Pressoflessione Retta e Nocciolo Centrale d’Inerzia
Che cosa succede quando la forza normale di compressione non passa per il baricentro: la formula delle tensioni, la posizione dell’asse neutro e la zona della sezione in cui la forza può cadere senza produrre trazione.
Dalla flessione alla pressoflessione
Finora la sezione era sollecitata da un momento flettente. Aggiungiamo ora lo sforzo normale di compressione, che è il caso dei pilastri, dei muri e delle fondazioni.
In L2 e L3 la tensione dipendeva solo da M. Ma quasi ogni elemento verticale porta anche un carico assiale, e quel carico spesso non è centrato: un solaio appoggiato su un lato del pilastro, la spinta del vento, un muro di sostegno. Le due azioni si sovrappongono. I concetti da richiamare sono il momento d’inerzia e il modulo di resistenza (E2, L2), la sovrapposizione degli effetti (L3) e la tensione normale σ = N/A (L1).
La definizione di pressoflessione retta
Si ha pressoflessione quando la sezione è sollecitata da uno sforzo normale di compressione N non applicato nel baricentro.
Il punto in cui la retta d’azione di N incontra la sezione si chiama centro di pressione C. La distanza tra C e il baricentro G è l’eccentricità e. Se C si trova su un asse principale d’inerzia la pressoflessione è retta; se C è fuori dagli assi principali è deviata (la tratteremo dopo, con gli stessi strumenti di L3).
- Il sistema equivalente: spostare N dal punto C al baricentro G richiede di aggiungere il momento di trasporto M = N·e, che è un momento flettente nel piano che contiene l’asse della trave e C
- Compressione semplice: se e = 0, N passa per G e la tensione è uniforme σ = −N/A. È il caso limite da cui si parte
- Pressoflessione retta: con e ≠ 0 e C sull’asse y, la sezione è soggetta insieme a N (compressione) e a M = N·e (flessione retta come in L2)
- Segni: come in L2 e L3 la trazione è positiva. Con N di compressione la tensione dovuta a N è quindi negativa. L’asse y è positivo verso il basso e verso C
La sovrapposizione degli effetti di N e di M
Se il materiale è elastico lineare, la tensione di N e quella di M si sommano.
È la stessa idea della flessione deviata (L3), con due azioni diverse invece di due componenti del momento. Il primo effetto è la compressione uniforme di N su tutta l’area, il secondo è la flessione retta del momento N·e con asse neutro baricentrico.
Il lato di C è quello dove N e M danno compressione e si sommano; sul lato opposto la compressione di N è ridotta dalla trazione del momento. Se la trazione di M supera la compressione di N, la tensione cambia segno e una parte della sezione risulta tesa.
La formula delle tensioni
La formula della pressoflessione retta si ottiene sommando −N/A alla formula di Navier di L2 con M = N·e.
- N: sforzo normale di compressione (N, preso in valore assoluto), A: area della sezione, e: eccentricità (mm), Ix: momento d’inerzia rispetto all’asse x baricentrico perpendicolare a y
- y: coordinata del punto misurata dal baricentro, positiva verso il lato di C. Il segno meno del secondo termine dice che sul lato di C la flessione comprime, come N
- σ: positiva è trazione, negativa è compressione (come in L2 e L3)
Si può raccogliere N/A e introdurre il raggio d’inerzia ρx = √(Ix/A), cioè ρx² = Ix/A. La formula diventa:
Per un rettangolo b × h con h parallelo a y è Ix = b·h³/12, quindi ρx² = h²/12, e ai lembi (y = ±h/2) la formula si scrive in modo molto semplice:
Il segno più vale per il lato di C (lembo più compresso), il segno meno per il lato opposto. Il fattore 6e/h è l’unico parametro che conta. Con N/A come unità si ottiene:
| Eccentricità e | σ lato opposto a C | σ lato di C | n a distanza da G | Situazione |
|---|---|---|---|---|
| 0 | −1,00 | −1,00 | ∞ | tutta compressa |
| h/12 | −0,50 | −1,50 | 1,00 h | tutta compressa |
| h/6 | 0,00 | −2,00 | 0,50 h | σ = 0 sul lembo |
| h/4 | 0,50 | −2,50 | 0,33 h | parte tesa |
| h/3 | 1,00 | −3,00 | 0,25 h | parte tesa |
Come cambia il diagramma al crescere di e
Con e crescente il diagramma delle tensioni passa da un rettangolo a un trapezio, poi a un triangolo, infine a due triangoli di segno opposto.
- e = 0: compressione semplice, diagramma rettangolare. Non esiste asse neutro (o è all’infinito)
- 0 < e < h/6: diagramma trapezio con tensioni tutte di compressione, più forte sul lato di C. L’asse neutro è fuori dalla sezione
- e = h/6: diagramma triangolare, con σ = 0 su un lembo e −2N/A sull’altro. L’asse neutro è tangente alla sezione
- e > h/6: il diagramma attraversa lo zero. Il lato opposto a C è teso, l’asse neutro entra nella sezione. Se il materiale non resiste a trazione, la parte tesa non lavora e il diagramma va ricalcolato (tavola 11)
L’asse neutro della pressoflessione
L’asse neutro n è la retta dove la tensione è nulla. Si trova ponendo σ = 0 nella formula.
Dalla forma σ = −(N/A)·(1 + e·y/ρx²) si ha σ = 0 quando 1 + e·y/ρx² = 0, cioè:
È una retta parallela all’asse x (cioè perpendicolare alla direzione dell’eccentricità) e si trova a distanza ρx²/e dal baricentro, dal lato opposto a C. Per il rettangolo è ρx² = h²/12 e quindi y0 = h²/(12e).
- Prodotto costante: e · |y0| = ρx². La distanza di n da G è inversamente proporzionale a e: se l’eccentricità raddoppia, n si avvicina a G e dimezza la distanza
- Limite e → 0: |y0| → ∞, l’asse neutro si allontana all’infinito e la compressione diventa uniforme
- Limite e → ∞: |y0| → 0, l’asse neutro tende a G: la flessione domina e si ritrova quasi la flessione retta di L2
- Quando n entra nella sezione: se |y0| ≤ h/2, cioè e ≥ ρx²/(h/2). Per il rettangolo e ≥ h/6, e coincide con il valore trovato nella tavola 05
L’ellisse centrale d’inerzia e la relazione tra C e n
La legge e · y0 = −ρx² ha una forma geometrica generale: il centro di pressione C e l’asse neutro n si corrispondono rispetto all’ellisse centrale d’inerzia.
L’ellisse centrale d’inerzia è l’ellisse con il centro in G e gli assi lungo gli assi principali, con semiassi pari ai raggi d’inerzia: ρy = √(Iy/A) lungo x e ρx = √(Ix/A) lungo y. Si noti il cambio di indice: Ix = ∫y² dA misura la dispersione dell’area in direzione y, quindi ρx si porta lungo y. Per il rettangolo b × h è ρy = b/√12 e ρx = h/√12.
Se C ha coordinate (xc, yc), l’asse neutro ha equazione:
Per C sull’asse y (xc = 0, yc = e) si ritrova y = −ρx²/e. La formula vale anche per C fuori dagli assi (pressoflessione deviata). La relazione si chiama antipolarità rispetto all’ellisse: n è la polare di C rispetto all’ellisse, ribaltata dal lato opposto di G.
- Se C si sposta lungo una retta, n ruota attorno a un punto fisso, che è l’antipolo di quella retta
- Se n ruota attorno a un punto P, C si sposta lungo una retta: l’antipolare di P. È la proprietà che serve per costruire il nocciolo (tavola 08)
- Dipende solo dalla geometria: la relazione tra C e n non contiene N né M, ma solo gli assi e i raggi d’inerzia della sezione
Il nocciolo centrale d’inerzia
Il nocciolo centrale d’inerzia è la regione della sezione, attorno a G, entro cui può cadere il centro di pressione C senza che la sezione si tenda.
Se C è nel nocciolo, l’asse neutro cade fuori dalla sezione (oppure la tocca) e la tensione ha lo stesso segno in tutta la sezione: tutta compressa. Se C è fuori dal nocciolo, n taglia la sezione e una parte è tesa.
La costruzione segue la definizione. Si considerano tutte le posizioni limite dell’asse neutro, cioè le rette tangenti alla sezione, e per ciascuna si cerca con l’antipolarità il punto C corrispondente. L’insieme dei punti C forma il contorno del nocciolo.
- Lato → vertice: un asse neutro tangente a un lato rettilineo corrisponde a un punto C, vertice del nocciolo, sull’asse principale dal lato opposto: a distanza ρ²/d da G, con d distanza del lato da G
- Vertice → lato: un asse neutro che ruota attorno a un vertice P della sezione ha C che percorre una retta, lato del nocciolo, che unisce i vertici corrispondenti ai due lati adiacenti a P
- Sezioni non convesse (T, L, I): per il nocciolo contano solo i punti del contorno estremo (l’inviluppo convesso): le rientranze non cambiano nulla, perché n tangente alla sezione tocca sempre l’inviluppo
- Il nocciolo è convesso, contiene G e dipende solo dalla geometria: non cambia con N né con M. È una proprietà della sezione, come l’area o il momento d’inerzia
Il nocciolo del rettangolo
Per il rettangolo b × h il nocciolo è una losanga con i vertici sugli assi principali, a h/6 e b/6 dal baricentro.
Dalla regola generale: sull’asse y il semiasse vale ρx²/(h/2) = (h²/12)/(h/2) = h/6; sull’asse x vale ρy²/(b/2) = (b²/12)/(b/2) = b/6. I lati della losanga uniscono questi quattro vertici, perché sono gli antipolari dei vertici del rettangolo (tavola 08).
- Terzo medio: sull’asse y, C deve cadere nel terzo medio dell’altezza (la parte centrale lunga h/3). È la “regola del terzo medio” della tradizione del costruire
- Area del nocciolo: (h/3)·(b/3)/2 = b·h/18 = A/18, circa il 5,6% della sezione. È una zona molto piccola: bastano eccentricità modeste per uscirne
- Non è un rettangolo: con C fuori dagli assi, per esempio sulla diagonale, serve restare dentro la losanga. Il punto (b/6, h/6) è già fuori: la sua tensione al vertice opposto è positiva
- Verifica di un caso: con C = (b/6, 0) l’asse neutro ha equazione 2x/b = −1, cioè x = −b/2, proprio il lato sinistro del rettangolo. Con C dentro il nocciolo n è sempre fuori dalla sezione (o tangente)
Il nocciolo di altre sezioni
Il metodo è sempre lo stesso: la semiestensione sull’asse vale ρ² / (distanza del lembo opposto) = W/A.
| Sezione | ρ² | Nocciolo |
|---|---|---|
| Rettangolo b × h | h²/12 e b²/12 | losanga, semidiagonali h/6 e b/6 |
| Cerchio, diametro d | d²/16 | cerchio di raggio d/8 |
| Corona circolare R, r | (R² + r²)/4 | cerchio di raggio (R² + r²)/(4R) |
| Corona sottile (r ≈ R) | R²/2 | cerchio di raggio R/2 |
| Doppio T (inviluppo rettangolare) | Ix/A e Iy/A | losanga, semidiagonali Wx/A e Wy/A |
- Cerchio: ρ² = I/A = (π·d⁴/64)/(π·d²/4) = d²/16, e ymax = d/2, quindi la semiestensione è (d²/16)/(d/2) = d/8. Per simmetria il nocciolo è un cerchio di diametro d/4
- Corona circolare: I/A = (R² + r²)/4, quindi la semiestensione è (R² + r²)/(4R). Più la corona è sottile e più il nocciolo si avvicina a R/2: un tubo sottile ha un nocciolo grande rispetto al pieno (R/4)
- Doppio T: l’inviluppo convesso è il rettangolo b × h dell’ala e dell’anima. Le semidiagonali sono Wx/A lungo y e Wy/A lungo x. Per un IPE 200 con A ≈ 28,5 cm², Wx ≈ 194 cm³ e Wy ≈ 28,5 cm³ (valori indicativi di tabella, da verificare sul profilario) si ottiene Wx/A ≈ 6,8 cm lungo y e Wy/A ≈ 1,0 cm lungo x
- Che cosa si nota: per il doppio T il nocciolo è molto allungato lungo y (6,8 cm, contro h/6 = 3,3 cm del rettangolo pieno) e molto stretto lungo x (1,0 cm contro b/6 = 1,7 cm). I profili aperti sono efficienti a flessione ma poco tolleranti alle eccentricità in direzione dell’asse debole
Quando C esce dal nocciolo: sezione non reagente a trazione
Se C è fuori dal nocciolo, la formula elastica darebbe trazione. Per i materiali che non resistono a trazione la parte tesa non lavora e il diagramma si ridistribuisce.
Per la muratura e il calcestruzzo non armato si ammette che la zona tesa sia fessurata e quindi inattiva (sezione parzializzata). La parte compressa resta in equilibrio con N: il diagramma è un triangolo con vertice sull’asse neutro, e la risultante delle compressioni deve passare per C.
Per il rettangolo la risultante del triangolo passa a un terzo della base dal lato più caricato, quindi la base misura 3u con u = h/2 − e. L’equilibrio alla traslazione, N = ½·σmax·b·3u, dà:
- Asse neutro: a distanza 3u dal lembo compresso. Se e = h/6 è u = h/3 e 3u = h: la zona compressa è tutta la sezione, ed è il caso di transizione
- Più e cresce, più u diminuisce: con e → h/2 (N sul bordo) è u → 0 e σmax → ∞. L’eccentricità limite è sempre minore di h/2, con un margine di sicurezza
- Rapporto con il caso elastico: con e ≤ h/6 si usa σ = −(N/A)(1 ± 6e/h). Con e > h/6, per i materiali non reagenti, si usa σmax = 2N/(3bu)
Esempio svolto: pilastro in calcestruzzo non armato
Pilastro con sezione 30 × 50 cm, N = 300 kN di compressione. Due eccentricità: una dentro il nocciolo, una fuori.
Pilastro rettangolare b = 30 cm, h = 50 cm (h parallelo a y), carico assiale di compressione N = 300 kN applicato sull’asse y con eccentricità e = 6 cm (caso A) e e = 12 cm (caso B). Calcolare le tensioni ai lembi, la posizione dell’asse neutro, verificare se C è dentro il nocciolo e, nel caso B, calcolare σmax come sezione non reagente a trazione. Dati inventati a scopo didattico.
- Passo 1 — Geometria. A = 300 × 500 = 150 000 mm²; W = b·h²/6 = 12,5 × 10⁶ mm³; ρx² = h²/12 = 20 833 mm². Nocciolo: semidiagonale lungo y h/6 = 83,3 mm, lungo x b/6 = 50 mm
- Passo 2 — Tensione media. N/A = 300 000 / 150 000 = 2,00 MPa (compressione)
- Passo 3 — Caso A (e = 60 mm). M = N·e = 18 kN·m; M/W = 18 × 10⁶ / 12,5 × 10⁶ = 1,44 MPa. Lato di C: σ = −2,00 − 1,44 = −3,44 MPa; lato opposto: σ = −2,00 + 1,44 = −0,56 MPa. Tutta compressione
- Passo 4 — Controllo del caso A. e = 60 mm < h/6 = 83,3 mm: C è dentro il nocciolo. L’asse neutro è a y0 = h²/(12e) = 250 000 / 720 = 347,2 mm da G, oltre il lembo (h/2 = 250 mm): fuori dalla sezione, in accordo con i segni
- Passo 5 — Caso B (e = 120 mm), sezione reagente. M = 36 kN·m; M/W = 2,88 MPa. Lato di C: σ = −2,00 − 2,88 = −4,88 MPa; lato opposto: σ = −2,00 + 2,88 = +0,88 MPa (trazione). Controllo: e = 120 mm > 83,3 mm: C è fuori dal nocciolo. Asse neutro a y0 = 250 000 / 1440 = 173,6 mm da G, dentro la sezione
- Passo 6 — Caso B, sezione non reagente a trazione. u = h/2 − e = 250 − 120 = 130 mm; la zona compressa ha base 3u = 390 mm (su 500); σmax = 2N/(3·b·u) = 2 × 300 000 / (3 × 300 × 130) = 5,13 MPa. L’asse neutro è a 390 mm dal lembo compresso, cioè a 110 mm dal lembo opposto, che resta fuori dal diagramma
- Passo 7 — Confronto. Passando da e = 60 a e = 120 mm (doppia) la σmax cresce da 3,44 a 4,88 MPa nel calcolo elastico (+42%) e fino a 5,13 MPa se la sezione non resiste a trazione (+49%). La trazione elastica di 0,88 MPa non può essere assorbita dal calcestruzzo non armato: la sezione si fessura
Autovalutazione
Quattro problemi per verificare la comprensione degli argomenti della lezione. Dati inventati a scopo didattico.
Pilastro quadrato 40 × 40 cm, N = 400 kN di compressione con eccentricità e = 5 cm sull’asse y. Calcolare le tensioni ai due lembi, la distanza di n dal baricentro e verificare con h/6 se C è dentro il nocciolo.
Pilastro circolare con diametro d = 50 cm e N = 500 kN. Calcolare il raggio del nocciolo e la massima eccentricità che evita la trazione. Con questa eccentricità calcolare σmax e confrontarla con N/A (si trova un risultato notevole: σmax = 2N/A).
Pilastro rettangolare 30 × 60 cm (h = 60 cm parallelo a y), N = 450 kN con e = 20 cm. Dire se C è dentro il nocciolo. Se la sezione non resiste a trazione, calcolare u, la posizione di n e σmax.
Per un profilo IPE 200 (A ≈ 28,5 cm², Wx ≈ 194 cm³, Wy ≈ 28,5 cm³, valori indicativi) calcolare le semidiagonali del nocciolo come Wx/A e Wy/A e confrontarle con h/6 e b/6 dell’inviluppo rettangolare. Interpretare la differenza.
Riepilogo dei concetti chiave
- La pressoflessione retta è la compressione con N applicata in un centro di pressione C sull’asse principale, a distanza e dal baricentro. È equivalente a N in G più il momento M = N·e
- Con la sovrapposizione degli effetti: σ = −N/A − N·e·y/Ix = −(N/A)·(1 + e·y/ρx²), con trazione positiva e y positiva verso il lato di C
- Per il rettangolo ai lembi: σ = −(N/A)·(1 ± 6e/h); il valore medio è sempre N/A
- Asse neutro: y0 = −ρx²/e, retta parallela a x dal lato opposto a C; e·|y0| = ρx² (iperbole)
- Ellisse centrale d’inerzia con semiassi ρy (lungo x) e ρx (lungo y): C e n si corrispondono per antipolarità, con xc·x/ρy² + yc·y/ρx² = −1
- Il nocciolo centrale d’inerzia è la regione dei punti C per cui n è fuori dalla sezione (o tangente): tutta la sezione è compressa. Dipende solo dalla geometria
- Rettangolo: losanga con semidiagonali h/6 e b/6, area A/18. Cerchio: raggio d/8. Corona: (R² + r²)/(4R). Doppio T: Wx/A e Wy/A
- Con C fuori dal nocciolo compare trazione. Se il materiale non resiste a trazione (rettangolo): σmax = 2N/(3·b·u) con u = h/2 − e, n a 3u dal lembo compresso
- Al limite del nocciolo (e = ρ²/ymax) la tensione è nulla da un lato e vale 2N/A dall’altro