studio offre un vocabolario strutturato e una proposta metodologica utile come punto di partenza per sviluppare protocolli di valutazione più rigorosi. Tuttavia, alcune cautele sono necessarie:

Lo studio apre quindi una direzione di ricerca, non la chiude. La sua utilità immediata è più epistemica che operativa: fornisce una mappa concettuale per ricercatori e progettisti che vogliano affrontare in modo sistematico la valutazione dell’integrazione tra spazio a corte e natura.

Chi ha finanziato lo studio

I metadati della pubblicazione non riportano alcun finanziatore. È necessario precisare che questo non significa che lo studio sia stato condotto senza finanziamenti: molte riviste scientifiche non espongono questo dato nei metadati indicizzati. Non è possibile, sulla base delle informazioni disponibili, identificare né escludere soggetti finanziatori, né valutarne la natura pubblica o privata.

Fonte

Elantary (2026). A MIVES-Based Multi-Criteria Framework for Assessing Courtyard–Biophilic Integration in Sustainable Architecture. Architecture. DOI: 10.3390/architecture6030128

Finanziamento: i metadati della pubblicazione non riportano un finanziatore. L’assenza del dato non implica assenza di finanziamento.

Questo articolo sintetizza uno studio peer-reviewed. Tutti i dati riportati provengono dalla pubblicazione originale, consultabile al DOI indicato.

Foto di Francesco Ungaro su Pexels

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