Il Giardino
Mediterraneo
Lavanda, ulivo, ghiaia, terracotta. Il paesaggio che profuma di sole e di vento, che sopravvive senza irrigazione, che ha impiegato millenni a diventare bello.
Il giardino che non chiede
permesso all’estate
C’è qualcosa di profondamente onesto nel giardino mediterraneo. Non combatte il clima: lo asseconda. Non pretende il verde brillante di luglio a tutti i costi: accetta il grigio-argento della lavanda sotto il sole di mezzogiorno, il tronco contorto dell’ulivo millenario, la ghiaia bianca che riflette il calore invece di assorbirlo. Il giardino mediterraneo è bello perché è adattato — e l’adattamento, nel paesaggio, è sempre bellezza.
Questa lezione è anche la più urgente del modulo. Con i cambiamenti climatici in corso — estati sempre più calde e siccitose sull’intera area mediterranea, ma anche al nord Italia — il giardino xerofilo non è più solo uno “stile”: è una risposta progettuale necessaria. La domanda non è “voglio un giardino mediterraneo?”: è “il mio clima diventerà presto un clima che richiede piante mediterranee?” La risposta, per la maggior parte dell’Italia, è sì.
Il paesaggio mediterraneo impiegato tremila anni a diventare quello che è: millenni di sole bruciante, siccità estiva, suoli poveri e rocciosi, vento salato. Le piante che vivono in quel paesaggio non sono “rustiche” — sono il risultato di un processo evolutivo straordinario. Usarle nel giardino non è rinunciare alla bellezza: è attingere alla bellezza più profonda che esista.
Principio del giardino mediterraneo come biodiversità adattataOggi costruiamo il metodo completo del giardino mediterraneo: caratteri fondamentali del clima e del suolo, i paesaggi di riferimento, i principi compositivi dell’aridità, la palette vegetale completa, i materiali locali, la gestione dell’acqua con irrigazione minima, le varianti geografiche italiane e il confronto tra approccio autentico e imitazione superficiale.
Il clima mediterraneo e i paesaggi
di riferimento
Il clima mediterraneo si definisce tecnicamente per una caratteristica unica nel panorama climatico mondiale: piogge concentrate nel periodo invernale e siccità estiva intensa. Estate calda e secca, inverno mite e piovoso. Questo regime — che si trova non solo nel Mediterraneo ma anche in California, Cile centrale, Sudafrica meridionale e Australia sudoccidentale — ha prodotto in ciascuna di queste aree una flora straordinariamente convergente: piante con foglie piccole o dure (sclerofille), cuticola cerosa, trichomi argentei, radici profonde. Forme diverse, stesso principio adattativo.
Il colore grigio-argento di lavanda, santolina, artemisia, stachys non è un capriccio estetico: è fisica applicata. La superficie argentea riflette una parte significativa della radiazione solare (fino al 40% in più rispetto alle foglie verdi), riducendo il surriscaldamento fogliare e di conseguenza la perdita d’acqua per traspirazione. I trichomi (peletti) che producono quel colore fungono anche da barriera contro il vento secco. La palette cromatica grigio-argento del giardino mediterraneo è la biologia dell’adattamento trasformata in estetica.
I sei paesaggi di riferimento
Il paesaggio vegetale caratteristico delle coste italiane: lentisco, corbezzolo, mirto, ginepro, cisto, olivastro. Denso, profumato, resistentissimo. Il modello per il giardino mediterraneo italiano autentico — non importato dalla Provenza ma nato qui.
Lavanda, timo, rosmarino su calcari bianchi. Il paesaggio più fotografato del Mediterraneo occidentale — e il più imitato nei giardini di tutto il mondo. Caratterizzato da una palette cromatica straordinaria: viola, grigio, bianco calcare.
Il giardino moro: fontane, patio ombreggiato, arancio amaro, gelsomino. La tradizione islamica dell’acqua come lusso nel deserto. Alle aridità del paesaggio esterno si contrappone l’abbondanza artificiale del patio interno.
Roccia, asfodelo, caperi, timo, ulivi contorti. I colori del paesaggio greco — bianco calcareo, azzurro del mare, grigio degli ulivi, viola selvatico — sono una delle palette cromatiche più riconoscibili del mondo. La bellezza assoluta nella scarsità assoluta.
Querceti aperti di quercia da sughero, erba bruna d’estate, lavanda spontanea, cistus. Uno dei paesaggi più suggestivi dell’Europa occidentale — e uno dei meno conosciuti fuori dal Portogallo. Carattere austero, nobile, infinitamente fotogenico in autunno.
Geometria rigorosa dell’acqua, agrumi, rose damascene, tappeti di fiori colorati. La tradizione del riad marocchino: il giardino come paradiso privato, chiuso all’esterno arido, ricco e profumato all’interno. Influenza diretta sulla tradizione del patio spagnolo e siciliano.
Il suolo mediterraneo — cosa le piante si aspettano
Le piante mediterranee muoiono per ristagno idrico più spesso che per siccità. Adattate a suoli rocciosi con drenaggio rapidissimo, tollerano male l’acqua stagnante intorno alle radici. In giardini con suolo argilloso pesante: lavorare il suolo in profondità e incorporare ghiaia e sabbia grossolana prima dell’impianto, oppure costruire aiuole rialzate di 20–30 cm con substrato drenante.
Suoli ricchi di azoto producono crescita rapida e piante deboli, molto sensibili alle malattie fungine. Lavanda, rosmarino e santolina su suolo arricchito diventano ispide, allungate, poco fiorifere. La regola: nessuna concimazione azotata per piante mediterranee in piena terra. Solo un leggero ammendamento con compost maturo al momento dell’impianto.
La maggior parte delle piante mediterranee preferisce pH 7–8 (neutro-alcalino), adattato ai suoli calcarei tipici delle aree costiere del Mediterraneo. In giardini con suolo acido (pH <6.5) alcune specie faticano — aggiungere calce agricola per correggere il pH se necessario, oppure scegliere specie adatte all’acidità.
Il momento migliore per piantare piante mediterranee è settembre-novembre. Le piante si stabiliscono durante l’inverno mite, sviluppano un apparato radicale solido, e affrontano la prima estate già radicate. Un impianto primaverile richiede irrigazione intensiva tutto il primo anno — proprio quello che si vuole evitare con questo tipo di giardino.
La pacciamatura nel giardino mediterraneo va usata con moderazione: un leggero strato di ghiaia fine (1–2 cm) vicino alle piante impedisce la perdita di umidità dal suolo. Una pacciamatura troppo spessa di materiale organico trattiene umidità eccessiva vicino al colletto — rischio di marciume radicale per le più sensibili.
Le piante mediterrane, una volta stabilite, sono autosufficienti. Ma il primo anno di impianto è critico: le radici non sono ancora profonde e la pianta può morire per siccità estrema. Irrigazione di soccorso una volta a settimana nel primo agosto. Dal secondo anno: nessuna irrigazione salvo siccità prolungate straordinarie.
Otto principi della
composizione xerofila
Il giardino mediterraneo è progettato per la luce diretta — non per l’ombra. Il sole non è un nemico da schermare ma un alleato da valorizzare. Le superfici bianche che riflettono, la terracotta che assorbe il calore, le foglie argentee che brillano al vento: tutto risponde alla luce intensa. I materiali scuri (basalto, corten scuro) funzionano come contrasto puntuale, non come base.
La ghiaia calcarea o il ciottolaio è la superficie di fondo del giardino mediterraneo — non il prato. Permette il drenaggio immediato delle piogge, riflette il calore invece di assorbirlo, impedisce la crescita di malerbe aggressive, si adatta alle forme libere delle aiuole. La ghiaia mediterranea è diversa dalla ghiaia grigia nordica: è calcarea, chiara, quasi bianca, con riflessi dorati.
Nel giardino mediterraneo le piante aromatiche non sono accenti puntiformi — sono il tessuto vegetale che riempie il suolo tra gli elementi strutturali (alberi, rocce, muretti). Lavanda, rosmarino, timo, santolina, origano: piantati a gruppi compatti di 5–9 esemplari, formano masse che si toccano e si sovrappongono leggermente, creando una copertura uniforme con texture e palette cromatica coerente.
L’ulivo, il carrubo, il fico, il mandorlo: nel giardino mediterraneo ogni albero è un oggetto scultoreo individuale, non un elemento di massa boscata. Il tronco contorto, le radici affioranti, il fogliame argenteo: il singolo albero ha una personalità visiva che va valorizzata con spazio libero attorno, non nascosta nella vegetazione bassa.
Le rocce non sono accessori decorativi importati: sono elementi del paesaggio locale da valorizzare. Se il sito ha affioramenti rocciosi, non rimuoverli — costruire il giardino attorno a essi. Se non ci sono, usare pietre locali raccolte sul posto o nei dintorni. La pietra portata da lontano manca del senso di appartenenza al luogo che è il valore fondamentale del giardino mediterraneo autentico.
Il muro intonacato a calce — bianco, crema o ocra — è lo sfondo che amplifica ogni elemento vegetale del giardino mediterraneo. Una pianta aromatica davanti a un muro bianco diventa immediatamente più leggibile, più bella, più “sé stessa”. Il muro non è una recinzione ma una superficie compositiva. Il tono del muro (bianco puro, bianco avorio, crema calda, ocra gialla) determina il carattere cromatico dell’intero giardino.
Nel giardino mediterraneo l’ombra non è ovunque — è esattamente dove serve. Il pergolato sovra il patio pasto, l’ombra dell’ulivo sulla seduta pomeridiana, il fico che scherma la cucina esterna. Il resto del giardino è in pieno sole. Questa distribuzione calibrata — ombra dove si sta, luce dove si guarda — è ciò che rende il giardino mediterraneo comodo da abitare nonostante il clima aggressivo.
Il giardino mediterraneo ha zone di “silenzio visivo”: distese di ghiaia, superfici di pietra piatte, spazi vuoti tra un gruppo di piante e il successivo. Questo silenzio non è povertà — è respiro. Permette agli elementi forti (l’ulivo, il muro, la terracotta, la lavanda in fiore) di emergere senza competizione. Un giardino mediterraneo troppo pieno perde il suo carattere essenziale.
Le palette cromatiche del giardino mediterraneo
La palette più riconoscibile e più richiesta. Lavanda + salvia grigia + calcare bianco + terracotta. Funziona in qualsiasi contesto purché si usino sempre pietre locali chiare come base.
Più naturale e meno “provenzale”. Verde scuro della macchia + argento dell’artemisia + ocra della ghiaia calcarea. Ideale per aree interne dell’Italia, Toscana, Lazio, Campania.
Per contesti costieri con architettura mediterranea bianca. Il blu degli infissi e delle terracotte smaltate crea contrasto con il bianco delle pareti e l’argento della vegetazione.
La palette vegetale e i materiali
del paesaggio mediterraneo
Le piante del giardino mediterraneo
- Olea europaea (ulivo) — L’albero simbolo. Fogliame argento, tronco contorto, frutto decorativo. Millenni di storia. Scelta l’ulivo centenario o ultracentenario quando possibile.
- Ceratonia siliqua (carrubo) — Sempreverde, foglie lucide, siccità assoluta. Lento ma longevo.
- Pistacia lentiscus (lentisco) — Arbusto-alberello, sempreverde, bacche rosse, profumo intenso.
- Arbutus unedo (corbezzolo) — Fiori bianchi autunnali, frutti rossi, corteccia rossa. Trifecta stagionale.
- Cercis siliquastrum (albero di Giuda) — Fiori rosa prima delle foglie in primavera. Spettacolare.
- Ficus carica (fico) — Foglie ampie, frutto commestibile, tronco bianco. Ombra e produzione.
- Lavandula angustifolia — Il simbolo. Profumo, colore, resistenza.
- Rosmarinus officinalis — Prostrato o eretto. Profumo tutto l’anno.
- Cistus (varie spp.) — Fiori effimeri, foglie aromatiche. Alta siccità.
- Santolina chamaecyparissus — Argento compatto. Bordo perfetto.
- Phlomis fruticosa — Giallo salvia, foglie grigio-bianche. Elegante.
- Perovskia atriplicifolia — Azzurro-viola d’estate. Incantevole.
- Myrtus communis (mirto) — Profumo, bacche nere. Macchia autentica.
- Euphorbia characias — Struttura invernale eccellente. Sempreverde.
- Salvia nemorosa e officinalis — Viola, estate lunga.
- Stachys byzantina — Tappezzante argento. Tattico e bellissimo.
- Artemisia (varie) — Argento intenso. Riflette la luce.
- Achillea (varie) — Giallo, crema, rosa. Estate lunga.
- Gaura lindheimeri — Rosa-bianco. Movimento nel vento.
- Verbena bonariensis — Viola, trasparente, autoseminante.
- Thymus serpyllum — Tappezzante camminabile. Profumato.
- Origanum laevigatum — Rosa-malva, estate-autunno.
- Allium hollandicum — Viola, fine primavera, tra le aromatiche.
- Asphodelus ramosus — Bianco, primavera. Paesaggio greco.
- Iris germanica (blu-viola) — Primavera precoce. Elegante.
- Tulipa (specie, non ibridi) — Naturalizzano nel secco.
- Muscari armeniaceae — Blu intenso, marzo-aprile.
- Cyclamen hederifolium — Autunno, fogliame tutto l’inverno.
- Nerine bowdenii — Rosa, ottobre. Fioritura sorprendente.
Masterplan giardino mediterraneo — villa con patio
I materiali del giardino mediterraneo
Il materiale fondamentale del giardino mediterraneo. Pietra di Lecce, pietra leccese, trachite siciliana, pietra serena, calcarenite: ogni regione ha la sua. La regola è usare sempre la pietra locale — importare marmo nordico o granito grigio è lavorare contro l’identità del luogo. Le lastre irregolari per i percorsi, le lastre regolari per il patio, i cubetti per i muretti.
La terracotta non è solo un materiale per vasi — è l’elemento cromatico caldo che bilancia il grigio-argento della vegetazione e il bianco delle pareti. Vasi grandi come sculture punteggiate nel giardino, anfore come elementi decorativi fissi, anfore smaltate azzurre nella tradizione sicula e pugliese. La qualità conta: terracotta frost-proof per resistere ai geli.
Le pergole e i capanni del giardino mediterraneo usano legno locale — ulivo, carrubo, castagno. Non legnami tropicali importati. Il legno locale invecchia nella luce mediterranea verso il grigio argenteo del legno marino — una delle più belle patine che esistano. Le sezioni possono essere rustiche e irregolari: nel giardino mediterraneo la perfezione non è una virtù.
I muri del giardino mediterraneo sono in pietra locale a vista o intonacati a calce bianca o crema. Il muretto a secco — pietra su pietra senza malta — è la soluzione più autentica e più ecologica: permea l’acqua, ospita fauna, dialoga con il paesaggio circostante. Il colore del muro intonacato definisce la palette cromatica dell’intero giardino — sceglierlo con cura.
La ghiaia calcarea (10–20 mm) è la superficie di fondo che connette tutto nel giardino mediterraneo. Colore chiaro (bianco, avorio, dorato) che riflette il calore invece di assorbirlo, drena rapidamente le piogge, impedisce le erbacce, si adatta alle forme libere delle masse vegetali. Diversa dalla ghiaia grigia nordica: deve avere il colore caldo del suolo locale.
Nel giardino mediterraneo l’acqua è rara e preziosa — il suo suono è un lusso. Fontane a muro in pietra, bacini in terracotta smaltata (tradizione siculo-araba), vasche basse in pietra calcarea locale. L’acqua non è un elemento scenografico: è funzionale (bere, raffrescare) e sensoriale (suono che attenua il calore percepito). Anche solo 50 litri d’acqua in movimento cambiano la percezione termica di un patio.
L’acqua come lusso:
irrigazione minima e raccolta
Il giardino mediterraneo ben progettato ha un consumo idrico del 70–80% inferiore a un giardino tradizionale con prato e piante esotiche. Non è solo una questione ambientale — è economica, pratica, e identitaria. Un giardino che ha bisogno di irrigazione intensiva per sopravvivere non è un giardino mediterraneo: è un giardino esotico in un clima sbagliato.
Acqua nel giardino mediterraneo — quattro approcci
Se si usano esclusivamente specie autoctone della macchia mediterranea locale (lentisco, corbezzolo, mirto, cistus, lavanda spontanea) su suolo drenante, dopo il primo anno di stabilimento il giardino non richiede alcuna irrigazione. Le piogge invernali sono sufficienti. È l’approccio più radicale e più onesto — e anche quello che produce il giardino più autentico.
Una irrigazione profonda ogni 2–3 settimane durante luglio-agosto (le settimane più critiche). Non quotidiana — profonda e rara. L’acqua penetra in profondità e spinge le radici a scendere invece che a restare in superficie. Piante con radici profonde sopravvivono a siccità estreme; piante con radici superficiali (dovute a irrigazione frequente e superficiale) muoiono alle prime crisi.
Le piogge invernali abbondanti del clima mediterraneo sono una risorsa da raccogliere, non da disperdere in fogna. Una cisterna interrata di 2.000–10.000 litri collegata ai pluviali della casa raccoglie acqua sufficiente per la stagione estiva di un piccolo giardino. Costo moderato, impatto enorme sull’autonomia idrica del giardino. Sempre più obbligatoria nelle nuove costruzioni in zone siccitose.
Per il patio con vasi di terracotta, le piante rampicanti sulla pergola, i piccoli alberi in contenitore: un sistema di goccia a goccia programmato con sensore di pioggia e umidità del suolo. Non irrigare quando ha piovuto. Non irrigare quando il suolo è ancora umido. Il sensore intelligente può ridurre il consumo del 40–60% rispetto a un programmatore fisso.
Resistenza alla siccità — classificazione operativa
| Specie | Siccità estiva | 1° anno irrigazione | Suolo ideale | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Olea europaea (ulivo) | ●●● Altissima | Settimanale (luglio–agosto) | Qualsiasi, drenante | Teme il ristagno assai più della siccità |
| Rosmarinus officinalis | ●●● Altissima | Quindicinale estate | Povero, calcareo | Su suolo ricco perde aroma e diventa ispido |
| Lavandula angustifolia | ●●● Altissima | Quindicinale estate | Calcareo, drenante | Su argilla muore in 2 anni · Non potare il legno vecchio |
| Cistus (varie spp.) | ●●● Altissima | Mensile estate | Povero, acido o neutro | Non tollerare i trapianti da adulto · Impianto piccolo |
| Euphorbia characias | ●● Alta | Quindicinale estate | Qualsiasi, drenante | Latice urticante — guanti in potatura |
| Cercis siliquastrum | ●● Media | Settimanale 1° estate | Calcareo, ben drenato | Potare subito dopo la fioritura primavera |
| Stachys byzantina | ●● Alta | Quindicinale estate | Qualsiasi, drenante | Tagliare le infiorescenze esaurite per stimolare crescita fogliare |
| Gaura lindheimeri | ●● Media-alta | Settimanale 1° estate | Sabbioso-limoso | Rifiorisce continuamente estate-autunno · Dividere ogni 3 anni |
Declinazioni geografiche
e progettisti di riferimento
Le declinazioni italiane del giardino mediterraneo
Il giardino toscano per eccellenza: cipressi in filare, oliveti, vigne, roseti antichi su pietra serena grigia. Inverni più freddi rispetto al sud — scegliere lavande rustiche, rosmarini resistenti, salvia. I muretti a secco in pietra serena, le ville in cotto, i filari di cipressi: un vocabolario iconico ma da usare senza cadere nella copia postcard.
Il paesaggio degli ulivi millenari, del tufo, della pietra calcarea bianca. La macchia mediterranea autoctona più ricca d’Italia. Il giardino pugliese autentico è quasi totalmente privo di irrigazione: ulivi, lentisco, rosmarino, gariga spontanea. La terracotta arancione locale come elemento cromatico dominante.
Il giardino più esotico d’Italia: agrumi, bouganville, hibiscus, palme nane, carrubo. Influenza nordafricana nelle terracotte smaltate e nella geometria dell’acqua. La palette cromatica è la più vivace del Mediterraneo italiano: arancio, fucsia, azzurro smaltato su bianco calce. Estati calde e quasi prive di pioggia.
Inverni eccezionalmente miti (microclima), suoli spesso poveri e terrazzati in pietra. Il giardino ligure può permettersi specie semi-tropicali che non sopravvivono altrove in Italia: Strelitzia, Pittosporum in fiore, agrumi, Agapanthus all’aperto. I terrazzamenti in pietra locale sono l’elemento architettonico più caratteristico.
Progettisti di riferimento per il giardino mediterraneo
Barragán lavora in Messico ma il suo vocabolario è profondamente mediterraneo: calce bianca o intensamente colorata, acqua come elemento sculturale, aridità come bellezza. I suoi cortili sono i più emozionanti del paesaggismo del ‘900. Il colore — rosa Barragán, ocra, viola — è usato con un coraggio che nessuno ha saputo replicare.
Il progettista britannico più sensibile al paesaggio mediterraneo. I suoi giardini in Italia e nel Mediterraneo sono caratterizzati da un approccio botanico rigoroso e da una palette vegetale che usa specie autoctone con sensibilità compositiva raffinata. Il suo giardino per Margate (UK) e i lavori italiani sono punti di riferimento per chi vuole fare il mediterraneo senza imitazione superficiale.
Il grande paesaggista spagnolo contemporaneo. Caruncho usa grano, ulivi, acqua e pietra per creare giardini di bellezza arcaica e atemporale. I suoi campi di grano filosofico, i viali di ulivi, le vasche rettangolari: composizioni che sembrano essere sempre esistite in quel paesaggio. La sintesi perfetta di mediterraneo autentico e contemporaneità.
I 6 errori del giardino mediterraneo
e la scheda di progetto
Si progetta un giardino “in stile mediterraneo” usando lavanda, rosmarino e Agave — ma anche gerani, petunie e un prato di erba bermuda. Il risultato è un sistema a due velocità che richiede irrigazione frequente per le specie esigenti, uccidendo quelle resistenti con il ristagno.
La causa principale di morte della lavanda nei giardini italiani: suolo pesante con scarso drenaggio. La lavanda con radici bagnate per settimane va in marciume radicale — soprattutto negli inverni piovosi. Muore lentamente, seccandosi a partire dal centro, e il cliente attribuisce il problema alla “qualità delle piante”.
Un giardino in Puglia con granito grigio svedese. Un giardino in Sicilia con ardesia ligure. Il linguaggio è sbagliato — il paesaggio circostante parla un’altra lingua da quella del giardino. Il visitatore percepisce la dissonanza anche senza sapere nominare il problema.
La lavanda potata nel legno vecchio non ricaccia — muore. L’errore più comune: potare troppo tardi in autunno (stimola germogli che il gelo distrugge) o tagliare nel legno duro grigio invece di fermarsi nel verde giovane. In pochi anni la lavanda diventa un cespuglio legnoso e fioro come se fosse da buttare.
Lavanda provenzale in Sicilia, cipressi toscani in Liguria, agrumi in Piemonte. Una composizione generica di “piante mediterranee” che non dialoga con il paesaggio specifico del luogo. Il giardino è gradevole ma non appartenente — potrebbe essere ovunque.
Quindici anfore di dimensioni diverse distribuite casualmente nel giardino. Ogni singola anfora è bella. Insieme producono un effetto da emporio folkloristico. La terracotta, come ogni elemento forte del giardino mediterraneo, funziona in pochi pezzi grandi e ben posizionati — non in molti pezzi piccoli sparsi.
- ☐Tutte le specie scelte hanno resistenza alla siccità compatibile
- ☐Sistema di raccolta acqua piovana previsto (se non presente)
- ☐Irrigazione di soccorso per 1° anno specificata nel piano di manutenzione
- ☐Nessuna specie esigente idrica mista con xerofite nello stesso settore
Sintesi e Domande Stimolo
- Il clima mediterraneo: piogge invernali + siccità estiva — è il vincolo che definisce tutto
- Il grigio-argento delle piante mediterranee è fisica dell’adattamento, non capriccio estetico
- 6 paesaggi di riferimento: macchia italiana, gariga provenzale, patio andaluso, cicliadico, montado portoghese, riad nordafricano
- Suolo mediterraneo: drenaggio eccellente, fertilità bassa, pH neutro-alcalino
- 8 principi compositivi: luce protagonista, ghiaia come base, masse aromatiche, alberi scultorei singoli, roccia nativa, muro bianco sfondo, ombra calcolata, silenzio visivo
- 3 palette cromatiche: provenzale (viola-grigio-ocra), macchia italiana (verde-argento-terracotta), cicliadica (bianco-blu-argento)
- Palette vegetale: ulivo, lavanda, rosmarino, cistus, santolina, stachys, artemisia, euphorbia
- Materiali: pietra locale calcarea, terracotta, calce bianca, ghiaia chiara, legno locale, fontane in pietra
- Gestione acqua: nessuna irrigazione (autoctone), emergenza estiva, raccolta piovana, goccia intelligente
- Varianti italiane: Toscana (cipresso, ulivo, pietra serena), Puglia (ulivi millenari, tufo), Sicilia (agrumi, bougainville), Liguria (semi-tropicali, terrazzamenti)