Irrigazione Smart
L’acqua è la risorsa più preziosa del giardino e la più sprecata. Un impianto di irrigazione ben progettato e intelligentemente controllato può ridurre del 50–70% il consumo idrico rispetto all’annaffiatura manuale, mantenendo le piante in condizioni ottimali tutto l’anno.
L’acqua nel sistema suolo–pianta: dare il giusto, al momento giusto
La maggioranza dei danni da irrigazione nei giardini privati italiani è causata da eccesso d’acqua, non da carenza. L’annaffiatura manuale quotidiana, il timer fisso che scatta ogni giorno indipendentemente dalla pioggia, il prato annaffiato di giorno in piena estate: questi comportamenti causano asfissia radicale, marciumi fungini, proliferazione di patogeni e consumo idrico cinque volte superiore al necessario. Il primo principio dell’irrigazione intelligente è capire come la pianta usa davvero l’acqua.
Le radici assorbono acqua solo quando la tensione idrica del suolo (espressa in centibar, cb) supera una soglia critica specifica per specie. Sotto quella soglia l’acqua nel suolo è disponibile ma le radici non sono in stress: irrigare in quel momento è uno spreco puro. Sopra la soglia critica: stress idrico, chiusura degli stomi, rallentamento della fotosintesi. La microirrigazione moderna mira a mantenere la tensione nel range ottimale con il minimo apporto d’acqua.
Capacità di campo (CC): massima quantità d’acqua che il suolo trattiene dopo drenaggio per gravità. Punto di appassimento permanente (PAP): contenuto idrico al di sotto del quale le piante non riescono più ad estrarre acqua e muoiono. Acqua disponibile (AD) = CC − PAP. La buona irrigazione mantiene il suolo nell’intervallo CC–(CC+PAP)/2, cioè mai completamente secco né mai saturo. Suoli argillosi: AD maggiore ma acqua meno facilmente disponibile. Suoli sabbiosi: AD minore ma acqua più facilmente assorbibile.
1. Frequenza troppo alta: bagnare ogni giorno per poco tempo incentiva radici superficiali e dipendenza. Meglio bagnare meno spesso ma in profondità. 2. Irrigazione di giorno in estate: l’evapotraspirazione riduce l’efficienza del 30–50%. Irrigare la sera tardi o all’alba. 3. Timer fisso ignorante: un timer che scatta ogni giorno uguale dà la stessa acqua in agosto (siccità) e in settembre (pioggia) — doppio errore.
I valori si riferiscono all’evapotraspirazione in luglio–agosto in clima mediterraneo (T max 32°C, vento moderato). In primavera e autunno i valori si dimezzano. L’impianto deve essere progettato sul picco estivo.
Il prato intensivo ha il fabbisogno più elevato e richiede distribuzione uniforme su tutta la superficie. Gestito con sprinkler pop-up a rotazione (Turner) o a settore fisso. Irriga su tutta la superficie con portata 8–12 mm/ora. Richiede circuito dedicato: non può mai condividere il circuito con le aiuole (fabbisogno 3× superiore). Frequenza in estate: ogni 2–3 giorni per 30–45 min.
Arbusti, perenni e siepi richiedono acqua in profondità e con bassa frequenza. La microirrigazione a goccia porta l’acqua direttamente alla zona radicale senza bagnare il fogliame. Frequenza: ogni 3–5 giorni in estate, ogni 7–14 gg in primavera/autunno. Consumo 40–60% inferiore al prato. Il collocamento corretto dei gocciolatori è a 10–15 cm dal fusto.
Le colture orticole hanno fabbisogno elevato e costante. La goccia è obbligatoria per evitare malattie fogliari (pomodoro, zucca). Frequenza: ogni 1–2 giorni in estate per le colture in piena produzione. Portata per pianta: 2–4 l/h per pomodori e zucchine, 1–2 l/h per aromatiche. Pacciamatura sotto la goccia dimezza ulteriormente i consumi.
I vasi perdono acqua rapidamente per evaporazione e drenaggio. In estate possono richiedere irrigazione quotidiana o biquotidiana. Gocciolatori per vaso da 2 l/h per vasi medi, 4 l/h per vasi grandi. La zona vasi è quasi sempre su un proprio circuito indipendente per la frequenza molto diversa dalle zone a terra. I vasi in terracotta porosa: più frequenti dei vasi in plastica.
Gli alberi adulti radicati in profondità (3–5 anni dopo l’impianto) non necessitano di irrigazione regolare in climi temperati. Nella fase di attecchimento (primi 2–3 estati) si usano sacchetti percolatori o anelli di goccia a bassa portata posizionati lontano dal fusto (raggio della chioma ÷ 2). Mai irrigare direttamente al fusto.
Lavanda, rosmarino, ginestra, Cistus, Phlomis, Stipa non necessitano di irrigazione una volta attecchite (2–3 anni). Nelle prime due estati: irrigazione di soccorso ogni 10–15 giorni. Un impianto attivo su queste piante in estate le uccide per marciume radicale. Se presenti insieme ad altre zone, devono avere un circuito separato che si attiva raramente o mai.
Emettitori: da sprinkler a goccia, ogni pianta la sua acqua
L’emettitore è il componente che decide come l’acqua raggiunge la pianta. La scelta sbagliata dell’emettitore è la causa più comune di inefficienza negli impianti: bagnare il fogliame quando serve irrigare le radici, non coprire tutta la superficie del prato, usare portate troppo alte per terreni argillosi che non drenano abbastanza velocemente. Conoscere i tipi, le portate e le applicazioni è la competenza tecnica fondamentale del progettista.
Emerge dal suolo durante l’irrigazione e si abbassa a fine ciclo (non intralcia tosaerba). Raggio di copertura: 3–12 m a seconda del modello. Portata: 0.5–3 m³/h. Angolo settore regolabile (da 30° a 360°). Per il prato: l’unica soluzione corretta. Non usare su aiuole: bagna il fogliame e crea ristagni localizzati. Pop-up Hunter, Rain Bird, Toro, Gardena.
Produce gocce molto fini (nebbia). Raggio 0.5–3 m, regolabile. Portata bassa: 40–120 l/h. Ideale per zone strette (tra prato e siepe) o per specie che amano umidità fogliare. Attenzione: nebbia + vento = deriva; nebbia + sole di mezzogiorno = ustioni. Da usare solo all’alba. Non su rose, pomodori, piante fungine-sensibili.
Si inserisce nel tubo principale e porta l’acqua al suolo goccia per goccia. Portata regolabile o fissa: 1–8 l/h (le versioni autocompensanti mantengono la portata costante con variazioni di pressione). Il tipo più usato per arbusti, perenni, alberi in attecchimento. Posizionare a 10–15 cm dal fusto. Interrabile con paletto. Mai tappato dal terreno: usare gocciolatore con filtro integrato.
Tubo con gocciolatori integrati ogni 20, 30 o 50 cm. Si posa lungo le file di coltivazione o alla base delle siepi. Il tipo autocompensante è obbligatorio per terreni in pendenza (>5%). Seppellire 3–5 cm per prot. meccanica; in superficie usare sotto pacciamatura. Passo 20 cm per orto, 30–50 cm per arbusti. Portata: 1.5–3 l/h per punto. Flushing annuale obbligatorio.
| Tipo | Pressione | Portata | Efficienza | Vento | Bagna foglie | Applicazione principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Sprinkler rotante | 2–4 bar | Alta (0.5–3 m³/h) | 65% | Rischio deriva | Sì | Prato |
| Nebulizzatore | 1.5–3 bar | Media (40–120 l/h) | 55% | Alta deriva | Sì | Zone strette, fiori, serre |
| Gocciolatore puntale | 1–3 bar | Bassa (1–8 l/h) | 90% | Nessuno | No | Arbusti, vasi, alberi |
| Tubo gocciolante | 1–2.5 bar | Molto bassa (1.5–3 l/h×punto) | 93% | Nessuno | No | Siepi, file orto, masse |
| Microsprinkler | 1–2 bar | Media (30–200 l/h) | 70% | Moderato | Parzialmente | Frutteti, zone ampie |
Efficienza = percentuale di acqua erogata che raggiunge effettivamente la zona radicale. Il 10–30% restante va in evaporazione, deriva, ruscellamento superficiale o penetrazione oltre la profondità radicale.
Il progetto idraulico: pressione, portata, circuiti
Un impianto di irrigazione mal dimensionato non funziona: sprinkler che non raggiungono il raggio nominale (pressione insufficiente), zone con portate diverse che si comportano in modo imprevedibile, valvole che non chiudono per eccesso di pressione. Il dimensionamento idraulico è la competenza tecnica chiave: tre parametri da calcolare prima di stendere un metro di tubo.
La pressione dell’acquedotto domestico è tipicamente 2.5–4 bar. Si misura con un manometro alla presa principale (rubinetto esterno). Valori <2 bar: problemi con sprinkler rotanti (lavorano bene da 2.5 bar). Valori >5 bar: riduttore di pressione obbligatorio (i gocciolatori si saturano oltre 3–3.5 bar, i tubi possono scoppiare). La pressione cala con la distanza e la quota: ogni 10 m di dislivello = −1 bar.
La portata massima erogabile dal contatore domestico è tipicamente 20–30 l/min per un contatore da 3/4”. Si misura riempiendo un secchio da 10 litri e cronometrando (es. 30 sec = 20 l/min). Ogni circuito dell’impianto non deve superare il 75% della portata disponibile (margine di sicurezza). Esempio: portata 24 l/min → massimo 18 l/min per circuito.
Sommare la portata di tutti gli emettitori di un circuito. La somma non deve superare la portata disponibile. Esempio: 5 sprinkler da 250 l/h ciascuno = 1250 l/h = 20.8 l/min. Se si supera: dividere in 2 circuiti che si attiveranno in sequenza.
Portata max: 22 l/min → max 16.5 l/min per circuito
Portata unitaria: 270 l/h = 4.5 l/min
Portata totale: 6 × 4.5 = 27 l/min → troppo!
Soluzione: 2 circuiti da 3 sprinkler (13.5 l/min ciascuno) ✓
Portata totale: 24 × 4 = 96 l/h = 1.6 l/min ✓
Portata totale: 200 l/h = 3.3 l/min ✓
Portata: 24 l/h = 0.4 l/min ✓
Totale circuiti: 5 (A1, A2, B, C, D)
Circuiti in sequenza: ogni valvola si apre e chiude in successione, mai più di una alla volta.
Tubo principale (dal contatore al collettore): ¾” (25mm) per portate fino a 30 l/min. Tubi secondari (dal collettore alle zone): ½” (16–20mm) per portate fino a 15 l/min. Tubi di distribuzione a goccia: 16mm PE come distribuzione, micro-tubo 4mm come capillare ai singoli gocciolatori. Mai ridurre il diametro del tubo principale: genera perdita di carico.
Sensori e controller smart: il giardino che si autogestisce
Un impianto irriguo con sensori e controller intelligente può ridurre il consumo idrico del 30–50% rispetto a un timer fisso, adattando l’irrigazione alle reali condizioni meteorologiche e al contenuto idrico del suolo. La tecnologia attuale rende questi sistemi accessibili anche per giardini privati di medie dimensioni, con costi di installazione che si ammortizzano in 2–3 stagioni.
Il sensore di pioggia è il più semplice e il più importante: un dispositivo meccanico o elettronico che blocca il ciclo di irrigazione programmato quando piove. Si installa in un punto esposto (non sotto la gronda), costo 20–60€. Si collega in serie al cablaggio del controller. La soglia di pioggia è regolabile (tipicamente 3–6 mm). Ogni impianto dovrebbe averne uno: evita l’irrigazione sotto la pioggia, uno degli sprechi più assurdi e purtroppo comuni. Il ritorno dell’irrigazione dopo la pioggia avviene automaticamente quando il sensore si asciuga (2–12 ore regolabili).
Misura la tensione idrica del suolo in centibar (cb) — il parametro fisiologicamente corretto per decidere quando irrigare. Quando la tensione supera la soglia (es. 30–40 cb per la maggior parte delle piante), l’irrigazione parte; quando riscende sotto la soglia di campo (8–12 cb), si ferma. Elimina completamente la programmazione a tempo: l’impianto irrigua solo quando le piante ne hanno bisogno. Costo sonde: 50–200€ per zona. I sistemi Rachio, Hunter Hydrawise e Orbit B-hyve integrano questi sensori con algoritmi cloud.
Il controller ET (evapotraspirazione) calcola il fabbisogno idrico teorico in base ai dati meteorologici in tempo reale: temperatura, umidità, irraggiamento solare, vento, pioggia. La formula Penman-Monteith (standard FAO) stima quanta acqua le piante hanno “consumato” nell’ultimo giorno e programma l’irrigazione esattamente per quella quantità. Connesso a Wi-Fi, si aggiorna con le previsioni meteo e sospende l’irrigazione se prevista pioggia nelle successive 24–48 ore. Sistemi: Rachio 3 (il più usato in Europa), Hunter HC Hydrawise, Orbit B-hyve XR, RainBird ST8I-WiFi.
I controller smart di ultima generazione sostituiscono il vecchio timer a selezione manuale con: programmazione da smartphone (qualsiasi luogo, qualsiasi momento), notifiche di errore (valvola bloccata, perdita di pressione), statistiche di consumo idrico, integrazione con sistemi domotici (Alexa, Google Home, Apple HomeKit). La configurazione guidata riconosce il tipo di piante, il tipo di suolo e il sistema di irrigazione per ogni zona e genera un programma ottimizzato automaticamente. Costi: 80–250€ per un controller 6–12 zone. Compatibili con la maggioranza dei sistemi esistenti (basta sostituire il controller).
Un contatore d’acqua dedicato all’impianto di irrigazione permette di misurare esattamente quanta acqua viene consumata per zona e in totale. Installato sul tubo principale dopo il contatore generale, prima delle elettrovalvole. Costo: 40–120€. I modelli con uscita digitale si integrano con controller smart per rilevare perdite (consumo anomalo notturno = rottura di un gocciolatore). Alcuni comuni italiani offrono tariffe agevolate sull’acqua usata per irrigazione se documentata da contatore separato. Investimento con ritorno economico diretto.
Una cisterna interrata collegata al sistema di raccolta delle gronde riduce il consumo di acqua potabile per irrigazione del 40–70% in climi con piogge distribuite. Capacità standard: 1.000–10.000 litri. Dotata di pompa sommersa (1–1.5 bar di pressione per la microirrigazione), filtro d’ingresso, valvola di troppo pieno, e sistema di commutazione automatica sulla rete quando la cisterna è vuota. In Italia il recupero delle acque piovane è incentivato in molte regioni con contributi per installazione (Lombardia, Emilia, Toscana). Per un giardino di 400 m² in Nord Italia: cisterna da 3.000 l gestisce l’80% del fabbisogno irriguo stagionale.
| Sistema | Zone | Wi-Fi | ET meteo | App | Sensore suolo | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Rachio 3 | 8 – 16 | Sì | Sì (cloud) | iOS + Android | Compatibile | 150–250€ |
| Hunter Hydrawise | 6 – 12 | Sì | Sì (cloud) | iOS + Android | Compatibile | 180–300€ |
| Orbit B-hyve XR | 6 – 12 | Sì | Sì | iOS + Android | Non nativo | 80–150€ |
| Rain Bird ST8I | 8 | Sì | Sì | iOS + Android | Opzionale | 130–200€ |
| Gardena Smart Water | 6 | Sì (Bluetooth/WiFi) | Parziale | iOS + Android | Sensore umid. | 80–130€ |
| Timer meccanico fisso | 4 – 8 | No | No | No | No | 20–60€ |
Installazione: dalla planimetria all’accensione
L’installazione di un impianto di irrigazione residenziale a bassa pressione è alla portata di un privato con buona manualità per la parte a goccia e per il collegamento degli accessori. La parte idraulica in pressione (raccordi al contatore, elettrovalvole, tubi principali) richiede competenza tecnica specifica e in molti comuni italiani la dichiarazione di un idraulico abilitato per il collegamento all’acquedotto.
Disegnare in scala la posizione di ogni emettitore (sprinkler con raggio, gocciolatori), il percorso di tutti i tubi (principale, secondari, capillari), la posizione del collettore con le elettrovalvole, la posizione del controller. Calcolare le portate per zona e verificare che nessuna superi il 75% della portata disponibile. Indicare il diametro di ogni tubo. Questa planimetria è il documento guida per tutto il cantiere e diventa il documento as-built finale.
La posizione degli sprinkler segue la regola head-to-head: il raggio di ogni sprinkler deve raggiungere lo sprinkler adiacente per coprire uniformemente senza zone secche.Come per l’elettrico: i tubi principali vanno posati prima di qualsiasi pavimentazione. I passaggi sotto vialetti e platee in cemento si predispongono con manicotti in PVC rigido (tipo corrugato pesante ø50mm) durante le opere edili. Sotto le pavimentazioni il tubo principale va in cavidotto; nelle zone a verde (prato, aiuole) può essere interrato direttamente a 20–30 cm. L’aggiunta dell’irrigazione dopo che il giardino è completato richiede la rimozione di pavimentazioni e impianto vegetale: costo 3–5× superiore.
Coordinamento con il piantumatore: i tubi di distribuzione nella zona aiuole si posano PRIMA della messa a dimora degli arbusti, poi si inseriscono i gocciolatori dopo l’impianto vegetale.L’allaccio all’acquedotto domestico avviene sulla tubazione principale (prima del contatore acqua calda). Si installa in sequenza: rubinetto di intercettazione manuale → filtro a Y (indispensabile per proteggere le elettrovalvole da impurità) → riduttore di pressione (se la pressione supera 3.5 bar) → contatore volumetrico dedicato (opzionale ma raccomandato) → collettore con elettrovalvole (una per zona). Il collettore va alloggiato in un pozzetto interrato o in un armadietto a muro con coperchio, accessibile per la manutenzione.
Filtro a Y: pulizia obbligatoria a inizio stagione. Il filtro intasato causa cali di pressione e malfunzionamenti di valvole e gocciolatori.Il tubo principale (PE PN10, ¾”, colore nero) si posa a 25–30 cm di profondità. I tubi secondari verso le zone a goccia (PE PN6, ½” o 16mm) a 15–20 cm. I tubi per gli sprinkler (PE PN10, ¾” per tratti lunghi, ½” per i singoli sprinkler) a 20–25 cm. Le connessioni si realizzano con raccordi a compressione (Irritec, Plasson, Irritrol) senza saldatura: inserire, stringere, fine. Tutti i raccordi interrati vengono avvolti in nastro PTFE (teflon) sulle filettature e posizionati in pozzetti di ispezione.
Non usare raccordi in ottone in zone con acqua particolarmente acida (pH<6.5): preferire raccordi in PVC o PA/nylon.Gli sprinkler pop-up si installano con raccordi flessibili (“pigtail”) che ammortizzano le vibrazioni e permettono la regolazione dell’altezza. La testa del pop-up deve essere a quota filo prato (0–5 mm sopra il suolo finito). I gocciolatori puntali si inseriscono nel tubo di distribuzione con il punzone apposito: basta spingere, il raccordo a baionetta tiene da solo. Il micro-tubo capillare (4mm) si taglia alla lunghezza esatta e si collega con raccordi specifici. Dopo l’installazione di ogni zona: test idraulico (aprire la valvola manualmente dal controller) per verificare copertura e assenza di perdite.
Per sprinkler su prato: la testa deve restare a –5/+0 mm dal prato finito. Piantare troppo profondo: non emerge. Troppo alto: il tosaerba lo rompe.Il controller si installa in posizione protetta dalla pioggia (parete esterna sotto tettoia, garage, locale tecnico) con accesso alla linea 220V e al cavo di controllo delle elettrovalvole (2 fili per valvola + 1 filo comune per tutte). Prima programmazione: orari (alba), frequenza per zona, durata (basarsi sulla portata degli emettitori e il fabbisogno calcolato). Per controller smart: connessione Wi-Fi e configurazione delle zone (tipo pianta, tipo suolo, tipo emettitore, esposizione): il sistema genera un programma automatico. Test di tutti i circuiti in sequenza con verifica visiva sul campo.
Cablaggio controller: filo comune AWG18 (0.75mm²) per tutte le valvole + 1 filo per valvola (stessa sezione). Max 30 m per filo di valvola senza amplificatore di segnale.Un impianto smart da 1.500–2.000€ installato su un giardino di 400 m² in una città come Milano o Roma (tariffa acqua ~1.5–2€/m³) recupera il costo in 4–6 anni grazie alla riduzione dei consumi idrici. Ma il vantaggio principale non è economico: è che le piante ricevono la giusta quantità di acqua nel momento giusto, crescono meglio, si ammalano meno, richiedono meno interventi fitosanitari.
Manutenzione stagionale: aprire, gestire, chiudere
Un impianto di irrigazione senza manutenzione stagionale dura 5–8 anni invece di 20+. Le operazioni di apertura in primavera, la gestione estiva e soprattutto lo svuotamento invernale determinano la longevità di valvole, gocciolatori e raccordi. La manutenzione dell’impianto richiede 2–4 ore all’anno: ogni ora investita vale anni di vita dell’impianto.
Causa: pressione insufficiente (altri utenti sulla rete durante l’irrigazione), filtro intasato, raccordo otturato, erba che blocca la testa. Soluzione: irrigare all’alba (pressione più alta), pulire il filtro, tagliare l’erba attorno alla testa pop-up.
Causa: corpo estraneo nella sede della membrana, membrana usurata, pressione troppo alta. Soluzione: smontare la valvola, pulire la sede, sostituire la membrana (componente da 5–15€). Non sostituire l’intera valvola.
Causa: calcare (acqua dura), alghe (acqua stagnante), particolato sottile (filtro inadeguato). Soluzione: acid wash (aceto bianco) con circolazione nel circuito, sostituzione filtro a Y con maglia più fine (120 mesh vs 80 mesh).
Causa: sprinkler non allineato, raggio non regolato, pop-up parzialmente intasato. Soluzione: aprire il circuito di notte e camminare nella zona con una torcia per individuare il punto senza copertura. Regolare il raggio degli sprinkler adiacenti (vite superiore).
Punti chiave: Irrigazione Smart
1. Il nemico è l’eccesso, non la carenza. La maggior parte dei danni da irrigazione è causata da troppa acqua. Bagnare in profondità e raramente è sempre meglio che bagnare superficialmente ogni giorno.
2. Irrigare all’alba, mai di giorno. 04:00–07:00: minima evaporazione, foglie asciutte all’alba, massima efficienza. Di giorno: fino al 60% di perdita per evaporazione.
3. Zone diverse = circuiti separati. Prato e aiuole non devono mai condividere un circuito: il fabbisogno del prato è 3–5 volte quello degli arbusti. Zone con fabbisogni diversi su circuiti separati con orari indipendenti.
4. Goccia è superiore allo sprinkler per efficienza. 90–93% di efficienza vs 55–65% degli sprinkler. Per aiuole e orto: sempre goccia. Sprinkler solo per il prato.
5. Non superare il 75% della portata disponibile per circuito. Il margine di sicurezza idraulico è fondamentale. Circuiti sovraccarichi riducono la pressione e compromettono le prestazioni di tutti gli emettitori.
6. Sensore pioggia: obbligatorio. Il costo è 20–60€. L’irrigazione sotto la pioggia è lo spreco più assurdo e il più comune. Nessun impianto ne è giustificato senza sensore pioggia.
7. Controller smart = –30–50% consumi idrici. Un controller ET-based (Rachio, Hydrawise) si ammortizza in 2–3 stagioni solo sul risparmio idrico. La configurazione guidata da app elimina la programmazione manuale complessa.
8. Predisposizione pre-costruzione: la regola più importante. I tubi principali si posano prima di qualsiasi pavimentazione. Aggiungerli dopo moltiplica il costo per 3–5.
9. Svuotamento invernale: non negoziabile. L’acqua che gela nelle valvole le distrugge. Blow-out o drenaggio manuale prima delle prime gelate. 2 ore di lavoro che evitano 500–1.000€ di danni.
10. Xerofit senza impianto. Lavanda, rosmarino, Stipa, Salvia: dopo l’attecchimento (2–3 anni) non hanno bisogno di irrigazione. Un impianto attivo in estate le uccide. Se presenti, circuito separato mai attivo.
0–8 min — Principi fisiologici: come la pianta usa l’acqua. Capacità di campo e punto di appassimento. I 3 errori più comuni. Fabbisogni per categoria vegetale (da prato a xerofit). L’ora giusta per irrigare: tabella alba vs mezzogiorno. Le 6 macro-zone del giardino.
8–18 min — Emettitori: sprinkler pop-up, nebulizzatore, gocciolatore puntale, tubo gocciolante inline. SVG illustrativi per tipo. Tabella confronto: pressione, portata, efficienza, deriva, bagna foglie. La regola head-to-head per gli sprinkler.
18–27 min — Progetto idraulico: i 3 parametri (pressione, portata disponibile, portata emettitori). Esempio numerico completo: giardino 400 m² con 5 circuiti. Diametri tubi. Schema planimetrico impianto tipo con leggenda.
27–35 min — Sensori e controller smart: sensore pioggia (il minimo), tensiometro, controller ET-based, Wi-Fi app, contatore volumetrico, recupero acque piovane. Tabella controller a confronto (Rachio, Hydrawise, Orbit, Gardena).
35–40 min — Installazione: 6 fasi dalla planimetria all’accensione. Allaccio idrico, filtro, collettore EV. Posa tubi. Sprinkler e gocciolatori. Prima programmazione. Materiali e costi per impianto tipo.
40–45 min — Manutenzione stagionale: apertura marzo/aprile, gestione estiva, chiusura invernale. Diagnosi e risoluzione dei 4 problemi più comuni.