La presente STRATEGIA si inserisce in un contesto sociale, culturale, politico e legislativo complesso e maturo, che ne individua i principi base e gli orientamenti strategici di riferimento. A scala europea e internazionale si registra da tempo per i sistemi urbani un forte aumento di abitanti e di superficie essenzialmente sottratta ai sistemi agricoli e naturali.
Per conseguenza, alle diverse tipologie di verde urbano che si richiedono maggiori servizi per mitigare gli effetti delle sostanze inquinanti e, in particolare per mitigare gli effetti dell’isola di calore e del cambiamento climatico.

Questi maggiori servizi devono divenire l’elemento polarizzante per la definizione di nuove policy pubbliche, orientate ad assecondare e a sfruttare l’azione del capitale naturale, governandone gli effetti più immediati (incidenza sulla spesa sanitaria e sociale per morbilità e mortalità legate alla qualità dell’aria, interessanti spazi occupazionali per prestatori adeguatamente qualificati, riduzione e risparmio di spesa pubblica attraverso attente azioni di intervento sul territorio, anche mediante l’attivazione di equilibrate situazioni di partenariato) anche ispirate a logiche di responsabilità sociale e di
impresa.
Per raggiungere questi obiettivi, è emersa chiaramente nel corso dell’edizione degli “Stati generali del Verde Urbano”, l’esigenza di ridurre le aree asfaltate, aumentare la superficie da destinare a nuovi modelli strutturali e funzionali di particolare valore ecologico e adottare le “foreste urbane”, come riferimento per la pianificazione e la progettazione dei diversi sistemi di verde urbano.
Questa è la visione al centro della presente STRATEGIA, che si potrà realizzare adottando nuove nature based solutions, quali ad esempio le Green Infrastucture definite e promosse con una propria strategia europea, che si richiama comunque, e allo stesso tempo prende le mosse, dalla Strategia europea per la biodiversità.
Questa nuova visione rigorosamente legata alla conoscenza qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici si potrà adottare tramite la promozione e valorizzazione delle infrastrutture verdi e, più in generale, della resilienza urbana.
Si tratta di una visione trasversale che informa le politiche e gli orientamenti strategici in diversi campi: ambiente (uso efficiente della risorsa suolo, controllo deflusso idrico superficiale e dissesto idrogeologico, etc.), biodiversità (tutela della flora, della vegetazione e della fauna e recupero degli ecosistemi degradati, etc.), cambiamenti climatici (mitigazione e adattamento), agricoltura e foreste, coesione territoriale (EEA, 2011).
Per inquadrare la presente STRATEGIA nel più ampio contesto di riferimento normativo e strategico internazionale, europeo e nazionale viene qui presentata una sintetica rassegna dei principali documenti di riferimento e in particolare tiene conto di quanto elaborato dalla FAO in termini di foreste urbane (World Forum on Urban Forest, Mantova 2018).
Alla scala internazionale le Nazioni Unite dedicano uno degli obiettivi di sviluppo sostenibilità alle città (11. Città e comunità sostenibili) e in più targets, anche relativi ad altri obiettivi richiamano il verde urbano e le sue funzioni e la necessità di integrare i valori della Biodiversità nella pianificazione anche di livello locale.
Coerentemente con essi, la Convenzione perla Biodiversità delle Nazioni Unite incoraggia le Parti e i governi locali e subnazionali ad incorporare nella pianificazione urbana e periurbana elementi relativi alla biodiversità, comprese le infrastrutture verdi (Decisione XII/9). Le Nazioni Unite, inoltre, hanno recentemente incluso tra gli obiettivi per città più resilienti e inclusive “l’assicurare spazi verdi sicuri e accessibili” entro il 2030 (UN Sustainable development goals, 2015) e anche la New Urban Agenda adottata a Quito, Ecuador, nel 2016 promuove lo sviluppo di città con spazi pubblici e verdi di qualità (UN Habitat III, 2017).
Alla scala europea diverse Comunicazioni della Commissione europea su foreste, capitale naturale, infrastrutture verdi e consumo di suolo (COM (2006); COM (2011); COM (2013)) offrono importanti elementi di indirizzo di riferimento per le politiche in tema di gestione sostenibile delle risorse naturali e semi-naturali anche nei contesti più antropizzati.
Si sottolinea l’importanza della strategia sulla biodiversità al 2020 che nel target 2 dedicato all’esigenza di “Ripristinare e mantenere gli ecosistemi e i relativi servizi” evidenzia l’esigenza ripresa nell’obiettivo 2di “preservare e valorizzare entro il 2020 gli ecosistemi e i relativi servizi mediante l’infrastruttura verde e il ripristino di almeno il 15% degli ecosistemi degradati”, incorporando l’infrastruttura verde e, più in generale, le nature based solutions nella pianificazione del territorio (COM (2011) 244).
Da qui il ruolo del verde per esempio nella rigenerazione urbana e nel recupero delle aree
marginali.
Anche nel nostro Paese si è andata nel tempo recente costruendo una cornice politica e normativa attenta ai temi del verde nelle sue molteplici applicazioni. La Strategia Nazionale per la Biodiversità – adottata dalla Conferenza Stato – Regioni il 7 ottobre 2010, per esempio, include tra le sue 15 Aree di lavoro quelle sulle “Aree urbane” che sono chiamate a contrastare la perdita e la degradazione degli habitat integrando nei piani di governo del territorio i piani di gestione del verde. Nel set degli indicatori di monitoraggio della Strategia per la suddetta area di lavoro è stato inserito l’indicatore di risposta “Presenza di piano comunale del verde”.
Anche l’area di lavoro n. 5 “Foreste” riconosce il ruolo importante per la biodiversità sia dei boschi urbani sia di quelli associati alle colture agrarie (come ad esempio i boschi periurbani). Nel 2013 entra in vigore in Italia la Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”2 che rappresenta, ad oggi, l’unico riferimento normativo nazionale in tema di verde urbano, sia pubblico che privato. La legge 10/2013 colma un vuoto legislativo in materia di verde alla scala urbana e restituisce alle amministrazioni comunali e agli enti territoriali competenti importanti responsabilità in materia di gestione e pianificazione degli spazi verdi per il miglioramento della qualità della vita nelle città, e anche in materia di tutela degli alberi monumentali (art. 7), già ritenuti finalmente meritevoli di dichiarazione di notevole interesse pubblico grazie ad una modifica al Codice dei beni culturali e del paesaggio3.
È sulla scia della legge 10/2013 e dalle attività condotte dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico che si colloca la presente STRATEGIA (art. 3), con l’obiettivo di definire criteri e linee guida per la realizzazione di sistemi verdi multifunzionali per città più resilienti.
Alla presente STRATEGIA interessano gli indirizzi contenuti nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici che prevede tra le azioni specifiche di medio-lungo periodo l’aumento della connettività territoriale e delle infrastrutture verdi per ridurre gli impatti da isole di calore, precipitazioni intense e inondazioni negli insediamenti urbani (PNACC, 2017).
A livello regionale, il quadro si fa ovviamente troppo composito ed eterogeneo per poterne dare conto in questa sede. Si rimanda per una disamina delle varie Leggi regionali vigenti alla Relazione 2015 inviata dal Comitato per il verde al Parlamento (Relazione 2015).
Il “combinato disposto” di questo corpus di documenti ufficiali di indirizzo e di orientamenti legislativi ha generato e sta generando nel mondo accademico e nella società civile una ricca gamma di attività di ricerca, di iniziative di promozione culturale e di divulgazione che sono espressione di una crescente presa di consapevolezza del ruolo del verde e della biodiversità urbana per la qualità della vita.
Tutto ciò è stato ripreso recentemente nella 1° Relazione sul Capitale Naturale dedicato in particolare anche alla situazione dei sistemi urbani, dal Decreto Minniti per le problematiche connesse alla sicurezza e dalla Rete NATURA2000 che ha al proprio interno
diverse “Aree di Protezione Speciale” nei sistemi urbani e indirettamente anche al recente decreto dedicato alla tutela e gestione delle foreste (Decreto legislativo 3/4/2018 n 34, testo unico in materia di foreste e filiere forestali).
In conclusione, la breve e non esaustiva rassegna politico-normativa di riferimento della presente STRATEGIA conferma l’urgenza e la necessità di adottare anche nel nostro Paese politiche idonee ed efficaci in materia di resilienza urbana e di investire nella realizzazione di sistemi verdi multifunzionali in modo che i Comuni possano attivare al più presto la fase di pianificazione e di realizzazione di questi importanti sistemi verdi integrati e connessi in termini funzionali e strutturali.

