L’EDUCAZIONE AMBIENTALE E LA SENSIBILIZZAZIONE DEI CITTADINI
Pur se in ambito educativo un consistente passo avanti è stato compiuto rispetto al recente passato e la
coscienza ambientale è in fase di affermazione, ciò che si può evidenziare, anche da osservazioni dirette, è che
la coscienza collettiva nei confronti del patrimonio arboreo, fatte le dovute eccezioni, non è ancora
sufficientemente matura e alto è ancora il livello di non conoscenza a riguardo persino delle elementari nozioni
tecniche e scientifiche relative allo stesso.
Lo scarso grado di approfondimento tecnico, associato a volte a una sensibilità per molte ragioni non coltivata e a volte ad un interesse alla tutela del bene spinto quasi ai limiti della radicalità, se da un lato può tradursi per parte della collettività in un atteggiamento di scarso riconoscimento dei benefici assicurati dalla presenza degli alberi dall’altro può rappresentare, soprattutto in fase decisionale e operativa, momento di disturbo nei confronti di chi è competente e responsabile della gestione del patrimonio arboreo.
Diverse sono le sfumature che caratterizzano il nostro rapporto con gli alberi:
- rapporto equilibrato e consapevole che si esprime in una buona disponibilità alla cura degli alberi in termini di tempo e di risorse e che appartiene ad un ancora esiguo numero di persone;
- atteggiamento di curiosità da parte di alcune persone, per lo più adulte, che per recuperare il tempo perduto e saperne di più sulla tematica, accolgono con interesse le iniziative formative di vario tipo offerte da laboratori di educazione ambientale;
- atteggiamento di indifferenza, purtroppo riscontrabile in maniera generalizzata. E’ evidente e forse comprensibile che il cittadino medio, sempre più occupato nel quotidiano in impegni di vario tipo, non offre niente di più che un occhiata distratta al verde che lo circonda;
- senso di intolleranza, tanto più tangibile nelle grandi città dove lo spazio a disposizione è ridotto, manifestato in varie forme, alcune delle quali oltre il lecito (richieste di abbattimento, controversie fra vicini, atti di vandalismo, abbattimenti non autorizzati) e per i più diversi motivi (es. frutti che cadono, foglie che sporcano, non documentate allergie, ombreggiamento non gradito);
- atteggiamenti radicali di «conservazione ad ogni costo». Si pensi alle forme di contestazione tenacemente protratte (es. incatenamento agli alberi) da parte di chi per “amore degli stessi” non si rende conto tuttavia della necessità di una loro sostituzione per motivi di sicurezza o per sopraggiunta senescenza e deperienza degli alberi.
Da quanto sopra delineato, si evidenzia come, nell’ambito di ogni strategia di sviluppo del verde e relativa
pianificazione a livello locale, sia necessario ed urgente predisporre un intervento educativo massiccio, a largo
raggio e su più livelli (primo fra i quali quello dei bambini), mediante azioni mirate e differenziate a seconda
dei soggetti, che perseguano i seguenti fini:
- recuperare un più equilibrato rapporto con la natura, riaccostandosi al verde del proprio vivere quotidiano, non più con occhi distratti, bensì con una maggiore consapevolezza del suo valore, non solo ambientale ma anche storico, culturale, economico e sociale;
- favorire lo sviluppo di una “cultura dell’albero” come strumento per acquisire sensibilità rispetto ai problemi ambientali e coscienza che la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse passa, prima di tutto, attraverso una maggiore conoscenza e l’acquisizione di comportamenti individuali corretti;
- far conoscere alla collettività le condizioni in cui versa molto spesso il verde urbano che ci circonda, quale sia il livello di sicurezza e di efficienza ecologica assicurato dalle alberature che lo costituiscono, quali siano le pratiche di coltivazione, gli strumenti normativi e gli aspetti procedurali per una corretta gestione e fruizione sia del verde pubblico che di quello privato, costituiscono aspetti strumentali al raggiungimento dell’obiettivo concreto, che è quello del miglioramento del verde delle nostre città e di conseguenza della qualità della nostra vita.
Le campagna educativa riguardante lo specifico argomento dovrebbe essere attuata attraverso iniziative
promosse a livello nazionale, regionale e comunale e che vedono la partecipazione delle competenti istituzioni,
ordini professionali e associazioni ambientaliste. A titolo di esempio:
- Realizzazione di opuscoli esplicativi e di audiovisivi che trattino in modo semplice e chiaro, ma non
per questo meno approfondito, gli argomenti più tecnici e pratici relativi ad esempio alla cura degli
alberi, alle tecniche di impianto, alle distanze legali, alle potature, alle procedure amministrative per
ottenere l’autorizzazione all’abbattimento etc., da divulgare in occasione di manifestazioni di settore o
da inserire nel web. Manca infatti un sito istituzionale, non solo a livello nazionale, che tratti
l’argomento relativo all’arboricoltura. Panorama assai differente rispetto a ciò che accade in altri paesi
del mondo notoriamente più evoluti per quanto attiene la specifica materia: molti, di gran qualità e
utilità sono i siti dedicati dalle istituzioni governative di altre nazioni. - Incontri di aggiornamento per gli insegnanti e laboratori progettuali presso le scuole. Sarebbe
auspicabile che l’argomento venisse affrontato nell’ambito dei programmi educativi delle scuole in
modo organico e sistematico, attraverso una serie di incontri di aggiornamento multi-disciplinari rivolti
agli insegnanti. Fornire agli stessi strumenti scientifici e tecnici attraverso i quali poter improntare
laboratori didattici per gli studenti rappresenta un momento educativo fondamentale che va oltre la
sporadica iniziativa di educazione ambientale pur auspicabile. - Incontri di aggiornamento con gli enti gestori del verde pubblico, in particolare con quelli
sprovvisti di adeguate figure tecnico-professionali. - Potenziamento delle iniziative relative alla festa dell’albero. Le giornate del 21 novembre stabilite
per legge dovrebbero essere dedicate a tale festeggiamento in tutte le realtà territoriali attraverso un più
attivo coinvolgimento delle scuole. Allo scopo si rende necessaria una maggiore pubblicizzazione delle
iniziative, una specifica formazione del personale chiamato a presenziare le cerimonie, una maggiore
disponibilità di materiale vivaistico adatto. - Promozione di visite guidate a giardini e parchi cittadini o a zone di particolare interesse botanico
rivolte alla cittadinanza. - Coinvolgimento del cittadino nella rete di monitoraggio urbano attraverso la predisposizione di
sistemi di allerta e segnalazione di eventi legati alla gestione del verde.


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