GB02 — Normativa Italiana ed Europea | Corso Professionale
02
GB02 MODULO 1 · FONDAMENTI
Lezione 02 di 30

Normativa italiana ed europea: NZEB, Tassonomia UE e CAM Edilizia

Il quadro di regole che vincola e orienta la progettazione sostenibile. Dalla direttiva europea sulle prestazioni energetiche agli edifici a energia quasi zero, fino ai criteri ambientali minimi obbligatori negli appalti pubblici.

🎯 Obiettivi della lezione

  • Orientarsi nella gerarchia delle fonti normative europee e nazionali sull’edilizia sostenibile
  • Definire l’edificio NZEB e conoscere i requisiti che lo qualificano in Italia
  • Comprendere cosa richiede la Tassonomia UE a un progetto edilizio “allineato”
  • Applicare correttamente i CAM Edilizia, obbligatori negli appalti pubblici
Sezione 01

La gerarchia delle fonti: dall’Europa al cantiere

La normativa sull’edilizia sostenibile segue un percorso a cascata. L’Unione Europea fissa obiettivi e principi tramite direttive e regolamenti; lo Stato italiano li recepisce con decreti legislativi e ministeriali; le Regioni possono integrare con norme di dettaglio. Per l’architetto è essenziale sapere a quale livello cercare l’obbligo specifico che si applica al proprio progetto.

La differenza tecnica conta: una direttiva (come l’EPBD) vincola lo Stato sul risultato ma richiede recepimento nazionale, mentre un regolamento (come la Tassonomia) è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di leggi nazionali.

2010 → 2018
Direttiva EPBD e revisioni
Introduzione del concetto di NZEB e dell’obbligo di prestazioni energetiche minime per tutti i nuovi edifici.
2020
Regolamento Tassonomia UE (852/2020)
Sistema di classificazione delle attività economiche sostenibili, inclusa l’edilizia.
2024
EPBD IV — Direttiva (UE) 2024/1275
“Case green”, in vigore dal 28 maggio 2024. Percorso verso edifici a emissioni zero: nuovi edifici pubblici ZEB dal 2028, privati dal 2030; decarbonizzazione del parco edilizio al 2050.
2024
Testo Unico Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024)
In vigore dal 30 dicembre 2024, riordina i regimi autorizzativi degli impianti a fonti rinnovabili; modificato dal D.Lgs. 178/2025.
2026
Nuovi CAM Edilizia (DM 24/11/2025)
In vigore dal 2 febbraio 2026, sostituiscono integralmente i CAM del 2022 e integrano esplicitamente LCA e Life Cycle Costing.
29 mag 2026
Scadenza recepimento EPBD IV — non rispettata
Alla scadenza l’Italia non ha ancora adottato il decreto di recepimento né presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione (PNRE): restano applicabili le regole nazionali vigenti.
⚠️ Stato aggiornato (metà 2026): l’EPBD IV non è ancora stata recepita in Italia. Fino al recepimento continuano ad applicarsi le norme nazionali vigenti (Decreto Requisiti Minimi e definizione NZEB).
Sezione 02

L’edificio NZEB

NZEB (Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero) è la categoria prestazionale oggi obbligatoria per tutti i nuovi edifici e per le ristrutturazioni importanti. Si definisce come un edificio ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno — molto basso o quasi nullo — è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta preferibilmente in loco.

In Italia i requisiti sono fissati dal Decreto Requisiti Minimi: per qualificarsi come NZEB un edificio deve rispettare contemporaneamente più condizioni, non basta un singolo parametro.

  • Indici di prestazione energetica (climatizzazione invernale, estiva, ACS) entro i valori limite calcolati con l’edificio di riferimento.
  • Trasmittanze termiche dell’involucro (pareti, coperture, pavimenti, serramenti) entro i limiti di legge.
  • Verifica del comportamento estivo dell’involucro opaco (massa superficiale o sfasamento/attenuazione).
  • Copertura di una quota obbligatoria dei consumi tramite fonti rinnovabili (obblighi del D.Lgs. 199/2021).
  • Efficienza minima degli impianti termici.
«NZEB non significa “a costo zero in bolletta”, ma fabbisogno bassissimo coperto in larga parte da rinnovabili.»

Per l’architetto la conseguenza progettuale è chiara: l’involucro viene prima dell’impianto. La strategia più efficace e durevole è ridurre il fabbisogno con scelte passive (isolamento, orientamento, schermature, inerzia termica) e solo dopo dimensionare gli impianti e le rinnovabili. È l’approccio noto come fabric first.

Sezione 03

La Tassonomia UE per l’edilizia

La Tassonomia UE è un sistema di classificazione che stabilisce quando un’attività economica — compresi costruzione, acquisto e ristrutturazione di edifici — può dirsi ecosostenibile. È nata per orientare la finanza verde, ma ha un impatto crescente sul progetto, perché investitori e committenti chiedono sempre più spesso edifici “allineati alla Tassonomia”.

Un’attività è allineata se contribuisce sostanzialmente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali (in primis mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici), senza arrecare danno significativo agli altri (principio DNSH, Do No Significant Harm), e rispettando garanzie sociali minime.

Criteri rilevanti per il progettista

  • Nuove costruzioni: fabbisogno energetico almeno il 10% inferiore alla soglia NZEB nazionale.
  • Ristrutturazioni: miglioramento sostanziale della prestazione energetica o conformità ai requisiti per ristrutturazioni importanti.
  • DNSH: verifica di gestione dell’acqua, economia circolare dei materiali, prevenzione dell’inquinamento, tutela della biodiversità e resilienza climatica.
Sezione 04

I CAM Edilizia negli appalti pubblici

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia sono obbligatori in tutti gli appalti pubblici di progettazione e lavori, in forza del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Per l’architetto che lavora con committenza pubblica non sono una buona pratica facoltativa: sono un requisito contrattuale la cui mancata applicazione può comportare l’esclusione o l’inadempimento.

Il riferimento vigente è il DM 24 novembre 2025, in vigore dal 2 febbraio 2026, che sostituisce integralmente il precedente decreto del 2022 per allinearsi al nuovo Codice dei Contratti. Tra le novità più rilevanti per il progettista c’è l’integrazione esplicita dell’analisi del ciclo di vita (LCA) e del Life Cycle Costing (LCC) nelle indicazioni per le stazioni appaltanti. I CAM si applicano anche ai lavori eseguiti da privati titolari di permesso di costruire.

I CAM intervengono su tutto il ciclo: specifiche tecniche dell’opera e dei materiali, criteri premianti in sede di gara e condizioni di esecuzione in cantiere.

Scheda tecnica · ST-02

Aree di intervento dei CAM Edilizia

Diagnosi e relazione CAM Obbligo di relazione tecnica che documenti il rispetto dei criteri lungo l’iter progettuale
Materiali Contenuto minimo di riciclato, disassemblabilità, sostanze pericolose, certificazioni e EPD
Prestazione energetica Requisiti spesso più stringenti del minimo di legge; uso di fonti rinnovabili
Risorse idriche Riduzione dei consumi, recupero acque meteoriche, dispositivi a basso flusso
Comfort e salubrità Illuminazione naturale, comfort acustico e termico, qualità dell’aria interna
Cantiere Gestione dei rifiuti da C&D, contenimento di polveri ed emissioni
Checklist operativa · CL-02

Verifica di conformità normativa del progetto

Inquadramento NZEBHo verificato indici di prestazione, trasmittanze e comportamento estivo rispetto all’edificio di riferimento?
Quota rinnovabiliÈ rispettato l’obbligo di copertura da fonti rinnovabili previsto dal D.Lgs. 199/2021?
Tassonomia (se richiesta)Il progetto supera del 10% la soglia NZEB e soddisfa i criteri DNSH?
CAM (appalti pubblici)È presente la relazione CAM e sono soddisfatte specifiche tecniche e condizioni di esecuzione?
Materiali documentatiDispongo di EPD, contenuto di riciclato e schede sulle sostanze per i materiali principali?
Aggiornamento EPBD IVHo verificato lo stato di recepimento dell’EPBD IV (non ancora recepita a metà 2026) e la traiettoria verso gli edifici a emissioni zero?

📚 Riferimenti bibliografici e normativi

Normativa europea
  1. Direttiva (UE) 2024/1275 (EPBD IV) — Prestazione energetica nell’edilizia, rifusione “case green”.
  2. Regolamento (UE) 2020/852 — Tassonomia delle attività economiche ecosostenibili.
  3. Regolamento Delegato (UE) 2021/2139 — Criteri di vaglio tecnico per mitigazione e adattamento climatico.
Normativa nazionale
  1. D.Lgs. 192/2005 e s.m.i. — Rendimento energetico nell’edilizia.
  2. DM 26/06/2015 “Requisiti Minimi” — Definizione e requisiti degli edifici NZEB (riferimento vigente in attesa del recepimento dell’EPBD IV).
  3. D.Lgs. 199/2021 — Obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.
  4. D.Lgs. 190/2024 “Testo Unico Rinnovabili” (TU FER) — Riordino dei regimi autorizzativi degli impianti a fonti rinnovabili; modificato dal D.Lgs. 178/2025.
  5. DM 24/11/2025 — Nuovi CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori edilizi (in vigore dal 2/02/2026, sostituisce il DM del 2022).
  6. D.Lgs. 36/2023 — Codice dei Contratti Pubblici (obbligatorietà dei CAM).
Stato del recepimento (aggiornato a metà 2026)
  1. Alla scadenza del 29 maggio 2026 l’Italia non aveva ancora adottato il decreto di recepimento dell’EPBD IV né presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE); risultano aperte procedure di infrazione UE. Si raccomanda di verificare lo stato di recepimento al momento dell’utilizzo della lezione.
Norme tecniche
  1. UNI/TS 11300 — Prestazioni energetiche degli edifici (metodo di calcolo).
  2. UNI EN ISO 52000 — Valutazione globale della prestazione energetica degli edifici.

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