5.3 LA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

LA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

Una delle iniziative di maggiore impatto collettivo volta a testimoniare come il culto e il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un popolo è la celebrazione della “Giornata
nazionale degli alberi”.

Istituita dalla legge 14 gennaio 2013, n. 10, essa è celebrata, il 21 novembre di ogni anno, mediante iniziative di educazione ambientale volte alle scuole di ogni ordine e grado, alle università e agli istituti di istruzione superiore, a cura del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca e con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Dedicata ad uno specifico tema di rilevante valore etico, culturale e sociale, diverso ogni anno, essa si prefigge di stimolare nelle giovani generazioni, attraverso una maggiore conoscenza del sistema albero e del sistema bosco, un comportamento quotidiano sostenibile al fine della conservazione delle biodiversità, venendo a impedire sul nascere la cultura negativa della distruzione e del disinteresse verso il patrimonio naturale che spesso è alla base di tanti scempi ambientali e dello stesso fenomeno degli incendi.

Al centro di questa iniziativa la conservazione della diversità biologica come elemento fondamentale per raggiungere un sano equilibrio tra comunità umane, ambiente naturale e agricoltura, attraverso una maggiore conoscenza dei prodotti dei boschi e degli alberi da frutto.

La “Giornata nazionale degli alberi” ha radici nell’antica “Festa dell’albero” la cui celebrazione, svoltasi per la prima volta in Italia nel 1898 a opera dello statista Guido Baccelli, fu resa obbligatoria per tutti i comuni del Regno dal R.D. del 2 febbraio 1902. Riconosciuta la sua valenza educativa, il R.D. n. 3267/1923 “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”, provvide alla sua efinitiva istituzione.

Celebrata a livello nazionale con regolarità fino al 1979, successivamente ha conosciuto un interesse più frammentario e discontinuo. A dare nuovo impulso alle iniziative è stato il Decreto interministeriale del 4 agosto 2000, i cui contenuti poi a distanza di tredici anni sono stati confermati dalla legge n. 10/2013 e dal suo specifico decreto attuativo 31 maggio 2016 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Tra le iniziative di educazione ambientale quella di maggiore concretezza è, come nel passato, la messa a dimora di piantine da parte degli istituti scolastici in aree pubbliche. Il decreto del 2016 ne definisce i criteri e le modalità operative, evidenziando l’importanza che un approccio progettuale riveste anche per quest’ambito.

Secondo il decreto, le piantine che le istituzioni scolastiche dovranno mettere a dimora in occasione della celebrazione afferiscono a specie autoctone, e se da frutto a varietà tradizionali dell’ambiente italiano; sono preferibilmente di provenienza locale e possono essere messe a disposizione anche dai vivai forestali regionali.

Esse dovranno essere scelte congiuntamente ai Carabinieri forestali giurisdizionalmente competenti o dai Carabinieri forestali dei Reparti Biodiversità nell’ambito di percorsi di educazione ambientale condotti in collaborazione con dette istituzioni scolastiche o da un esperto forestale incaricato dalla istituzione scolastica o dal comune.

Gli stessi soggetti si occuperanno anche di suggerire il più opportuno sito d’impianto che potrà essere o nelle pertinenze dell’istituto o, in caso di oggettive difficoltà a reperire spazi idonei al suo interno, in alternative aree idonee di proprietà pubblica.

Nella scelta progettuale di piantagione, si considereranno il numero di piante da mettere a dimora nell’anno o per un certo numero di anni, le esigenze edafiche e climatiche delle specie, tenendo sempre conto dei futuri ingombri dell’albero in crescita. Particolare cura si presterà nella preparazione del sito d’impianto in termini di adeguata ampiezza della buca, di ammendanti e di irrigazione ove necessitino. Chi gestisce l’area dovrà curare la manutenzione e l’eventuale irrigazione periodica necessarie ad assicurare l’attecchimento e il successivo sviluppo della pianta.

I Carabinieri forestali giurisdizionalmente competenti vigileranno sui siti al fine di salvaguardare il nuovo impianto e garantire ai cittadini la fruibilità in sicurezza dei nuovi spazi verdi. Se così condotta, l’iniziativa, che nel tempo ha mantenuto inalterato il valore delle sue finalità istitutive, rappresenta un importante strumento per creare una coscienza ecologica nelle generazioni future, poste di fronte a problemi ed emergenze ambientali sempre nuovi e su scala globale.

La necessità di educare la popolazione al rispetto degli alberi, anche attraverso una celebrazione, si concretizzò per la prima volta in alcuni stati del Nord America intorno alla seconda metà dell’800 quando, in conseguenza di spaventose inondazioni, larga parte del territorio fu interessata da disastrosi disboscamenti.

Per creare una coscienza ecologica nella popolazione e per accrescere, così, anche il patrimonio forestale del proprio paese, nel 1872, il Governatore dello Stato del Nebraska, Sterling Morton, pensò di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi. Quel giorno fu chiamato Arbor day e la sua risonanza giunse anche in Europa dove trovò molti estimatori che diffusero l’iniziativa. La prima “Festa dell’Albero” celebrata in Italia risale al 1898 per iniziativa dallo statista Guido Baccelli, allora Ministro della Pubblica Istruzione.

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