UNEP Emissions Gap Report 2025: il pianeta è ancora “fuori bersaglio”

Nel novembre 2025 il United Nations Environment Programme (UNEP) ha pubblicato la sedicesima edizione dell’Emissions Gap Report, uno dei documenti scientifici più importanti al mondo sul cambiamento climatico. Il titolo del rapporto è già di per sé eloquente: “Off Target”, cioè “fuori bersaglio”. Il messaggio centrale è chiaro: nonostante i progressi tecnologici e l’aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, il mondo non sta ancora riducendo le emissioni abbastanza velocemente per rispettare gli obiettivi climatici fissati dall’Accordo di Parigi.

Secondo il rapporto, anche se tutti gli attuali impegni climatici dei governi venissero pienamente rispettati, la temperatura media globale aumenterebbe comunque tra 2,3 °C e 2,5 °C entro la fine del secolo. Con le politiche realmente in vigore oggi, il pianeta potrebbe invece raggiungere circa 2,8 °C di riscaldamento globale. Si tratta di valori molto superiori all’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 °C, considerato dalla comunità scientifica la soglia oltre la quale aumentano drasticamente i rischi climatici globali.

Che cos’è l’“emissions gap”

Il concetto di “emissions gap” indica la distanza tra:

In altre parole, il rapporto misura quanto siamo lontani dalla traiettoria necessaria per evitare gli scenari climatici più pericolosi.

L’UNEP evidenzia che per mantenere il riscaldamento globale vicino a 1,5 °C le emissioni mondiali dovrebbero diminuire del 55% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2019. Per restare sotto i 2 °C servirebbe comunque una riduzione del 35%.

Questi numeri mostrano quanto la finestra temporale per intervenire si stia rapidamente restringendo.

Il fallimento parziale degli impegni climatici

Uno degli aspetti più preoccupanti del rapporto riguarda le cosiddette NDC (Nationally Determined Contributions), cioè gli impegni climatici presentati dai singoli Paesi nell’ambito dell’Accordo di Parigi.

L’UNEP sottolinea che i nuovi impegni climatici hanno migliorato solo marginalmente le previsioni rispetto agli anni precedenti. Secondo il rapporto, gran parte del lieve miglioramento deriva addirittura da aggiornamenti metodologici nei modelli climatici e non da reali riduzioni delle emissioni.

In sostanza, la comunità internazionale continua a promettere molto più di quanto riesca concretamente a realizzare.

Perché il superamento di 1,5 °C è così importante

Il rapporto afferma che il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C appare ormai molto probabile entro il prossimo decennio.

Questo non significa automaticamente collasso globale immediato, ma implica un forte aumento dei rischi:

Ogni frazione di grado aggiuntiva comporta impatti economici, sanitari ed ecologici molto più gravi. Lo stesso rapporto insiste sul fatto che anche limitare il superamento temporaneo della soglia può ridurre enormemente i danni futuri.

Le responsabilità globali

Il rapporto evidenzia anche le profonde disuguaglianze climatiche del pianeta.

Le economie più industrializzate e i grandi Paesi emergenti producono la maggior parte delle emissioni globali, mentre molte delle popolazioni più vulnerabili subiscono gli effetti climatici pur avendo contribuito poco alla crisi.

Questo tema collega il cambiamento climatico alla giustizia sociale e alla governance internazionale:

Secondo l’UNEP, senza un massiccio aumento dei finanziamenti climatici internazionali sarà impossibile accelerare la transizione ecologica globale.

Le energie rinnovabili: il lato positivo del rapporto

Nonostante il tono molto severo, il documento contiene anche elementi di speranza.

L’UNEP riconosce che:

Per la prima volta nel 2025 le energie rinnovabili hanno superato il carbone come principale fonte mondiale di produzione elettrica.

Ciò dimostra che la transizione energetica non è più soltanto una prospettiva teorica, ma una trasformazione economica e tecnologica già in corso.

Il problema non è quindi l’assenza di soluzioni tecniche, bensì la velocità politica ed economica con cui vengono applicate.

Il ruolo dell’IPCC

Molte delle analisi contenute nel rapporto UNEP si basano sulle valutazioni scientifiche dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale che studia il cambiamento climatico.

L’IPCC coordina migliaia di scienziati di tutto il mondo e produce i rapporti scientifici che costituiscono il riferimento globale per le politiche climatiche internazionali. Le sue valutazioni confermano che il riscaldamento globale attuale è causato principalmente dalle attività umane, soprattutto dalla combustione di combustibili fossili.

Una crisi climatica ma anche economica e politica

L’Emissions Gap Report 2025 mostra chiaramente che la crisi climatica non è soltanto un problema ambientale. È anche:

Il rapporto mette in evidenza il grande paradosso del nostro tempo: le tecnologie necessarie per ridurre le emissioni esistono già, ma il sistema politico internazionale procede troppo lentamente rispetto alla velocità dei cambiamenti climatici.

La sfida del XXI secolo non sarà soltanto produrre energia pulita, ma trasformare profondamente i modelli economici e sociali che hanno sostenuto la crescita industriale degli ultimi due secoli.

Il rapporto UNEP 2025 rappresenta uno dei più importanti avvertimenti scientifici degli ultimi anni. Il mondo ha ancora la possibilità di limitare gli scenari climatici più estremi, ma il tempo disponibile si sta rapidamente riducendo.

Il documento mostra che:

Il cambiamento climatico non appartiene più al futuro: è il contesto storico, economico e ambientale nel quale l’umanità sta già vivendo.

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