Lezione 04 — Energia Marina | vivi.green
Lezione 04 / 11 Ambiente e Produzione Energia · 2026

Energia
Marina

Maree, onde, correnti e differenziale termico: il potenziale energetico del Mediterraneo e degli oceani mondiali tra tecnologie emergenti, sfide ambientali e opportunità industriali per il sistema-paese.

Energia delle Maree Energia delle Onde Correnti Marine OTEC WEC Tidal Stream Osmosi TRL Emergente
60 min Durata lezione
2,6 TW Potenziale maremotore globale
~4 GW Capacità marina installata
TRL 5–8 Maturità tecnologica media
2040+ Orizzonte di scala commerciale

Agenda dei lavori

Una sessione che guarda al futuro: le energie marine sono oggi in fase di maturazione tecnologica avanzata per alcune tipologie (maree, onde), ancora prototipale per altre (OTEC, osmosi). Il Mediterraneo offre opportunità specifiche che l’industria italiana è in grado di cogliere, se il quadro normativo e di ricerca lo supporta.

Lezione 04 — Energia Marina ⏱ 60 minuti totali · Sala Lezioni
00:00 – 00:12
1. Il mare come fonte energetica: panoramica e potenziale globale
Classificazione delle forme di energia marina: cinetica (maree, onde, correnti), termica (OTEC), salina (osmosi). Potenziale tecnico globale stimato: 7.000+ TWh/anno. Stato dell’arte tecnologico per ciascuna tipologia — TRL attuale e roadmap. Confronto con eolico offshore: complementarietà o competizione?
ENEA — Energia Marina Ocean Energy Europe
12 min
00:12 – 00:28
2. Energia delle maree: tecnologie, impianti e lezioni apprese
Tidal stream vs sbarramenti estuariali: confronto LCA e impatto ambientale. Il caso La Rance (Francia, 240 MW, 1966): 60 anni di esercizio, limiti ecologici. MeyGen (Scozia, 6 MW tidal stream): il più grande al mondo. Turbine ad asse orizzontale e verticale. Potenziale sulle coste italiane: Stretto di Messina, canale di Piombino, Bocche di Bonifacio.
Politecnico di Bari — DMMM Falck Renewables
16 min
00:28 – 00:45
3. Onde, correnti marine, OTEC e osmosi: lo stato dell’arte
WEC (Wave Energy Converters): attenuatori (Pelamis), terminatori (OWC), sistemi a sovrappressione. Correnti marine profonde: Gulf Stream e Corrente di Somalia — potenziale e sfide ingegneristiche. OTEC: differenziale termico 20°C tra superficie e profondità — Hawai’i come caso pilota. Osmosi a pressione ritardata (PRO): produzione da gradiente salino alla foce dei fiumi.
Università di Genova — DITEN CNR-INM
17 min
00:45 – 00:55
4. Il Mediterraneo e le opportunità per l’industria italiana
Il Mediterraneo: bassissima escursione tidale (< 0,5 m), ma correnti significative negli Stretti e nelle Bocche. Opportunità specifiche: Stretto di Messina (correnti fino a 3 m/s), Stretto di Sicilia, Bocche di Bonifacio. Industria offshore italiana come punto di forza: Saipem, Eni, CNR-INM. Programmi Horizon Europe e SET-Plan per ocean energy. Strumenti di policy disponibili e mancanti.
Ambiente e Prod. Energia — Ricerca e Sviluppo Saipem SpA
10 min
00:55 – 01:00
5. Raccomandazioni per la policy e Q&A
Come posizionare l’Italia nella ricerca e sviluppo delle energie marine. Collaborazioni con Spagna, Portogallo, Francia. Apertura al dibattito.
Moderatore APE Platea aperta
5 min

Il mare contiene il 71%
della superficie terrestre. E tanta energia.

Gli oceani coprono oltre due terzi del pianeta e ricevono il 90% dell’energia solare assorbita dalla Terra. Le forme di energia marina — cinetica, termica e salina — rappresentano una riserva pressoché inesauribile. La sfida non è la disponibilità della risorsa, ma la conversione economica ed affidabile in elettricità.

7.400 TWh potenziale tecnico Energie marine globali/anno
2,6 TW maremotore Potenziale dissipazione tidale
29 GW/km energia onde Media frontiera costiera globale
3 m/s velocità max Corrente nello Stretto di Messina
TRL 5–8 maturità media WEC e tidal stream 2025

“Il Mediterraneo non è l’Atlantico. Ma ha gli Stretti, ha le correnti, ha la profondità. E ha l’industria italiana pronta a costruire le macchine che lo sfruttano.”

— CNR-INM, Istituto di Ingegneria del Mare, 2024
▸ Potenziale tecnico energie marine per tipologia — TWh/anno globali
Energia delle onde
2.900 TWh
Correnti marine
1.800 TWh
OTEC (termico)
1.600 TWh
Maree (tidal stream)
1.100 TWh
Osmosi salina (PRO)
~2 TWh oggi
▸ TRL (Technology Readiness Level) — energie marine a confronto (scala 1–9)
Tidal stream (turbine)
TRL 7–8
OWC (onde, colonna)
TRL 6–7
Attenuatori WEC
TRL 5–6
Correnti marine
TRL 4–5
OTEC
TRL 4–5
Osmosi (PRO)
TRL 3–4

Quattro modi di estrarre
energia dal mare

Il mare non è una sola risorsa: è maree, onde, correnti e calore. Ogni forma ha caratteristiche fisiche, tecnologie dedicate, livelli di maturità e potenziale geografico profondamente diversi. Una strategia marina efficace deve distinguerli con precisione.

TRL 7–8
🌙
Fonte 1 — Cinética
Energia delle Maree

Le maree sono generate dalla forza gravitazionale di Luna e Sole. L’acqua che scorre negli stretti e negli estuari durante il flusso e riflusso può azionare turbine subacquee (tidal stream) o sbarrare estuari con dighe mareomotrici. Totalmente prevedibile — come l’orologio della Luna — è l’unica FER con producibilità programmabile con anni di anticipo.

  • Turbine ad asse orizzontale (simili all’eolico, sott’acqua)
  • Turbine ad asse verticale: Darrieus e Gorlov subacquei
  • Sbarramenti estuariali: alta producibilità, alto impatto eco
  • Tecnologia tidal lagoon: laguna artificiale, impatto ridotto
  • Caso MeyGen (Scozia): 6 MW installati, 400 GWh/anno previsti
1,2 GW
Capacità mondiale installata 2025
~0,3 m
Escursione tidale Mediterraneo
TRL 5–7
🌊
Fonte 2 — Cinética
Energia delle Onde

Le onde trasportano energia cinetica e potenziale dalla superficie del mare. La frontiera atlantica europea (Portogallo, Irlanda, Scozia) ha densità di potenza di 40–80 kW/m. Il Mediterraneo è più calmo (10–20 kW/m) ma offre siti significativi nell’Adriatico meridionale e nel Mar Ionio. Tecnologie WEC ancora in fase di industrializzazione.

  • OWC (Oscillating Water Column): il più maturo, già in rete
  • Attenuatori (Pelamis-like): serpente galleggiante articolato
  • Point absorber: boa oscillante, semplice da installare
  • Overtopping: serbatoio sopraelevato, principio della diga marina
  • CETO (Australia): sistema subacqueo a membrana pressurizzata
~500 MW
Capacità WEC mondiale 2025
15 kW/m
Densità media Mar Ionio
TRL 4–5
🌀
Fonte 3 — Cinética profonda
Correnti Marine

Le grandi correnti oceaniche (Gulf Stream, Corrente del Mozambico, Kuroshio) trasportano masse d’acqua a velocità di 1–3 m/s a profondità moderate. Nello Stretto di Messina le correnti raggiungono i 3 m/s: energia cinetica sfruttabile con turbine ancorate al fondale. Risorsa costante, non dipendente da condizioni meteo.

  • Turbine ancorate a cavo (kite subacqueo): Minesto Deep Marine
  • Turbine fisse su pali: fondali sotto 50 m, correnti costiere
  • Stretto di Messina: 3.000–4.000 ore/anno > 1,5 m/s
  • Bocche di Bonifacio: sito ad alto potenziale europeo
  • Corrente Circumpolare Antartica: potenziale enorme, remota
3 m/s
Corrente Stretto di Messina
< 100 MW
Capacità mondiale attuale
TRL 3–5
🌡
Fonte 4 — Termica e Salina
OTEC e Osmosi

L’OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion) sfrutta il gradiente di temperatura tra la superficie del mare (25–30°C nei tropici) e le acque profonde (4°C a 1.000 m) per azionare un ciclo termodinamico. L’osmosi a pressione ritardata (PRO) sfrutta invece il gradiente di salinità tra acqua dolce e acqua di mare alla foce dei fiumi. Entrambe offrono produzione continua e silenziosa.

  • OTEC ciclo chiuso: fluido refrigerante (ammoniaca) in circuito
  • OTEC ciclo aperto: flash evaporazione dell’acqua di mare
  • PRO: membrane semipermeabili alla foce dei grandi fiumi
  • Applicabilità in Italia: OTEC limitata (Mediterraneo troppo freddo)
  • PRO: Po, Tevere, Arno — potenziale stimato 1–2 TWh/anno
20°C ΔT
Gradiente minimo per OTEC
2 TWh/a
Potenziale PRO Italia (stima)

Tecnologie a confronto:
dati, costi e frontiera

Le energie marine non sono ancora competitive con solare ed eolico su scala, ma per alcune tipologie (tidal stream, OWC) il salto tecnologico alla piena maturità commerciale è questione di anni, non decenni. I costi scenddono seguendo la stessa curva di apprendimento già vista per il fotovoltaico.

Tecnologia LCOE attuale (€/MWh) LCOE stimato 2035 Fattore di carico Siti italiani Maturità
Tidal stream (turbine) 180 – 300 80 – 120 35–45% Messina, Bonifacio, Piombino TRL 7-8
Sbarramento estuariale 100 – 160 80 – 110 22–28% Impatto Mediterraneo basso TRL 9 (La Rance)
OWC — Oscillating Water Column 200 – 350 100 – 160 25–35% Coste esposte Sardegna, Sicilia TRL 6-7
Point absorber / Attenuatore 250 – 500 120 – 200 20–30% Mar Ionio, Adriatico S TRL 5-6
Correnti marine (kite-turbine) N/D (prototipo) 150 – 250 60–75% Stretto di Messina TRL 4-5
OTEC (ciclo chiuso) N/D (pilota) 200 – 400 85–95% Non applicabile (ΔT insufficiente) TRL 4-5
Osmosi (PRO) N/D N/D (pre-commerciale) 80–90% Foci: Po, Tevere, Arno TRL 3-4
▸ Roadmap verso la maturità commerciale — tidal stream e WEC
2000–2010 R&D e prototipi laboratorio
2010–2018 Test in mare aperto (TRL 4–5)
2018–2024 Dimostratori pre-commerciali
2024–2030 Array pilota ≥ 10 MW
2030–2040 Scala industriale > 100 MW
2040+ Competitività vs eolico

Il Mediterraneo non è l’Atlantico.
Ma ha i suoi segreti.

L’Atlantico è il mare delle onde e delle maree. Il Mediterraneo è il mare degli Stretti, delle correnti termoaline, della biodiversità marina fragile. Le sue energie marine sono diverse — meno potenti su larga scala, ma concentrate in siti specifici ad alto valore strategico per l’Italia.

🌀
Alta priorità nazionale
Stretto di Messina

Correnti mareali fino a 3 m/s, profondità 80–100 m. Energia teorica sfruttabile: 500–800 MW. Già oggetto di studi ENEA e CNR-INM. Vincolo: area ad alta intensità di navigazione commerciale e militare. Richiede Piano di Gestione dello Spazio Marittimo dedicato.

💨
Correnti di vento e acqua
Bocche di Bonifacio

Stretto tra Sardegna e Corsica: correnti fino a 2 m/s, venti forti costanti. Potenziale per turbine tidal stream + combinazione con eolico offshore. Area protetta MPA: vincoli ambientali stringenti. Collaborazione italo-francese necessaria (confine marittimo condiviso).

🏝
Onde costiere
Sardegna Occidentale

La costa occidentale sarda è la più esposta alle onde atlantiche che penetrano dal Canale di Gibilterra. Densità di potenza: 15–25 kW/m. Siti candidati per OWC e point absorber. RSE e ENEA hanno condotto campagne di misurazione 2020–2024.

🔬
Osmosi e foce fluviale
Delta del Po

Il Po è il fiume più grande d’Italia: portata media 1.500 m³/s alla foce. Gradiente salino con l’Adriatico: potenziale PRO stimato in 500–800 MWh/anno. ENEA ha avviato studi di fattibilità. Sfida: compatibilità con ecosistema deltizio (Sito Ramsar).

▸ Potenziale marine energy per sito italiano — indice qualitativo
Stretto di Messina
Molto alto
Bocche di Bonifacio
Alto
Sardegna occidentale (onde)
Alto
Canale di Piombino
Medio-alto
Adriatico meridionale (onde)
Medio
Delta del Po (osmosi)
Basso-medio

Strumenti disponibili e
vuoti normativi da colmare

A differenza di solare ed eolico, le energie marine non dispongono ancora in Italia di un framework normativo dedicato. L’unico quadro di riferimento è europeo (SET-Plan, Horizon Europe) e internazionale (OES-IEA). Un Piano Nazionale per l’Energia Marina è la priorità assoluta per non perdere la finestra di opportunità.

  • 🇪🇺
    SET-Plan — Azione 8
    Piano Strategico per le Tecnologie Energetiche

    L’Azione 8 del SET-Plan europeo è dedicata all’ocean energy. Target: 100 MW dimostrativi entro 2025, 10 GW entro 2050. L’Italia partecipa come osservatore ma non ha un piano nazionale allineato. Opportunità di leadership nel Mediterraneo ancora non colta.

  • 🔬
    Horizon Europe — Blue Energy
    Finanziamenti R&D 2021–2027

    Horizon Europe finanzia progetti di ricerca su tidal, wave e OTEC nel cluster “Energia” e nel cluster “Oceani e risorse marittime”. Budget disponibile per consorzi internazionali: 300+ M€ al 2027. CNR, ENEA e CMCC possono fare da capofila con partner industriali (Saipem, Fincantieri).

  • 🌊
    PSM — Piano Spazio Marittimo
    La chiave dell’autorizzazione

    Il Piano di Gestione dello Spazio Marittimo italiano (in approvazione 2025) deve prevedere zone designate per la sperimentazione e lo sviluppo di energie marine. Senza zonazione esplicita, ogni progetto affronta conflitti con navigazione, pesca, turismo e zone protette.

  • 📋
    OES — IEA Ocean Energy Systems
    Cooperazione internazionale R&D

    L’Italia partecipa all’IEA Ocean Energy Systems Technology Collaboration Programme. 30 paesi membri, database globale di progetti e test site. Accesso a dati di sperimentazione internazionali e best practice per la regolazione. ENEA è il delegato italiano.

  • 💡
    Vuoto normativo italiano
    Cosa manca: il Piano Nazionale Marine Energy

    L’Italia non ha una strategia nazionale dedicata alle energie marine. Il PNIEC 2023 le cita in modo marginale. Serve: un Piano Nazionale Marine Energy con obiettivi di R&D al 2030, siti di test designati, incentivi per prime installazioni dimostrative, e un’authority di coordinamento tra APE, MIT, Marina Militare e MIMIT.

  • 🏭
    Industria nazionale
    Supply chain offshore come leva

    Saipem, Fincantieri, Prysmian, Leonardo e Eni dispongono di competenze direttamente trasferibili alle energie marine: ingegneria subacquea, cavidotti, sistemi di ancoraggio, installazioni in mare aperto. Un programma di trasferimento tecnologico potrebbe creare 15.000–20.000 posti di lavoro qualificati al 2035.

Cosa portare a casa
da questa lezione

L’energia marina non è una nicchia accademica: è la prossima frontiera del rinnovabile. L’Italia ha le competenze, i siti e l’industria. Mancano la strategia e la volontà politica di investire oggi per raccogliere i frutti negli anni ’30.

01
Il Mediterraneo ha i suoi siti d’eccellenza

Lo Stretto di Messina, le Bocche di Bonifacio, la Sardegna occidentale: non sono l’Atlantico, ma sono risorse reali con potenziale di centinaia di MW. Un programma di caratterizzazione e designazione dei siti prioritari è il primo passo — fattibile entro il 2026.

02
Il tidal stream è quasi maturo

Le turbine tidal stream sono a TRL 7–8: non sono fantascienza ma ingegneria consolidata. MeyGen in Scozia produce energia in rete dal 2018. Con il PSM marittimo e uno schema di incentivo a contratto per differenza (CfD), l’Italia potrebbe avere i primi MW operativi entro il 2030.

03
Il Piano Nazionale Marine Energy è urgente

Ogni anno senza una strategia è un anno perso. Portugal, UK, Francia e Spagna hanno già roadmap nazionali dedicate. L’Italia rischia di essere importatrice di tecnologie che avrebbe le competenze industriali per sviluppare: Saipem, Fincantieri, Leonardo, CNR-INM sono pronti.

04
L’OTEC non è per il Mediterraneo

Il gradiente termico necessario per l’OTEC (20°C) non è disponibile nel Mediterraneo, troppo superficiale e troppo caldo in estate. Onestà scientifica: questa tecnologia non è la priorità italiana. L’Italia può però contribuire alla ricerca OTEC per i mercati tropicali attraverso CNR e collaborazioni internazionali.

05
R&D oggi, industria domani

Le energie marine seguono la stessa curva del fotovoltaico: oggi costose, tra 15 anni competitive. Chi investe nella ricerca oggi controlla il mercato domani. 200 M€ in R&D e dimostratori nel decennio 2025–2035 potrebbero generare 5 Mld€ di export tecnologico entro il 2045.

06
Biodiversità prima di tutto

Il Mediterraneo è uno dei mari più ricchi di biodiversità al mondo. Qualsiasi sviluppo energetico marino deve partire da rigorose VIA, protocolli di monitoraggio ambientale a lungo termine e adattamento degli impianti sulla base dei risultati. Il Mediterraneo è una risorsa troppo preziosa per essere compromessa.

Relatori suggeriti
per questa sessione

Un panel di eccellenza tra oceanografia, ingegneria marina, ecologia e industria offshore per restituire la piena complessità di un tema che intreccia scienza, tecnologia, ambiente e competitività industriale.

🏛
Coordinamento istituzionale
Dirigente R&D Energetica
Ambiente e Prod. Energia — Direzione Ricerca e Innovazione
🔬
Ricerca marina applicata
Ricercatore Senior
CNR-INM — Istituto Ingegneria del Mare
🌊
Oceanografia fisica
Professore Ordinario
OGS — Istituto Nazionale di Oceanografia
Tidal stream technology
Lead Engineer
Minesto AB / Orbital Marine Power
🏗
Ingegneria offshore
VP Ocean Technologies
Saipem SpA
🐟
Impatto ambientale marino
Responsabile Ambiente Mare
ISPRA — Dipartimento Mare