Sollecitazioni e Azioni Interne
1.2 G1 — PCI, classe terza CAT

Sollecitazioni e Azioni Interne

Cosa succede dentro una trave: sforzo normale, taglio e momento flettente, il loro calcolo, il loro andamento e i diagrammi che li rappresentano.

Materia — Progettazione, Costruzione e Impianti Indirizzo — CAT, Costruzioni Ambiente e Territorio Durata — 2 ore
F sezione S V N M A B
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Dalle reazioni alle sollecitazioni interne

Nelle tavole F1 e F2 abbiamo imparato a calcolare le reazioni vincolari: le forze che i vincoli, esterni e interni, esercitano su un elemento strutturale in equilibrio.

Conoscere le reazioni non basta però a progettare l’elemento: bisogna sapere anche cosa succede al suo interno, sezione per sezione, sotto l’effetto combinato dei carichi applicati e delle reazioni stesse. È l’oggetto di questa tavola: le sollecitazioni o azioni interne, il primo passo indispensabile verso il dimensionamento delle sezioni resistenti, che affronteremo nelle prossime unità.

02

Il metodo delle sezioni

Per “vedere” l’interno di una trave si immagina di tagliarla idealmente con una sezione trasversale S, in un punto qualsiasi del suo sviluppo, dividendola in due parti: quella a sinistra della sezione e quella a destra.

Prima del taglio, ciascuna delle due parti era in equilibrio grazie anche alle forze che l’altra parte le trasmetteva attraverso la sezione. Tagliata idealmente la trave, per mantenere l’equilibrio di ciascuna parte occorre allora sostituire l’azione della parte soppressa con un sistema di forze equivalente, applicato nel baricentro della sezione: sono proprio queste forze — uguali e contrarie sulle due facce della sezione, per il principio di azione e reazione — le azioni interne.

Le azioni interne non sono altro che le reazioni vincolari di un vincolo “interno” immaginario, posto nella sezione S: lo stesso principio già visto per la cerniera interna nella tavola F2, applicato qui a una sezione qualsiasi, non solo ai punti di cerniera.
03

Le tre azioni interne: N, V, M

Nel caso più generale, il sistema di forze che le due parti si scambiano attraverso una sezione piana si scompone in tre componenti significative, riferite alla sezione stessa:

Sforzo normale N

Componente perpendicolare alla sezione, diretta lungo l’asse dell’elemento: allunga o accorcia la fibra baricentrica.

trazione o compressione

Taglio V

Componente contenuta nel piano della sezione: tende a far scorrere una parte rispetto all’altra, perpendicolarmente all’asse.

scorrimento trasversale

Momento flettente M

Momento della coppia di forze, nel piano dell’elemento: flette l’asse, tendendo le fibre da un lato e comprimendole dall’altro.

flessione
Quando il piano dei carichi non contiene l’asse dell’elemento compare anche una quarta azione interna, il momento torcente Mt, che fa ruotare la sezione attorno all’asse. In questa tavola ci concentriamo sul caso più comune — carichi complanari con l’asse — e torniamo brevemente sulla torsione nella tavola 16.
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Convenzione dei segni: sforzo normale e taglio

Per confrontare e sommare le azioni interne serve una convenzione di segno condivisa, coerente con quella già usata per puntoni e tiranti nella tavola F2.

AzionePositivaNegativa
Sforzo normale Ndi trazione (allunga la fibra)di compressione (accorcia la fibra)
Taglio Vle due facce tendono a ruotare l’elementino in senso orariorotazione antioraria dell’elementino
Un modo pratico per ricordare il segno del taglio: guardando la sezione con la parte di sinistra della trave a sinistra dell’osservatore, il taglio è positivo se la parte di sinistra tende a scorrere verso l’alto rispetto a quella di destra.
05

Convenzione dei segni: il momento flettente

Il momento flettente si giudica dal suo effetto sulle fibre dell’elemento: quali fibre tende, quali comprime.

fibre inferiori tese M positivo
convenzione: il momento flettente è positivo quando tende le fibre inferiori (concavità dell’asse verso l’alto)
Con questa convenzione — la stessa adottata nel testo di riferimento — il momento è negativo quando tende invece le fibre superiori, cioè quando la concavità dell’asse deformato è rivolta verso il basso. È la convenzione che useremo nei casi notevoli della tavola 10 e 11, e in tutti gli esercizi che seguono.
06

Calcolo delle azioni interne: il valore

Il valore delle azioni interne in una sezione di ascissa z si calcola imponendo l’equilibrio di una sola delle due parti in cui la sezione divide l’elemento — quella che coinvolge meno forze, di solito.

Indicando con Σp la somma delle forze che precedono la sezione (la parte a sinistra) e con Σs la somma di quelle che la seguono (la parte a destra), le azioni interne in una sezione valgono, equivalentemente:

Nz = Σp Z
Vz = Σp Y
Mz = Σp M
Dove Z e Y indicano rispettivamente le componenti delle forze parallela e perpendicolare all’asse dell’elemento, e Mz è il momento delle sole forze a sinistra della sezione, calcolato rispetto alla sezione stessa. Il risultato non cambia se si usano le forze a destra (Σs) con il segno coerente: è un’utile verifica incrociata.
07

Andamento delle azioni interne lungo l’asse

La forma del diagramma di N, V e M in un tratto dipende dal tipo di carico presente in quel tratto: tra taglio e carico distribuito, e tra momento e taglio, esistono relazioni dirette.

Carico nel trattoAndamento di N e VAndamento di M
nessun caricocostantelineare
carico distribuito costante qV lineareparabolico (2° grado)
carico concentrato PV con un salto pari a Plinea spezzata (cambio di pendenza)
Vale in generale la relazione differenziale dM/dz = V: il taglio è la derivata del momento rispetto all’ascissa z. Ne segue che il momento ha un massimo o un minimo relativo proprio nelle sezioni dove il taglio si annulla — la sezione di taglio nullo, che ritroveremo negli esercizi della tavola 13.
08

I diagrammi delle azioni interne

Il modo più efficace per rappresentare N, V e M lungo tutto l’elemento è il diagramma: un grafico che riporta, in scala e tratto per tratto, il valore dell’azione interna in funzione dell’ascissa z.

Si calcolano i valori dell’azione interna alle sezioni significative di ogni tratto (gli estremi, i punti di applicazione dei carichi, le sezioni di vincolo) e li si riporta perpendicolarmente all’asse, con una convenzione grafica fissa per tutta la trave — ad esempio i valori positivi sempre riportati verso l’alto. Congiungendo i punti secondo l’andamento previsto dalla tavola 07 (rette per carichi nulli o costanti, parabole per carichi distribuiti) si ottiene il diagramma completo.

Un diagramma corretto è anche uno strumento di verifica: i valori agli estremi di ogni tratto devono raccordarsi con quelli del tratto adiacente, salvo le discontinuità previste nella tavola 09.
09

Discontinuità e simmetria nei diagrammi

Alcune regole generali, valide per qualunque elemento inflesso, aiutano a controllare la correttezza di un diagramma.

Il diagramma del taglio presenta una discontinuità — un salto verticale — in ogni sezione dove è applicato un carico concentrato P (comprese le sezioni di vincolo, dove agiscono le reazioni): il taglio passa bruscamente da un valore Vs nel tratto di sinistra a un valore Vd nel tratto di destra, con:

|Vs| + |Vd| = P

Allo stesso modo, il diagramma del momento flettente presenta una discontinuità nelle sezioni dove è applicato un momento concentrato (tipicamente le sezioni di incastro), con |Ms| + |Md| pari al momento applicato.

Negli elementi simmetrici (geometria e carichi simmetrici rispetto a un asse), il diagramma del momento è simmetrico, mentre quello del taglio è parasimmetrico: nelle sezioni equidistanti dall’asse di simmetria il taglio ha lo stesso modulo ma verso opposto. È una scorciatoia preziosa, già usata nella tavola F2 per archi e travi Gerber simmetriche.
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Casi notevoli: la mensola

Per una mensola (trave a sbalzo, incastrata a un estremo e libera all’altro) soggetta a carichi verticali rivolti verso il basso, valgono alcune regole ricorrenti:

  • Taglio V e momento M sono entrambi massimi in valore assoluto nella sezione di incastro
  • Il momento M è sempre negativo: sono tese le fibre superiori, coerentemente con la convenzione della tavola 05
  • Con un solo carico concentrato P all’estremo libero, a distanza l dall’incastro: V è costante e pari a P su tutta la mensola, M cresce linearmente da 0 (estremo libero) a −Pl (incastro)
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Casi notevoli: la trave appoggiata

Per una trave semplicemente appoggiata (cerniera e carrello agli estremi) soggetta a carichi verticali rivolti verso il basso, valgono regole altrettanto ricorrenti:

  • Il taglio V è massimo in valore assoluto sugli appoggi
  • Il momento M è massimo in campata, non agli appoggi
  • Il momento M è sempre positivo: sono tese le fibre inferiori
  • Con un carico distribuito uniforme q su tutta la luce l: il taglio è lineare (da +ql/2 a −ql/2), il momento è parabolico, massimo in mezzeria con valore ql²/8
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Esercizi di riepilogo: trave simmetrica con carichi concentrati

Una trave AB, appoggiata agli estremi (luce 4l), riceve tre carichi concentrati P uguali, applicati simmetricamente nei punti C, D, E a distanza l l’uno dall’altro. Per simmetria, le reazioni valgono subito YA = YB = 3P/2. In assenza di forze parallele all’asse, lo sforzo normale è nullo su tutta la trave.

Facendo coincidere l’origine dell’ascissa z con l’inizio di ciascun tratto:

TrattoTaglio VzMomento Mz
AC+1,5P (costante)+1,5P·z — da 0 in A a +1,5Pl in C
CD+1,5P − P = +0,5P (costante)da +1,5Pl in C a +2Pl in D
DE, EBper simmetria, speculari a CD e ACper simmetria, speculari a CD e AC
Il taglio salta di −P in corrispondenza di ciascun carico concentrato (C, D, E), esattamente come previsto dalla regola della tavola 09; il momento massimo si ha nei punti D ed E, dove il taglio è più vicino ad annullarsi.
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Esercizi di riepilogo: trave simmetrica con carichi distribuiti

Una trave CD, appoggiata in A e B (a 1,20 m dagli estremi C e D), riceve un carico distribuito di 4 kN/m sugli sbalzi CA e BD e di 2 kN/m nella campata centrale AB. Per simmetria: YA = YB = 8,80 kN.

Nel tratto CA (sbalzo), il taglio cresce linearmente da 0 a −4,80 kN, il momento decresce parabolicamente da 0 a −2,88 kN·m. Nel tratto AB, il taglio passa da +4 kN in A a −4 kN in B: si annulla in mezzeria (z0 = 2,00 m), dove il momento raggiunge il suo massimo relativo.

M(z0) = −z0² + 4z0 − 2,88 = +1,12 kN·m
È lo stesso principio della tavola 07 (dM/dz = V) applicato in pratica: si cerca la sezione di taglio nullo z0 risolvendo Vz = 0, poi si sostituisce quel valore nell’espressione di Mz per trovare il massimo. Le ascisse dove il momento si annulla (qui z ≈ 0,94 m e z ≈ 3,06 m) si trovano risolvendo l’equazione di secondo grado Mz = 0.
14

Esercizi di riepilogo: trave Gerber

Una trave Gerber DABC (vedi tavola F2-10), con cerniera esterna in A, cerniera interna in C e incastro in B, riceve un carico distribuito di 1,5 kN/m sullo sbalzo DA e una reazione YA = 6,25 kN trasmessa dall’appoggio.

Nel tratto DA (sbalzo), taglio e momento crescono in modulo dall’estremo libero D (entrambi nulli) fino ad A. Nel tratto AC, il taglio passa da +3,25 kN a −1,25 kN, annullandosi in z0 = 2,17 m, dove il momento raggiunge un massimo relativo di −0,52 kN·m. Nel tratto BC, calcolato conviene partire da destra (Σs): il momento cresce da −2,5 kN·m in B a 0 in C.

Il valore nullo del momento in C non è un caso: è tipico di ogni cerniera interna, dove — come visto nella tavola F2 — la rotazione relativa tra le due parti è perfettamente libera, e quindi non può esservi momento flettente trasmesso.
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Esercizi di riepilogo: mensola spezzata e pilastri

Negli elementi ad asse spezzato (che cambiano direzione, come i telai) si considerano gli spigoli come sezioni significative, facendo sempre coincidere l’ascissa z con l’asse strutturale locale di ciascun tratto: la convenzione dei segni non cambia, come se si “raddrizzasse” idealmente l’elemento tratto per tratto.

Una mensola ad asse spezzato ABC, incastrata in A, con un carico orizzontale P applicato in B: nel tratto verticale BC lo sforzo normale è nullo e il taglio vale +P; nel tratto orizzontale CA lo sforzo normale vale +P (il tratto BC “scarica” il suo taglio come sforzo normale nel tratto CA) e il momento resta costante e pari a −Pa (a = lunghezza del tratto BC).

Un pilastro verticale con carico concentrato N = 400 kN in sommità è soggetto a solo sforzo normale di compressione, costante se si trascura il peso proprio (N = −400 kN) o linearmente variabile se lo si considera (ad esempio, con peso proprio 10 kN/m: da −400 kN in sommità a −430 kN al piede, su un’altezza di 3,00 m). Se al pilastro si aggiunge anche un carico distribuito perpendicolare all’asse (ad esempio il vento, 10 kN/m), compaiono anche taglio (lineare) e momento flettente (parabolico), con valore massimo alla base.

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Cenno al momento torcente

Quando il piano dei carichi non contiene l’asse dell’elemento, compare anche il momento torcente Mt, che fa ruotare la sezione attorno al proprio asse — la quarta azione interna anticipata nella tavola 03.

Per una trave con vincoli di estremità capaci di opporsi alla rotazione attorno all’asse (ritegni antitorsionali), soggetta a un momento torcente distribuito uniforme mt su tutta la luce l, ciascun vincolo reagisce con una coppia torcente concentrata pari a mt·l/2. Il diagramma di Mt si costruisce con la stessa logica del diagramma del taglio di una trave appoggiata con carico uniformemente distribuito: lineare, da un valore massimo a un estremo al valore opposto all’altro, annullandosi in mezzeria.

La torsione è un argomento a sé, che approfondiremo quando affronteremo il dimensionamento delle sezioni; qui basti riconoscerla come la quarta azione interna possibile, accanto a N, V e M.
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Autovalutazione: sollecitazioni negli elementi articolati

Gli esercizi che seguono applicano il calcolo delle azioni interne agli elementi articolati della tavola F2 — telai, travi Gerber, portali — mettendo alla prova insieme le due tavole.

StrutturaRisultati principali
1. Telaio a portale con cerniera interna in chiave, carico orizzontale in testaXA=XB=0,5 kN; YA=0,6 kN↑, YB=0,6 kN↓; Nmax=±0,6 kN; Vmax=0,6 kN; Mmax=1,5 kN·m; Mcerniera=0
2. Trave con cerniera interna, carico orizzontale e carichi verticali concentrati/distribuitiYA=2 kN↑; XB=5 kN, YB=7 kN↑, MB=9 kN·m; Nmax=−5 kN; Vmax=−7 kN; M−max=−9 kN·m; M+max=+2 kN·m; Mcerniera=0
3. Trave Gerber su quattro appoggi con due cerniere interne, carico distribuito uniformeYA=YD=2,5 kN↑; YB=YC=37,5 kN↑; Vmax=17,5 kN; M−max=15 kN·m (sugli appoggi centrali); M+max=5 kN·m (in mezzeria); Mcerniere=0
4. Telaio a portale incastrato, con momento concentrato e carico distribuitoYA=YB=7,5 kN↑; MA=16,85 kN·m; Nmax=±7,5 kN; Vmax=7,5 kN; M−max=16,25 kN·m; M+max=2,81 kN·m; Mcerniera=0
In tutti e quattro i casi si conferma la regola della tavola 14: il momento flettente è sempre nullo nelle sezioni di cerniera interna, un’ottima verifica rapida della correttezza dei calcoli prima ancora di tracciare i diagrammi completi.
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Riepilogo dei concetti chiave

  • Le azioni interne (sollecitazioni) sono le forze che le due parti di un elemento, tagliato idealmente da una sezione, si scambiano attraverso di essa: sforzo normale N, taglio V, momento flettente M (e, quando i carichi non sono complanari con l’asse, momento torcente Mt)
  • Convenzione dei segni: N positivo in trazione; V positivo se le facce ruotano l’elementino in senso orario; M positivo se tende le fibre inferiori
  • Il valore delle azioni interne si calcola imponendo l’equilibrio della parte a sinistra (Σp) o a destra (Σs) della sezione
  • L’andamento dipende dal carico presente: nessun carico → N, V costanti e M lineare; carico distribuito costante → V lineare e M parabolico; vale sempre dM/dz = V
  • Il taglio è discontinuo nelle sezioni di carico concentrato (|Vs|+|Vd|=P); il momento è discontinuo nelle sezioni di momento concentrato o incastro
  • Negli elementi simmetrici il momento è simmetrico, il taglio è parasimmetrico
  • Mensola: V e M massimi all’incastro, M sempre negativo (fibre superiori tese). Trave appoggiata: V massimo sugli appoggi, M massimo in campata, M sempre positivo (fibre inferiori tese)
  • Il momento flettente è sempre nullo nelle cerniere interne: un’utile verifica quando si calcolano le sollecitazioni negli elementi articolati della tavola F2